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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30052/2022 del 29/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per lesioni personali colpose (art. 590bis c.p.) derivanti da investimento pedone, deducendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per presunto travisamento della prova e omissione di valutazione delle dichiarazioni della persona offesa (che avrebbe dichiarato di parlare al cellulare mentre attraversava), nonché mancata valutazione della prevedibilità/evitabilità dell'evento; 2) vizio di motivazione nella determinazione della pena e nella valutazione sulle circostanze attenuanti e sul diniego della sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.), con censura dell'uso di un precedente penale a fini prognostici.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente abbia in larga parte riprodotto questioni di merito già esaminate e motivatamente respinte in appello, senza specifica e autonoma confutazione della motivazione impugnata (vizio di aspecificità). In subordine i motivi risultano manifestamente infondati: la Corte d'appello aveva valutato le dichiarazioni della persona offesa (che aveva chiuso il telefono prima di attraversare), le condizioni del luogo (incrocio, assenza di strisce, visuale limitata) e la condotta del conducente (mancata moderazione della velocità e mancata attenzione), motivando coerentemente la responsabilità colposa del Lo Nardo. Anche le doglianze sulla dosimetria e sul diniego della sospensione condizionale sono state ritenute infondate in quanto il giudice di merito ha adeguatamente valutato la gravità delle lesioni e il precedente per omicidio colposo come ostativo al beneficio. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese e alle sanzioni previste.

Norme richiamate

  • art. 590bis cod. pen.

    delitto contestato: lesioni personali colpose per violazione delle norme sulla circolazione stradale; il reato è stato ritenuto sussistente dalla Corte di merito

  • art. 141 co. 1 cod. strada

    richiesto rispetto delle regole di prudenza e moderazione della velocità in relazione alle caratteristiche della strada; violazione ritenuta a carico del conducente

  • art. 190 cod. strada

    dovere del pedone di prestare attenzione nell'attraversamento; la Corte ha ritenuto non provato che il pedone abbia violato tale norma, atteso che dichiarò di aver chiuso il telefono prima di attraversare

  • art. 163 cod. pen.

    norma sulla sospensione condizionale della pena: il giudice di merito ha valutato e negato il beneficio in presenza di un precedente rilevante

  • art. 133 cod. pen.

    criteri per la determinazione della pena e valutazione della personalità; il giudice di merito può indicare gli elementi prevalenti a fondamento della decisione

  • art. 546 e art. 125 cod. proc. pen.

    richiamati dal ricorrente per censurare la motivazione; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze di nullità per vizio di motivazione

  • art. 591 co. 1 lett. c) cod. proc. pen.

    richiama il principio che motivi generici o che riproducono ragioni già esaminate e disattese in appello determinano l'inammissibilità del ricorso per aspecificità

  • art. 606 cod. proc. pen.

    normativa menzionata in relazione ai limiti del sindacato sulla valutazione della prova e al vizio di travisamento; richiama la giurisprudenza sulla materia

  • art. 616 cod. proc. pen.

    regola la condanna alle spese in caso di ricorso inammissibile; applicata dalla Corte

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammesso riproporre in termini generici le stesse doglianze già esaminate e motivatamente respinte dal giudice di appello: il motivo deve essere specifico e confutare direttamente la motivazione impugnata, altrimenti il ricorso è inammissibile per aspecificità.
  • Nel caso di 'doppia conforme' (sentenza di primo grado e appello concordi), il vizio di travisamento della prova è sindacabile in Cassazione solo se si dimostra specificamente che la Corte d'appello ha valorizzato elementi non presenti nel processo o che entrambe le decisioni sono in palese e non contestabile difformità rispetto al compendio probatorio.
  • Nei sinistri con pedoni il conducente è tenuto ad adeguare velocità e attenzione alle caratteristiche del luogo (incroci, visuale limitata, assenza di strisce): la responsabilità colposa può sussistere anche se il pedone ha avuto condotte imprudenti, purché tali condotte non siano state l'unica ed esclusiva causa imprevedibile dell'evento.
  • L'uso del cellulare da parte del pedone può rilevare, ma la sua incidenza causale deve essere provata in modo chiaro; dichiarazioni contraddittorie della vittima vanno valutate nel merito e, se la motivazione è coerente, non sono sindacabili in Cassazione.
  • Nella determinazione della pena e nella concessione della sospensione condizionale il giudice di merito ha ampia discrezionalità: può valorizzare la gravità del fatto e precedenti penali per negare benefici, motivando gli elementi ritenuti prevalenti senza dover elencare ogni fattore dell'art. 133 c.p.
  • Per avere probabilità di successo in Cassazione è preferibile sollevare specifici vizi di diritto o errori logici dimostrabili nella motivazione (es. omissione di prove decisive o uso di elementi non presenti nel processo), non una mera richiesta di riconsiderazione del quadro probatorio.

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