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Sentenza

Sentenza n. 4082/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600671

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, sede staccata di Salerno, Sez. II, n. 45 del 2026, che aveva respinto il ricorso contro i dinieghi del Comune di adottare provvedimenti repressivi per abusi edilizi contestati a una proprietaria dell’unità immobiliare sovrastante

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva impugnato i provvedimenti comunali del 14 luglio e del 19 settembre 2025, con i quali il Comune aveva respinto le diffide volte a ottenere la repressione di abusi edilizi asseritamente non ricompresi nella concessione edilizia in sanatoria rilasciata nel 2004 alla proprietaria dell’appartamento al primo piano. In particolare, contestava la realizzazione di un balcone a sbalzo proteso sulla sua proprietà e ulteriori difformità edilizie. Il primo motivo d’appello deduceva l’erroneità della sentenza di primo grado nella parte in cui aveva ritenuto la questione non definibile, in ragione della pendenza del procedimento relativo all’accertamento di conformità presentato nel 2014 per il balcone. L’appellante sosteneva che tale abuso fosse autonomo rispetto al manufatto oggetto della sanatoria del 2004 e che il diniego della Soprintendenza del 15 dicembre 2020 avesse determinato la formazione del silenzio-rigetto. Il secondo motivo censurava la ritenuta impossibilità di ordinare la demolizione durante la pendenza del giudizio relativo alla revoca della sanatoria, sostenendo che lo stato legittimo dell’immobile fosse comunque quello risultante dalla concessione in sanatoria del 2004, che non comprendeva il balcone. Venivano inoltre richiamati ulteriori abusi risultanti da un sopralluogo comunale del luglio 2024.

La decisione

L’appello è stato respinto. Il Consiglio di Stato ha confermato che il procedimento relativo all’istanza di accertamento di conformità del 24 giugno 2014 per il balcone deve ritenersi ancora pendente, poiché la precedente sentenza del TAR, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 10047 del 2023, aveva accertato la mancata formazione del silenzio-rigetto. Il parere della Soprintendenza del 15 dicembre 2020, pur contrario, non è stato ritenuto definitivo: la sua motivazione era collegata alla perdurante efficacia, all’epoca, della revoca della sanatoria e lasciava espressamente salva la possibilità di presentare una nuova istanza di compatibilità paesaggistica qualora quella revoca fosse stata annullata. Poiché la revoca era stata successivamente annullata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 7761 del 2021, il parere è stato considerato superato nella prima parte e, nella parte residua, meramente interlocutorio, anche in ragione dell’incompletezza della documentazione. Esso non attestava quindi la non sanabilità dell’abuso né consentiva di ritenere definito il procedimento di accertamento di conformità. Ne consegue che non poteva essere ordinata la demolizione del balcone mentre risultava ancora pendente il relativo procedimento amministrativo e non era definitivamente individuato lo stato legittimo cui ricondurre l’immobile. Le spese sono state poste a carico dell’appellante nei confronti della controinteressata, liquidate in 4.000 euro oltre oneri di legge, mentre sono state compensate nei rapporti con il Comune, in considerazione del comportamento non lineare dell’amministrazione.

Norme richiamate

  • l. 47/1985

    La disposizione è richiamata quale base del procedimento di revoca della concessione edilizia in sanatoria in caso di infedeltà dolosa dell’istanza di condono.

  • d.P.R. 380/2001

    La norma è richiamata in relazione all’istanza di accertamento di conformità presentata per il balcone abusivo; la pendenza di tale procedimento impedisce di considerare definitivamente stabilita la sorte dell’opera.

  • d.lgs. 42/2004

    La norma è richiamata con riferimento al procedimento di autorizzazione paesaggistica e al parere della Soprintendenza, ritenuto nel caso concreto interlocutorio e non decisivo sulla non sanabilità dell’abuso.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Sono richiamati in relazione al precedente ricorso avverso l’inerzia del Comune, che aveva condotto all’ordine giudiziale di avviare e concludere il procedimento di revoca della sanatoria.

Massime di principio

  • La pendenza di un procedimento di accertamento di conformità relativo a un manufatto abusivo impedisce, finché il procedimento non sia definito, di considerare definitivamente determinata la disciplina urbanistico-edilizia dell’opera e di ordinare la demolizione senza avere previamente individuato lo stato legittimo cui l’immobile deve essere ricondotto.
  • Un parere della Soprintendenza non può essere qualificato come diniego definitivo di compatibilità paesaggistica quando la sua motivazione è condizionata alla definizione di un diverso procedimento amministrativo e lascia espressamente salva la possibilità di presentare una nuova istanza in caso di esito favorevole di quel procedimento.
  • La qualificazione di un parere paesaggistico come definitivo o interlocutorio dipende dal contenuto effettivo della motivazione: l’assenza di una valutazione conclusiva sulla non sanabilità dell’abuso e il rinvio a future determinazioni dell’amministrazione sono elementi incompatibili con la definitività del diniego.
  • L’annullamento giurisdizionale del provvedimento sul quale si fondava il parere della Soprintendenza rende superata la parte motivazionale del parere collegata a quel provvedimento e impone di valutarne la residua portata alla luce dell’intero contenuto, senza attribuirgli effetti definitivi non espressi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaAppello
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEfficacia ed esecutorietàEffetto conformativo e riedizione del potere

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