Cassazione Penale, Sentenza n. 13135/2024 del 29/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 23/05/2023 del Tribunale di Sorveglianza di Bologna che aveva rigettato l'istanza presentata il 04/10/2022 volta ad ottenere l'accertamento della sussistenza della condotta di "collaborazione impossibile/inesigibile" ai sensi dell'art. 58 ter ord. pen. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 4-bis ord. pen. (sostenendo che la disciplina novellata sarebbe più favorevole e applicabile per effetto del principio favor rei), lamentava che il Tribunale non avesse riconosciuto l'impossibilità di una utile collaborazione, avesse omesso lo scioglimento del cumulo e non avesse valutato la sussistenza dei requisiti per l'accesso ai benefici secondo la nuova normativa.
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Ritiene che l'istanza del detenuto fosse finalizzata all'accertamento della collaborazione impossibile ex art. 58 ter ord. pen. e che il Tribunale di Sorveglianza abbia correttamente applicato la disciplina transitoria del d.l. n. 162/2022 (art. 3), essendo i reati commessi anteriormente alla modifica legislativa. Sul merito, la Corte conferma che il Tribunale ha svolto un'adeguata e motivata analisi delle sentenze di condanna (artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990) e ha correttamente ritenuto che Messina abbia avuto un ruolo non marginale nelle vicende di narcotraffico, potendo pertanto ancora offrire elementi utili di collaborazione (es. nominativi incontrati in Francia, modalità di trasporto, identificazione di acquirenti e fornitori). Le censure del ricorrente sono ritenute in gran parte ricadere in una diversa valutazione dei fatti non idonea ad integrare i motivi di cassazione. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Istituto della "collaborazione impossibile/inesigibile": consente l'accesso ai benefici penitenziari quando sia impossibile o inesigibile una collaborazione utile, in particolare per limitata partecipazione o integrale accertamento dei fatti; la Corte riconosce che l'istanza del ricorrente era fondata su detta norma e che il Tribunale ha correttamente valutato la sua applicabilità.
art. 4-bis ord. pen. (novellato)
Normativa "ostativa" ai benefici per specifici reati; la riforma del d.l. n. 162/2022 ha modificato l'art. 4-bis rendendo necessario valutare la sua applicazione temporale. La Corte osserva che le doglianze relative alla maggiore favorevolezza del nuovo art. 4-bis sono aspecifiche rispetto all'istanza rivolta all'accertamento ex art. 58 ter e possono essere dedotte con separata istanza.
art. 3 d.l. n. 162/2022 (disposizione transitoria)
Stabilisce la disciplina intertemporale: per i reati commessi prima dell'entrata in vigore della modifica resta possibile il ricorso alla collaborazione impossibile/inesigibile ex art. 58 ter fino all'esaurimento delle posizioni ricadenti nel limite temporale previsto.
Reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e relativa associazione finalizzata al narcotraffico; le sentenze di condanna hanno circostanziato il ruolo attivo del Messina (contatti all'estero, mediazione, vendita e possibile finanziamento), elementi che hanno inciso negativamente sulla qualificazione come "collaborazione impossibile".
Regola i motivi di ricorso per cassazione; la Corte osserva che molte delle censure del ricorrente sono ricadute nella lamentata diversa valutazione dei fatti, non nelle categorie di vizio previste dal citato articolo.
Prevede la condanna alle spese in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Corte Cost. sent. n. 186 del 2000
Richiamata in relazione ai presupposti per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di Cassazione, non rilevando elementi tali da escludere la colpa, dispone anche il versamento alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Quando si chiede il riconoscimento della "collaborazione impossibile/inesigibile" occorre porre l'attenzione sulle motivazioni delle sentenze di condanna: se da esse emerge un ruolo non marginale o elementi che consentono di identificare contatti, fornitori o acquirenti, l'istanza ha scarse probabilità di successo.
- La riforma dell'art. 4-bis (d.l. n.162/2022) ha effetti transitori: per reati commessi prima dell'entrata in vigore possono ancora operare istituti precedenti (es. art. 58 ter); contestazioni relative alla applicazione della nuova disciplina andranno prospettate in modo specifico e con separata istanza se non erano l'oggetto primario del provvedimento impugnato.
- In cassazione non sono ammesse semplici rilette alternative dei fatti: critiche che si limitano a proporre una diversa valutazione delle risultanze processuali, senza dimostrare vizi di diritto o viziosi profili di motivazione, risultano generalmente inammissibili.
- Le doglianze aspecifiche (ad es. sul mancato scioglimento del cumulo) devono essere formulate con richieste e argomentazioni precise in grado di evidenziare il vizio; altrimenti il giudice può respingerle come generiche.
- Se si ritiene che la nuova disciplina sia più favorevole (principio del favor rei), è opportuno proporre una istanza specifica per l'applicazione della norma più favorevole e allegare i requisiti richiesti in modo puntuale, evitando di limitarsi a deduzioni astratte.
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