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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 9181/2022 del 22/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento per il recupero a tassazione della Tariffa di igiene ambientale (TIA) per le annualità 2006-2009. Le censure principali erano: (1) la denuncia di variazione presentata il 4 dicembre 2010 (riguardante aree esterne usate come parcheggio per 1.373 mq) avrebbe dovuto produrre effetto dalla data del verificarsi della variazione ai sensi dell'art. 24 del regolamento TIA comunale, rendendo illegittima la rilevazione utilizzata dall'ente impositore; (2) la pretesa impositiva basata su produzione di rifiuti speciali era infondata perché i formulari MUD prodotti provavano tipologia e quantità dei rifiuti mentre le fatture non dimostravano lo smaltimento, con richiamo alle norme sul carico della prova e alla normativa sui rifiuti.

La decisione

Il ricorrente ha dichiarato la rinuncia al ricorso in Cassazione, comunicata e notificata alle parti; la controricorrente ha aderito alla definizione transattiva tra le parti. Conseguentemente la Corte ha dichiarato estinto il giudizio ai sensi dell'art. 391 c.p.c. e ha compensato integralmente le spese del giudizio di legittimità. Non è stata resa alcuna pronuncia sul merito delle questioni sostanziali (efficacia temporale della denuncia di variazione né sul valore probatorio dei MUD). Inoltre la Corte ha escluso l'obbligo di ulteriore versamento del contributo unificato nella situazione di rinuncia accolta.

Norme richiamate

  • Regolamento TIA del Comune di Capannori, art. 24

    dal primo giorno successivo al ... verificarsi

    La ricorrente sosteneva che la denuncia di variazione produce effetto dal primo giorno successivo al verificarsi della variazione; il giudice del gravame aveva invece ritenuto che una denuncia presentata dopo l'emissione degli avvisi produca effetti solo a partire dal primo giorno del bimestre solare successivo alla presentazione, salvo verifica della veridicità. La Corte di Cassazione non si è pronunciata sul punto per estinzione del processo.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Fondamento formale dei motivi di cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione; utilizzato per inquadrare i motivi dedotti dal ricorrente.

  • Artt. 2697, 2699, 2700 c.c.

    Norme sul'onere e distributizione della prova richiamate dalla ricorrente per sostenere il valore probatorio dei MUD e criticare le fatture carenti di indicazioni; il giudice del gravame aveva richiesto prova dell'effettivo smaltimento, ma la Cassazione non ha deciso la questione per la rinuncia.

  • D.Lgs. n.152/2006, Parte IV

    Normativa ambientale richiamata in relazione alla gestione e tracciabilità dei rifiuti; evocata nella censura circa la documentazione di smaltimento, senza decisione di merito.

  • D.Lgs. n.22/1997, art. 49

    Richiamato quale norma di settore sui rifiuti; invocato nel contesto della prova dello smaltimento, senza accertamento da parte della Corte di Cassazione.

  • Artt. 2, comma 3, e 17 del regolamento TIA comunale

    Norme regolamentari richiamate con riferimento ai criteri di tassazione e alla disciplina delle denunce di variazione; la pronuncia sulla loro interpretazione non è stata resa.

  • Art. 391 c.p.c.

    Regola l'estinzione del processo dopo rinuncia o transazione: la Corte ha ritenuto che la rinuncia, se notificata correttamente, determina l'estinzione del giudizio di cassazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (introdotto dall'art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228)

    Norma sul contributo unificato richiamata dalla Corte per affermare che non sussiste obbligo di ulteriore versamento in caso di rinuncia, poiché la misura (di natura eccezionale e sanzionatoria) si applica ai casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità e non all'estinzione per rinuncia accettata.

  • D.L. n.137/2020, art. 23, comma 8-bis, conv. in L. n.176/2020 e D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16, c. 1

    Disposizioni procedurali emergenziali citate come base per il trattamento in camera di consiglio senza discussione orale e per la modalità di svolgimento dell'udienza; rilevanza esclusivamente procedurale.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso per cassazione, se notificata secondo le formalità richieste, estingue il giudizio: la decisione sulla domanda non viene pronunciata e il processo di legittimità si interrompe ai sensi dell'art. 391 c.p.c.
  • La rinuncia è atto unilaterale non soggetto all'accettazione della controparte ma ricettizio: deve essere comunicata o notificata alle parti costituite o ai loro difensori che appongono il visto.
  • In caso di estinzione per rinuncia il giudice può compensare integralmente le spese di giudizio; la compensazione può essere disposta anche se la controparte ha aderito alla transazione che ha determinato la rinuncia.
  • L'estinzione per rinuncia non comporta pronuncia sul merito: questioni sostanziali (es. efficacia temporale delle denunce di variazione ai fini TIA, valore probatorio del MUD) restano irrisolte e potranno essere riproposte in altra sede se necessario.
  • Per contestare la TIA con riferimento a variazioni di superficie è fondamentale rispettare termini e modalità di presentazione previsti dal regolamento comunale: la tempestività e la forma della denuncia possono determinare l'efficacia temporale e la rilevanza fiscale.
  • Quanto alla prova relativa alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti, è opportuno produrre documentazione completa e tracciabile (MUD correttamente compilati, formulari, fatture che riportino quantità e tipologia, documenti di trasporto e registri IVA se applicabili) perché l'onere della prova grava sulla parte che afferma determinati fatti.
  • Il contributo unificato non è dovuto automaticamente in caso di rinuncia/intesa transattiva che determina l'estinzione del giudizio; la sua applicazione è limitata ai casi tipici previsti dalla norma (rigetto, inammissibilità, improcedibilità).

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