Cassazione Penale, Sentenza n. 30061/2022 del 29/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame del 24/02/2022 che aveva parzialmente accolto l'istanza di riesame annullando solo l'aggravante di cui all'art. 416-bis n.1 c.p. ma confermando la custodia cautelare in carcere per i reati connessi al traffico di stupefacenti, ricettazione e detenzione di armi. Il ricorrente denunciava: carenza, insufficienza e illogicità della motivazione in ordine alla gravità indiziaria (in particolare rispetto alla responsabilità per le armi e al significato delle intercettazioni e delle presenze rilevate via GPS); mancato riconoscimento dell'attualità delle esigenze cautelari e della possibilità di misure meno afflittive, in ragione di un periodo di "silenzio" investigativo, della prosecuzione della sua vita lavorativa onesta e della dissociazione dai coindagati; omissione di valutare l'idoneità degli arresti domiciliari già sperimentati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione adeguata e logica, valutando complessivamente le numerose intercettazioni, i riscontri investigativi, i sequestri e gli arresti correlati e affermando la persistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari. La Corte ha ricordato i limiti del controllo di legittimità in materia cautelare (nessuna riconsiderazione degli elementi di fatto o nuovo apprezzamento degli indizi), ha confermato l'applicazione dei canoni giurisprudenziali relativi alla presunzione ex art. 275 c.p.p. e ha ritenuto non superata la presunzione relative delle esigenze cautelari; ha altresì condannato il ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 275, co. 3 citato nel testo come fonte della "duplice presunzione"
La Corte segnala che l'art. 275 c.p.p. determina una presunzione relativa di attualità delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia in carcere; tale presunzione può essere superata solo con elementi concreti e probanti che dimostrino l'assenza o il superamento delle esigenze cautelari. Nel caso la presunzione non è stata ritenuta vinta.
richiamato nel ricorso e nella sentenza in relazione alla gravità indiziaria
La Corte ricorda che, in sede cautelare, il parametro dei "gravi indizi di colpevolezza" richiede un apprezzamento meno stringente di quello del giudizio di merito (non è richiesto il criterio di precisione e concorrenza dell'art.192, comma 2); il controllo di legittimità valuta solo la logica e la congruenza della motivazione del giudice di merito, non i fatti.
citato quale aggravante poi annullata in parte dal Tribunale del riesame
La norma relativa all'associazione di tipo mafioso è richiamata nel contesto del procedimento; la Corte osserva che, anche se l'aggravante è stata esclusa, la valutazione delle esigenze cautelari resta fondata sugli altri elementi indiziari e sulla professionalità dell'attività criminosa.
reato contestato (traffico di sostanze stupefacenti)
La qualificazione dei reati come associativi e di traffico di droga ha inciso sulla valutazione della pericolosità e dell'idoneità della custodia in carcere, atteso il carattere organizzato e "professionale" dell'attività delittuosa.
richiamato in ordine all'onere motivazionale del giudice
La Corte richiama il principio secondo cui l'onere motivazionale del giudice della cautela è rispettato anche mediante il riferimento all'assenza di elementi che dimostrino l'attenuazione delle esigenze cautelari, salvo che l'indagato non abbia prodotto elementi idonei a provare il contrario.
art. 273 e art. 125 cod. proc. pen.
articoli invocati dal ricorrente in relazione ai requisiti della motivazione
La Corte verifica che la motivazione del Tribunale sia stata conforme ai limiti procedurali e sostanziali imposti da tali norme e giudica la motivazione complessivamente congrua e non manifestamente illogica.
Massime di principio
- Il controllo di legittimità su provvedimenti cautelari è limitato: la Cassazione verifica soltanto la presenza di ragioni giuridicamente significative e l'assenza di illogicità evidenti nella motivazione del giudice di merito, senza riconsiderare i fatti o ripesare gli indizi.
- In sede cautelare la soglia per i "gravi indizi di colpevolezza" è meno rigorosa rispetto al giudizio di merito; non è richiesta la stessa precisione e concordanza dell'art.192, comma 2, c.p.p.
- Quando opera la presunzione relativa ex art. 275 c.p.p. (per reati associativi o con specifiche aggravanti), il giudice parte da un presupposto di attualità delle esigenze cautelari: spetta all'indagato fornire elementi concreti e probanti per superarla; mere argomentazioni generiche o il solo decorso del tempo sono spesso insufficienti.
- La prova di una "dissociazione" o di una modificazione stabile della condotta di vita può contribuire a superare la presunzione cautelare, ma deve essere documentata e convincente (non basta una generica esposizione di fatti positivi).
- La possibilità di misure meno afflittive (es. arresti domiciliari) richiede che il difensore indichi elementi concreti idonei a dimostrare che tali misure possono efficacemente garantire le esigenze cautelari; in assenza di tali elementi, il giudice può ritenere adeguata la custodia in carcere.
- Le intercettazioni, i sequestri a riscontro e l'insieme sistematico degli elementi indizianti, valutati unitariamente, possono fondare la gravità indiziaria anche se singoli elementi, presi isolatamente, appaiono deboli.
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