Cassazione Civile, Ordinanza n. 27834/2022 del 22/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente (proprietari)
La controversia
La controversia nasce da un'azione di regolamento di confini promossa dal proprietario di un fabbricato in corso di costruzione, acquistato con atto notarile come vendita a corpo, che assumeva l'occupazione e l'usurpazione di una porzione del terreno di sua proprietà da parte dei confinanti. In primo grado la domanda era stata rigettata perché, sulla base del titolo di acquisto e di prove testimoniali, il confine era stato individuato in un muro di contenimento preesistente alla vendita, poi trasformato in muro in cemento armato con rete di recinzione. La corte d'appello aveva confermato la decisione. In cassazione il ricorrente deduceva: 1) violazione dell'art. 950 c.c. per non avere la corte territoriale considerato il titolo di proprietà e, in particolare, la clausola di vendita a corpo con richiamo ai titoli di provenienza, sostenendo che in caso di incertezza sui confini si sarebbe dovuto ricorrere alle mappe catastali e che la prova testimoniale non era sufficiente; inoltre lamentava violazione dell'art. 115 c.p.c. per asserita mancata contestazione del titolo; 2) omesso esame di un fatto decisivo, con riferimento al preteso diritto di utilizzare come parcheggio uno spazio di mq 44,80 di proprietà della controparte. La memoria illustrativa insisteva sulla disciplina dell'onere della prova nel regolamento di confini e chiedeva, in sostanza, una rivalutazione del titolo e delle risultanze istruttorie.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che nel regolamento di confini il confine può essere accertato con ogni mezzo di prova e che le mappe catastali hanno funzione sussidiaria solo quando gli altri elementi siano mancanti o inidonei. Ha inoltre ribadito che la vendita a corpo incide sul prezzo e non sull'identificazione del bene trasferito, e che nel caso concreto la corte di merito aveva correttamente valorizzato il titolo e la prova testimoniale per individuare il muro preesistente come confine, senza dover fare ricorso ai dati catastali o alla CTU. Ha ritenuto altresì che le censure del ricorrente mirassero in realtà a contestare la ricostruzione della fattispecie concreta e la valutazione delle prove, profili non deducibili come violazione di legge. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per la presenza di una doppia conforme, ai sensi dell'art. 348-ter, comma 5, c.p.c., non essendo stata dimostrata la diversità delle rationes decidendi di primo e secondo grado. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna del ricorrente alle spese e con attestazione dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
Nel regolamento di confini, quando il confine tra due fondi è incerto, ciascun proprietario può chiederne l'accertamento giudiziale; l'individuazione può avvenire con ogni mezzo di prova e, solo sussidiariamente, mediante le mappe catastali.
La censura è stata ritenuta non decisiva nel caso concreto, perché il ricorrente non ha individuato effettive violazioni del principio di non contestazione nella sentenza impugnata.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La violazione di legge richiede l'indicazione di una erronea ricognizione della norma astratta, non la mera contestazione della ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di merito.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
L'errore nella ricostruzione della fattispecie concreta è deducibile, nei limiti del vizio di motivazione; nel caso esaminato la censura mirava invece a una rivalutazione del merito.
In presenza di doppia conforme, il motivo di ricorso per omesso esame di fatti decisivi è inammissibile se il ricorrente non dimostra che le decisioni di primo e secondo grado si fondano su ragioni di fatto diverse.
Richiamati per precisare che la vendita a corpo non esclude l'identificazione del bene, incidendo soltanto sul regime del prezzo quando la vendita sia a misura.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002
È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002
Richiamato quale base del contributo unificato dovuto, cui si collega il raddoppio in caso di soccombenza del ricorrente.
Massime di principio
- Nel regolamento di confini, il giudice deve prima valorizzare il titolo di provenienza e ogni altro elemento di prova utile; le mappe catastali hanno natura solo sussidiaria e operano quando gli altri elementi manchino o siano inidonei a individuare con certezza il confine.
- La vendita di un immobile a corpo non rende irrilevante l'estensione ai fini dell'identificazione del bene trasferito: la clausola incide sul prezzo, non sulla delimitazione del compendio venduto.
- La deduzione della violazione di legge non può risolversi nella critica alla ricostruzione del fatto e alla valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito; occorre indicare specifiche affermazioni in diritto in contrasto con la norma invocata.
- In presenza di doppia conforme, il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non si dimostra che le due decisioni di merito si fondano su ragioni di fatto differenti.
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