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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34345/2024 del 11/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere (16/06/2022) a sei mesi di arresto e 1.000,00 euro di ammenda per aver portato illegalmente con sé, il 3/10/2019, un coltello a serramanico, rinvenuto nel suo borsello durante il controllo con metal detector all'ingresso del Tribunale civile. Il ricorso articolava cinque motivi: 1) mancato riconoscimento della lieve entita' del fatto; 2) mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilita' per particolare tenuita' (art. 131-bis c.p.); 3) vizio nella valutazione ai fini della sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.), sostenendo che i precedenti non erano rilevanti; 4) mancanza di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), con uso di 'forme di stile'; 5) vizio nella determinazione della pena (art. 133 c.p.), con uso di formule sterili per la dosimetria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: 1) il primo motivo (lieve entita') e' inammissibile per essere formulato per la prima volta in cassazione; 2) il mancato riconoscimento della particolare tenuita' e' meramente confutativo: i giudici di merito hanno correttamente ritenuto la condotta pericolosa (ingresso con coltello in luogo affollato come il Tribunale) e quindi incompatibile con la tenuita' del fatto; 3) il diniego della sospensione condizionale e' legittimo: la giurisprudenza ammette che precedenti anche per reati poi depenalizzati possano incidere sul giudizio prognostico; 4) il diniego delle attenuanti generiche e' motivato e conforme alla normativa e alla giurisprudenza dopo la riforma dell'art. 62-bis (non basta l'incensuratezza); 5) la pena e' stata fissata nel minimo edittale previsto dalla legge ed e' congrua. Conseguenze procedurali: dichiarazione di inammissibilita' del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In cassazione non sono ammissibili nuovi profili o qualificazioni giuridiche proposte per la prima volta: le questioni devono essere state sollevate e sviluppate nei gradi di merito
  • La causa di esclusione della punibilita' per particolare tenuita' (art. 131-bis) e' da valutare non solo sulla quantita' del danno/colpa ma anche sulla pericolosita' dell'occasione e del contesto; l'introduzione di un'arma in luogo affollato tende a escludere l'applicabilita' della tenuita'
  • Precedenti penali, anche relativi a reati poi depenalizzati, possono legittimamente influire sul giudizio prognostico ai fini della sospensione condizionale della pena
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis, il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi e motivazione specifica; il giudice puo' legittimamente negarle per mancanza di elementi favorevoli o pericolosita' del fatto
  • La determinazione della pena entro i limiti minimi edittali, se adeguatamente richiamata e giustificata con riferimento alla normativa, e' difficilmente censurabile in cassazione
  • Un ricorso infondato o che introduce questioni tardive puo' comportare non solo l'inammissibilita' ma anche la condanna al pagamento di somme a titolo di Cassa delle ammende e delle spese processuali

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