Cassazione Penale, Sentenza n. 34475/2025 del 22/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che aveva riconosciuto a Garcea il delitto di fittizia intestazione (art. 512-bis c.p.) e a Pasquino il delitto di riciclaggio, contestando: (a) la mancata e insufficiente indagine sulla "capacità elusiva" dell'intestazione fittizia e sulla provenienza illecita dei beni (Garcea), con richiesta di valutare la necessaria idoneità alla confisca/alla misura di prevenzione; (b) il travisamento del fatto e il difetto di prova del dolo specifico, in particolare l'uso di indizi ritenuti non gravi, precisi e concordanti; (c) per Pasquino, l'insufficienza di elementi a dimostrare la concreta idoneità della condotta a ostacolare gli accertamenti e il dolo richiesto per il reato di riciclaggio, nonché l'irrilevanza delle operazioni bancarie tracciabili svolte come contabile su direttive altrui.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto infondati i rilievi di Garcea, richiamando l'orientamento prevalente secondo cui il reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.) è reato di pericolo astratto e può integrarsi anche con beni non provenienti da reato; il dolo specifico (scopo elusivo) può consistere nel fondato timore dell'avvio di misure di prevenzione patrimoniale e va valutato ex ante sulle circostanze conosciute o conoscibili dall'agente medio. La Corte ha altresì respinto i motivi di Pasquino come generici e inammissibili, ritenendo che la motivazione di merito abbia adeguatamente ricostruito i fatti, gli elementi indiziari e il ruolo del ricorrente nel sistema di intestazioni fittizie e di spostamento di risorse. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese e al pagamento della somma indicata nel dispositivo.
Norme richiamate
art. 512-bis cod. pen. (fittizia intestazione/trasferimento fraudolento di valori)
Reato di pericolo astratto: si integra anche se i beni non provengono da delitto; lo 'scopo elusivo' si valuta ex ante e può consistere nel fondato timore di misure di prevenzione patrimoniale; non è necessario dimostrare la concreta confiscabilità dei beni per l'integrazione del reato
Richiamato per i profili di concorso nella commissione del reato: il concorso può sussistere anche se non tutti i partecipanti perseguono il dolo specifico, purché almeno uno agisca con tale fine e gli altri ne siano consapevoli
art. 648, 648-bis, 648-ter cod. pen. (reati predicati di riciclaggio)
Richiamati come delitti ai quali può essere funzionale l'operazione di intestazione fittizia e come riferimento per il concorso di persone nella condotta che agevola il reato
art. 12 D.Lgs. n. 159/2011 (presunzione di interposizione)
Presunzioni legislative in materia di interposizione che la giurisprudenza valorizza nella ricostruzione del sistema di intestazioni fittizie
Richiamata storicamente per inquadrare la fattispecie e la ratio normativa orientata ad evitare manovre di elusione delle misure di prevenzione
art. 12-sexies (disposizioni sulla confisca di prevenzione)
Distinto piano di accertamento rispetto al reato: la possibilità di confisca attiene al procedimento di prevenzione e non è elemento necessario per l'integrazione del reato di intestazione fittizia
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Predisposizione del ricorso per cassazione: i difensori hanno dedotto i motivi nei termini strettamente necessari per la motivazione, come previsto dalla norma
Consigliata applicazione nel dispositivo per le statuizioni conseguenti alla declaratoria di inammissibilità (condanna alle spese e somme)
Massime di principio
- Il reato di fittizia intestazione (art. 512-bis c.p.) è riconosciuto come reato di pericolo astratto: non è necessario provare che i beni provengano da reato o che siano oggettivamente confiscabili per configurare il reato; è decisiva la finalità elusiva valutata ex ante in base alle circostanze conosciute o conoscibili dall'agente medio
- La 'capacità elusiva' o la confiscabilità dei beni sono temi rilevanti nella fase di eventuale misura di prevenzione patrimoniale, ma non costituiscono, di regola, elementi costitutivi indispensabili del reato di fittizia intestazione
- Il dolo specifico di elusione può essere desunto da un insieme di elementi indiziari e di contesto (rapporti familiari, conoscenza di sistemi di interposizione, conversazioni intercettate, cronologia di interdittive/indagini) purché gli indizi raggiungano sufficiente gravità, precisione e concordanza
- Il concorso nel reato può sussistere anche se non tutti i partecipanti perseguono il medesimo fine elusivo: è sufficiente che almeno un concorrente agisca con tale finalità e gli altri ne siano consapevoli
- Per il riciclaggio, operazioni contabili tracciabili possono comunque integrare il reato se inserite in un contesto che ne dimostra la funzione dissimulatoria e la consapevolezza degli attori; il mero ruolo di 'contabile' non esclude responsabilità quando emergono elementi che mostrano autonomia operativa e conoscenza del sistema illecito
- In sede di Cassazione i motivi devono essere specifici e correlati criticamente alla motivazione di merito: censure generiche o che non indicano punti critici precisi della motivazione sono spesso dichiarate inammissibili
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