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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29913/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per il reato di tentata induzione indebita (artt. 56, 319-quater e 81 c.p.). Il difensore denunciava: errata applicazione della norme penali per carenza degli elementi costitutivi (assenza di abuso della qualità, mancata pressione su Calabrese, assenza di vantaggio indebito), violazione dell'art. 521 c.p.p. per presunta ampliatio della responsabilità, illegittima ammissione della costituzione di parte civile (presunto ruolo di agente provocatore di Calabrese) in violazione degli artt. 74, 76, 78, 90 c.p.p. e art. 323-ter c.p., vizi di motivazione e travisamento della prova con riferimento alle trascrizioni e alla circostanza della busta contenente il denaro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso riqualificando la condotta da tentata induzione indebita (art. 319-quater) a istigazione alla corruzione (art. 322, comma 3, c.p.). Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nella parte relativa alla qualificazione giuridica ed ha determinato direttamente la pena in anni 1 e mesi 4 di reclusione (riduzione rispetto alla precedente di anni 1 e mesi 8), confermando invece le statuizioni civili: condanna al risarcimento del danno e al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile (liquidate come da dispositivo). Il ricorso è stato rigettato per il resto; sono state respinte le censure sull'agente provocatore e sulla legittimazione della parte civile; la Corte ha ritenuto congrua la valutazione probatoria basata sulle registrazioni e sulla consegna controllata della busta contenente 1.000 euro.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.

    Riferimento alla disciplina della tentata fattispecie: la Corte valuta la forma tentata del reato originariamente contestato.

  • art. 319-quater c.p.

    Reato di induzione indebita: la Corte ha esaminato se fosse presente abuso della qualità o coercizione. Ha ritenuto che mancassero gli elementi per configurare tale fattispecie rispetto al comportamento accertato.

  • art. 322, comma terzo, c.p.

    Istigazione alla corruzione: la Corte ha ritenuto più corretta questa qualificazione, perché la condotta consisteva in sollecitazione/accordo senza forme intimidatorie e con prospettazione di uno scambio di utilità; è stata quindi applicata tale norma.

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    Recidiva/concorrente di circostanze per la determinazione della pena: richiamata nella determinazione del trattamento sanzionatorio.

  • art. 318 c.p.

    Riferimento alle fattispecie di corruzione d'ufficio in tema comparativo con l'istigazione alla corruzione; utile per la determinazione del quadro sanzionatorio.

  • art. 323-ter c.p.

    Disciplina sull'uso di agenti provocatori e infiltrati: richiamata dalla difesa per contestare la legittimità dell'operato della presunta persona offesa; la Corte ha verificato che non si è trattato di provocazione illegittima.

  • legge 16 marzo 2006, n. 146, art. 9

    Norme sul limite e controllo delle attività di infiltrazione/agitazione: la difesa l'ha invocata, la Corte ne ha valutato la non applicabilità al caso concreto in termini di provocazione.

  • art. 521, comma 2 c.p.p.

    Richiamato dalla difesa per contestare presunta ampliatio della responsabilità: la Corte ha ritenuto che la riqualificazione non abbia arrecato sorpresa pregiudizievole alla difesa, avendo dato alle parti la possibilità del contraddittorio.

  • art. 111 Cost. e art. 6 CEDU

    Principi sul diritto al giusto processo e al contraddittorio: la Corte li ha invocati per motivare il rinvio alle parti sulla possibile riqualificazione e per assicurare il contraddittorio in diritto.

  • artt. 74, 76, 78, 90 c.p.p.

    Norme processuali richiamate dalla difesa in relazione alla legittimazione della parte civile e alla deducibilità delle prove; la Corte ha ritenuto infondate le eccezioni processuali sollevate.

  • artt. 178, 179 c.p.p.

    Norme sul diritto di difesa e produzione documentale: la Corte ha valutato tardività e genericità di alcune produzioni difensive e le ha ritenute ininfluenti.

Massime di principio

  • Distinguere chiaramente 'induzione indebita' (art. 319-quater) e 'istigazione alla corruzione' (art. 322): l'induzione richiede abuso della qualità o dei poteri e forme di pressione/condizionamento, mentre l'istigazione configura la sollecitazione a uno scambio di favori senza coercizione.
  • La presenza di registrazioni e di una consegna controllata rafforza la prova dell'offerta/sollecitazione e può essere decisiva per la qualificazione della condotta.
  • La persona offesa che collabora con gli inquirenti non equivale automaticamente ad agente provocatore: per tale qualifica è necessario dimostrare che la condotta del terzo abbia determinato o provocato il reato non altrimenti intenzionato.
  • La riqualificazione del fatto in sede di cassazione è possibile ma richiede che non si configuri come atto a sorpresa: deve essere garantito il contraddittorio in diritto e la possibilità per le parti di discutere la nuova qualificazione.
  • La legittimazione della parte civile permane anche in reati monosoggettivi di sollecitazione/istigazione quando il comportamento del pubblico agente può ledere gli interessi della vittima o porla in potenziale pericolo di indebite richieste.
  • Le eccezioni processuali riferite a documenti prodotti tardivamente possono essere dichiarate inammissibili se non tempestivamente proposte e prive di incidenza sul nucleo decisivo della ricostruzione dei fatti.
  • In caso di riqualificazione favorevole all'imputato la Corte può rideterminare la pena direttamente quando i motivi devoluti lo consentono e non richiedono ulteriore istruttoria.

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