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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19600/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio di motivazione e travisamento delle prove per aver fondato la condanna esclusivamente sul processo verbale di constatazione dell'Agenzia delle Entrate relativo alla ML Diffusione, non alla ML Service amministrata dal ricorrente, non avendo la Corte d'appello valutato adeguatamente i documenti prodotti dalla difesa che dimostrerebbero l'estraneità e l'assenza di consapevolezza del ricorrente rispetto a una frode carosello; 2) carenza di motivazione in quanto la responsabilità sarebbe stata accertata in modo acritico sulle risultanze del processo verbale di constatazione, senza considerare che non risultano prove dirette di collegamento del ricorrente con gli organizzatori del sistema fraudolento e che i file sequestrati non contengono il suo nome; 3) erronea applicazione dell'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 per la confisca del profitto rispetto a fatti commessi nel 2013, in quanto la norma sarebbe successiva ai fatti contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I primi due motivi sono stati ritenuti generici e non consentiti: la Corte ha affermato che in sede di legittimità non è possibile proporre una nuova valutazione del merito delle prove con una diversa lettura logica, e ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito non apparente né illogica. La Corte territoriale aveva ricostruito la vicenda valorizzando plurime anomalie (passaggi anomali di merce, incongruità nelle lettere di vettura, documenti riferibili alla ML Service rinvenuti presso persone legate agli organizzatori) idonee a dimostrare la fittizietà delle operazioni e la partecipazione del ricorrente al sistema fraudolento; i documenti prodotti dalla difesa sono ritenuti inidonei a sovvertire tale ricostruzione. Quanto al terzo motivo, la Corte ha ritenuto infondata la censura sulla confisca: l'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 può essere applicato poiché sussiste continuità sostanziale con la previgente disciplina (art. 322-ter c.p.), per cui la confisca è prevista in caso di condanna. Conseguenza: la sentenza della Corte d'appello del 15/06/2022 (conferma della responsabilità e rideterminazione della pena a dieci mesi con confisca di euro 57.200,00) è stata mantenuta.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    Rilevato come norma che sanziona le frodi fiscali con riferimento a operazioni fittizie; la Corte ha ritenuto integrato il reato in ragione delle anomalie riscontrate nelle operazioni contestate alla ML Service

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 8

    Riguarda l'emissione di fatture per operazioni inesistenti; applicata alla fattura contestata come elemento del sistema fraudolento

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    Prevede la confisca del profitto dei reati tributari; la Corte ha ritenuto la sua applicabilità anche rispetto a fatti anteriori per la continuità normativa con la previgente disciplina

  • d.lgs. n. 158 del 2015, art. 10 comma 1

    Ha introdotto l'art. 12-bis nel d.lgs. n. 74/2000; la Corte ha considerato che l'introduzione non ostacola la confisca per fatti precedenti, per continuità con la normativa antecedente

  • codice penale, art. 322-ter (previgente)

    Norma richiamata come corrispondente previgente alla fattispecie della confisca; la Corte ha richiamato la sostanziale identità con l'art. 12-bis per giustificare la confisca

  • L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1 comma 143

    Richiamata nel quadro di raccordo normativo tra la precedente disciplina e quella introdotta successivamente; utile a mostrare continuità normativa

  • D.L. n. 137 del 2020, art. 23 comma 8

    Norma procedurale richiamata in relazione al trattamento del ricorso (modalità di trattazione)

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita una rivalutazione complessiva e alternativa delle prove: i motivi generici che chiedono una diversa lettura del materiale probatorio sono inammissibili.
  • Per contestare la valutazione delle prove è necessario indicare vizi specifici della motivazione (contraddizioni, illogicità, omissioni significative) e confrontarsi puntualmente con la motivazione impugnata; la mera elencazione di documenti non è sufficiente.
  • Nel rito abbreviato le risultanze investigative (processi verbali, atti della Guardia di Finanza, acquisizioni informatiche) sono pienamente utilizzabili dal giudice e possono costituire base logica per l'accertamento della fittizietà delle operazioni.
  • Anomalie ripetute e coerenti (ripetuti passaggi di merce, incongruità nelle spedizioni, documentazione riconducibile ad attori del sistema fraudolento) possono legittimamente indurre il giudice a desumere la fittizietà soggettiva delle operazioni e la partecipazione al sistema fraudolento.
  • I documenti prodotti dalla difesa devono essere accompagnati da spiegazioni probanti della loro rilevanza e incidenza sul quadro probatorio; senza un'istruttoria o una esplicita valutazione alternativa da parte del ricorrente, essi rischiano di essere ritenuti inidonei a scalfire la ricostruzione probatoria.
  • La confisca prevista dall'art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000 può essere applicata anche a fatti anteriori se sussiste continuità sostanziale con la previgente disciplina (art. 322-ter c.p.), per cui le censure basate esclusivamente sulla successione cronologica della norma spesso risultano infondate.
  • Per ottenere successo in sede di legittimità occorre fondare i motivi su profili di diritto ben delimitati (violazione di norme, insufficiente o contraddittoria motivazione su punti determinanti, vizio di diritto processuale), non su una generica richiesta di revisione degli accertamenti di merito.

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