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Sentenza

Sentenza del 23/11/2022 n. 34554 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha impugnato la decisione della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva rigettato l'appello contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Pavia, la quale aveva accolto il ricorso del contribuente contro gli avvisi di accertamento ICI per il periodo 2010-2011 basati su una nuova rendita catastale notificata successivamente agli anni di imposta contestati. Il Comune sosteneva che la nuova rendita catastale, notificata prima dell'emissione dei nuovi avvisi, dovesse essere applicata anche a quegli anni, contestando che vi fosse un giudicato preclusivo e richiamando normative e precedenti di Cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando che la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Pavia non poteva essere considerata giudicato in relazione agli avvisi impugnati, diversi da quelli già annullati. Inoltre, la Corte ha rilevato che la nuova rendita catastale notificata aveva efficacia dall'8 agosto 2016, quindi non poteva essere applicata agli anni 2010-2011. È stato precisato che l'annullamento per vizi formali non preclude l'emissione di nuovi avvisi di accertamento per gli stessi periodi, purché entro termini di decadenza. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Legge n. 342 del 2000, art. 74, comma 1

    La rendita catastale modificata è utilizzabile anche per annualità sospese, quindi suscettibili di accertamento, liquidazione o rimborso, ma l'efficacia decorre dalla data di notifica della rendita stessa.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 2

    Rilevante per la determinazione della base imponibile dell'ICI in relazione alla rendita catastale.

  • Codice civile, art. 2909

    Richiamato in relazione alla decorrenza degli effetti degli atti e alla possibilità di rinnovare accertamenti.

  • Codice di procedura civile, art. 324 e 366

    Regolano rispettivamente la formazione del giudicato e i requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione.

  • Cassazione, SS.UU. n. 3160/2011

    Conferma che l'amministrazione può rinnovare l'atto impositivo dopo annullamento per vizi formali, purché entro termini di decadenza.

  • Cassazione n. 6206/2005

    L'annullamento di un atto pregiudizievole implica la caducazione degli effetti medio tempore, ma non preclude l'esercizio del potere di accertamento successivo.

Massime di principio

  • La modifica della rendita catastale ha efficacia solo dalla data di notifica o dalla data indicata nell'atto di variazione, e non retroattivamente per annualità già definite o con giudicato.
  • L'annullamento di un avviso di accertamento per vizi formali non impedisce l'emissione di nuovi avvisi per le stesse annualità, purché entro i termini di decadenza.
  • Il giudicato formato su avvisi diversi o su questioni formali non preclude l'amministrazione dal riesercitare il potere di accertamento su questioni sostanziali pendenti o non definite.
  • In presenza di conciliazioni o variazioni intervenute dopo l'emissione di avvisi di accertamento, la nuova rendita catastale effettivamente accettata determina i termini di efficacia e applicazione fiscale.
  • I ricorsi per cassazione devono essere specifici e confutare tutte le ragioni decisive della sentenza impugnata, altrimenti sono dichiarati inammissibili.

Testo integrale

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