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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09122/2026 del 11/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (agente riscossione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento TARSU relativo alle annualità 2010-2012, con recupero di imposta, interessi e sanzioni. In primo grado il ricorso del contribuente era stato accolto solo parzialmente; la Commissione tributaria regionale aveva poi respinto l’appello del contribuente. In cassazione il contribuente ha proposto cinque motivi: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente, sostenendo che il giudice di merito non avesse esaminato la perizia di parte sulla superficie calpestabile dell’immobile e avesse errato nel ritenere dovuta una dichiarazione annuale dei dati immutati; 2) violazione del D.M. 289/2000 per asserita carenza di legittimazione del raggruppamento di riscossione per mancata iscrizione nell’albo tenuto dal MEF; 3) violazione dell’art. 11, comma 2, d.lgs. 546/1992 per l’inammissibilità della costituzione in appello dell’Agenzia delle entrate-riscossione tramite avvocato del libero foro; 4) violazione dell’art. 24 d.lgs. 546/1992 per il mancato esame della perizia e di altra documentazione (planimetrie); 5) violazione dell’art. 1, comma 161, l. 296/2006 per avere la CTR ritenuto omessa la dichiarazione delle superfici calpestabili nonostante avvisi di pagamento e pagamenti già effettuati. La Corte ha rilevato, in via pregiudiziale, l’inammissibilità del controricorso dell’Agenzia per invalidità della procura speciale al difensore del libero foro, in assenza dei presupposti per derogare al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. Ha poi respinto il primo motivo, ritenendo la motivazione della sentenza di merito sufficiente; ha dichiarato inammissibile il secondo per novità e difetto di specificità; ha disatteso il terzo richiamando i principi delle Sezioni Unite sul patrocinio dell’Agenzia delle entrate-riscossione; ha respinto anche il quarto per assenza di valore probatorio della perizia stragiudiziale e per difetto di specificità; ha infine dichiarato inammissibile il quinto perché volto in realtà a sollecitare un nuovo apprezzamento del merito e delle risultanze istruttorie.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso del contribuente. Ha inoltre dichiarato inammissibile il controricorso dell’Agenzia delle entrate-riscossione per difetto di valida rappresentanza processuale del difensore del libero foro, in mancanza dei presupposti legali per il patrocinio esterno nel giudizio di legittimità. Quanto alle spese, non ha provveduto per l’invalidità della costituzione della controricorrente. Ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È richiamato per i motivi di ricorso che denunciano violazioni di legge; la Corte precisa però che non può essere usato per ottenere una rivalutazione del merito o dei fatti accertati dal giudice di merito.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È richiamato per la censura di nullità della sentenza per motivazione apparente; la Corte ribadisce che il vizio sussiste solo quando la motivazione sia del tutto inesistente o non consenta il controllo del ragionamento decisorio.

  • art. 366 c.p.c.

    È richiamato come norma che impone specificità del ricorso per cassazione; il motivo è inammissibile se non indica puntualmente dove e come la questione sia stata dedotta nei gradi di merito e non trascrive il contenuto degli atti rilevanti.

  • art. 11, comma 2, d.lgs. 546/1992

    È richiamato in relazione alla rappresentanza processuale dell’ente della riscossione; la Corte esclude la violazione perché il patrocinio tramite avvocato del libero foro è consentito nei casi previsti dai principi delle Sezioni Unite.

  • art. 24 d.lgs. 546/1992

    È richiamato per la doglianza sul mancato esame della documentazione di parte; la Corte osserva che la perizia stragiudiziale non ha valore di prova, ma solo di indizio, e il suo apprezzamento è rimesso al giudice di merito.

  • art. 1, comma 161, l. 296/2006

    È richiamato per la disciplina degli adempimenti dichiarativi in materia di tributi locali; la censura è però ritenuta inammissibile perché mira a contestare l’accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.

  • D.M. 289/2000

    È invocato per contestare la legittimazione del soggetto della riscossione; il motivo è dichiarato inammissibile perché la questione non risultava trattata nella sentenza impugnata e non era stata adeguatamente riproposta in cassazione.

  • art. 56 d.lgs. 445/1997

    È richiamato nel motivo relativo all’albo MEF; la Corte non entra nel merito della questione perché la censura è inammissibile per novità e difetto di specificità.

  • art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933

    La Corte richiama la norma nel quadro del patrocinio dell’Agenzia delle entrate-riscossione, precisando che la deroga al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato richiede apposita motivata delibera nei casi speciali.

  • artt. 4 e 17 d.lgs. n. 50 del 2016

    Sono richiamati come parametri per l’affidamento agli avvocati del libero foro nei casi consentiti; la Corte li inserisce nel sistema di scelta tra patrocinio pubblico ed esterno.

  • art. 1, comma 5, d.l. 193 del 2016, conv. in l. 225 del 2016

    È richiamato quale base normativa degli atti generali che regolano il ricorso a difensori esterni da parte dell’Agenzia delle entrate-riscossione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    È applicato per dare atto della sussistenza dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente, ove dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    È richiamato quale parametro del contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione apparente ricorre solo quando la sentenza di merito non renda percepibile l’iter logico-giuridico seguito dal giudice; non basta che il giudice non abbia analizzato in modo diffuso tutte le argomentazioni o le prove prospettate dalle parti.
  • In cassazione non possono essere introdotte questioni nuove o non trattate nella sentenza impugnata senza una specifica allegazione della loro deduzione nei precedenti gradi di giudizio; il ricorso deve rispettare rigorosamente il principio di specificità ex art. 366 c.p.c.
  • La perizia stragiudiziale non ha valore di prova legale né vincola il giudice di merito, ma costituisce al più un elemento indiziario liberamente valutabile.
  • La censura di violazione di legge non può essere trasformata in una richiesta di nuova valutazione del fatto o delle risultanze istruttorie: il controllo di legittimità non consente un riesame del merito.
  • Per il patrocinio dell’Agenzia delle entrate-riscossione in cassazione opera un sistema di regola-eccezione: l’Avvocatura dello Stato è il canale ordinario nei casi riservati o di particolare rilievo, mentre il ricorso ad avvocati del libero foro è ammesso solo nei casi consentiti dal quadro normativo e convenzionale, con conseguente invalidità della procura se manca il relativo presupposto legale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoSpese di liteImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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