Cassazione Penale, Sentenza n. 34371/2025 del 22/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di L'Aquila del 23/12/2024 relativa a reati di omesso versamento delle ritenute previdenziali (art. 2 D.L. 463/1983) per periodi 2015-2017. Il ricorrente deduce: (1) vizio nella valutazione dell'elemento soggettivo perché l'omesso versamento sarebbe dovuto a difficoltà economiche dell'impresa; (2) mancata notifica delle diffide/accertamenti da parte dell'ente (INPS) e quindi assenza di consapevolezza della violazione; (3) illegittimo diniego della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria perché la concessione della sospensione condizionale della pena non dovrebbe essere ostativa alla sostituzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati il primo e il secondo motivo: il dolo generico si integra con la consapevole scelta di non versare le ritenute anche in presenza di difficoltà economiche, e la notifica della diffida/accertamento non è elemento costitutivo del reato (la consapevolezza può emergere anche dai modelli DM10); ha invece accolto il terzo motivo: la norma che vieta l'applicazione di pene sostitutive quando è concessa la sospensione condizionale (art. 61-bis introdotto dal d.lgs. 150/2022) non si applica ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore, per cui va applicata la norma più favorevole. La Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al punto concernente il diniego delle sanzioni sostitutive e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Perugia; ha dichiarato inammissibile il ricorso per il resto.
Norme richiamate
art. 2, comma 1 bis, D.L. 12 settembre 1983, n. 463 (conv. L. 11 novembre 1983, n. 638)
art. 2, comma 1 bis, D.L. 463/1983
Il reato di omesso versamento è a dolo generico: si integra con la consapevole scelta di omettere i versamenti; la notifica dell'accertamento rileva esclusivamente ai fini della causa di non punibilità per il versamento entro tre mesi, ma non è elemento costitutivo del reato
Rilevato in riferimento alla pluralità/continuazione di reati commessi in periodi diversi (utilizzato per descrivere la pluralità di contestazioni su più anni)
art. 61-bis, legge 24 novembre 1981, n. 689 (introdotto dall'art. 71, comma 1, lett. i), d.lgs. 1 ottobre 2022, n. 150)
art. 61-bis, legge n. 689/1981 (introdotto dal d.lgs. 150/2022)
Prevede il divieto di applicare pene sostitutive quando è concessa la sospensione condizionale della pena; la Corte ha stabilito che tale divieto non si applica retroattivamente ai fatti anteriori all'entrata in vigore della norma
art. 2, comma quarto, cod. pen.
art. 2, comma quarto, cod. pen.
Principio della legge penale più favorevole in caso di successione di leggi nel tempo; applicato per stabilire la non retroattività dell'art. 61-bis ai fatti anteriori
art. 53, comma 1, legge n. 689/1981 (nella versione modificata dalla legge 12 giugno 2003, n. 134)
art. 53, comma 1, legge n. 689/1981 (come modificato dalla legge n. 134/2003)
Criteri cui attenersi per l'applicazione delle pene sostitutive in luogo di quelle detentive quando applicabili: va applicata la disciplina più favorevole e non si possono combinare frammenti di norme differenti
art. 24 e 25 d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46
art. 24 e 25, d.lgs. 46/1999
Riguardano il procedimento di riscossione coattiva e l'iscrizione a ruolo dei crediti; la Corte ha precisato che l'iscrizione a ruolo non è condizione per la rilevanza penale dell'accertamento
art. 545-bis cod. proc. pen.
Norma richiamata dalla Corte territoriale in relazione alla sostituzione della pena; la Cassazione ha rilevato che la Corte d'appello ha interpretato erroneamente la sospensione condizionale come ostativa alla sostituzione
Modelli DM10 (autodichiarazioni)
La presentazione dei DM10 equivale ad autodichiarazione delle retribuzioni corrisposte e può essere utilizzata per inferire la consapevolezza dell'omissione dei versamenti contributivi
Massime di principio
- Il dolo nel reato di omesso versamento delle ritenute si valuta sulla base della scelta consapevole di non versare: la difficoltà economica dell'impresa non esclude automaticamente il dolo
- La mancata notifica formale dell'accertamento o della diffida non è in sé idonea a escludere il dolo; la consapevolezza può emergere anche da documenti autocertificati (es. DM10) e dal contenuto del decreto di citazione
- La causa di non punibilità per versamento entro tre mesi è subordinata alla compiuta conoscenza, ma l'iscrizione a ruolo per la riscossione coattiva non è rilevante ai fini penali
- Le norme che limitano l'applicabilità di pene sostitutive introdotte successivamente non si applicano retroattivamente ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore: si applica la legge più favorevole (art. 2 cod. pen.)
- Se il giudice di merito nega la sostituzione della pena per un'errata interpretazione della normativa sopravvenuta, la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame alla corte territoriale competente
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