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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19897/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva sette motivi: (1) travisamento della prova per aver confuso il bilancio 2009 della Tindari s.r.l. con il bilancio 2008 dell'impresa individuale di Giaimis; (2) travisamento della prova relativo alla perizia giurata che non avrebbe considerato l'esposizione debitoria verso Autogrill s.p.a.; (3) contraddittorietà della motivazione e possibile riqualificazione da bancarotta documentale a bancarotta preferenziale in relazione a un pagamento di €80.000 a Giunta Biagio; (4) vizio nella dichiarazione di responsabilità per bancarotta patrimoniale per distrazione del veicolo Porsche, sostenendo che la moglie avrebbe pagato il prezzo a mercato; (5) e (6) contestazione della responsabilità per bancarotta preferenziale e della prova dell'elemento soggettivo dei pagamenti a fornitori (avvenuti cinque anni prima del fallimento) come atti volti a salvare l'impresa; (7) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio e mancata concessione delle attenuanti generiche. Inoltre la difesa ha depositato motivi nuovi (art.10 legge fallimentare) sulle conseguenze del conferimento d'azienda.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la ricostruzione di merito della Corte d'Appello che aveva affermato la responsabilità di Giaimis per: bancarotta fraudolenta documentale (forma "generica"), bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione del veicolo Porsche e bancarotta preferenziale per alcuni pagamenti a creditori chirografari, in qualità di amministratore e socio unico della Tindari s.r.l. La Cassazione ha ritenuto i motivi generici, aspecifici o manifestamente infondati, ha chiarito i limiti dell'esame in sede di legittimità sul travisamento della prova e ha ritenuto legittime le argomentazioni dei giudici di merito (anche in ordine all'inattendibilità della contabilità e della perizia). Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di €3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in €3.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento dei censure per travisamento della prova/contraddittorietà della motivazione; la Corte sottolinea che il vizio sussiste solo se il giudice ha omesso o falsamente riportato elementi probatori decisivi, non per diversa interpretazione delle prove.

  • art. 606 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    Invocata per dedurre inosservanza o errata applicazione di legge; la Corte ha ritenuto i rilievi manifestamente infondati e privi di specificità per giustificare cassazione per vizio di diritto.

  • art. 581 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro di specificità dei motivi di ricorso (vizi di motivazione), la Corte osserva che i motivi devono essere specifici e correlati alla decisione impugnata.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in cassazione e consentire l'irrogazione della sanzione pecuniaria a titolo di ammenda per la formulazione dei motivi (qui liquidata in €3.000).

  • art. 10 legge fallimentare

    Richiamato dalla difesa nei motivi nuovi in relazione agli effetti del conferimento d'azienda sulla possibilità di dichiarazione di fallimento; la Corte ha ritenuto che gli argomenti non contrastano con il percorso interpretativo di merito e non incidono sull'esito del ricorso.

  • art. 2740 c.c.

    Citato nella parte relativa alla distrazione del bene: la sottrazione di un bene aziendale a vantaggio personale è rilevante in danno dei creditori, violando il principio della responsabilità patrimoniale sancito dall'art. 2740 c.c.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Richiamati in tema di determinazione della pena; la Corte ricorda che la graduazione della pena e la considerazione delle circostanze rientrano nella discrezionalità del giudice di merito se adeguatamente motivate.

Massime di principio

  • La Corte di legittimità non riesamina il merito delle prove: il vizio di travisamento sussiste solo se il giudice ha omesso o falsamente riportato elementi probatori decisivi, non quando il ricorrente contesti la valutazione logica compiuta dal giudice di merito.
  • Motivi generici, aspecifici o che ripropongono le stesse argomentazioni già disattese dal giudice di merito sono inammissibili; il ricorrente deve formulare censure specifiche e correlate alla motivazione impugnata.
  • La costituzione di una new-co o il conferimento d'azienda non eliminano automaticamente la responsabilità penale per condotte anteriori o la rilevanza delle irregolarità contabili: la valutazione della continuità patrimoniale e dell'uso strumentale della nuova società è rilevante per eventuali indici di fraudolenza.
  • Pagamenti a creditori effettuati in epoca di squilibrio finanziario possono integrare bancarotta preferenziale se risultano diretti a favorire soggetti a danno degli altri creditori e non hanno finalità genuine di risanamento aziendale.
  • La sottrazione di beni aziendali (anche attraverso operazioni tra congiunti) è rilevante come bancarotta patrimoniale se il bene era nella sfera patrimoniale della società fallita al momento dell'atto; la regolarità formale del pagamento a terzi non esclude l'illecito se il bene era di società.
  • La richiesta di attenuanti generiche può essere negata in presenza di precedenti penali ritenuti indici della capacità a delinquere; la motivazione del giudice di merito sulla pena è rimessa alla sua discrezionalità purché congrua.
  • In sede di Cassazione sono possibili condanne per spese e ammende quando i motivi di ricorso risultano infondati o formulati senza la necessaria diligenza; dunque formulare ricorsi generici comporta rischi economici rilevanti.

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