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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13067/2024 del 29/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge per avere la Corte territoriale negato l'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (esclusione di punibilità per particolare tenuità del fatto). Sosteneva che la continuazione tra reati non è di per sé ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis, richiamando il principio affermato dalle Sezioni Unite (sent. Ubaldi n. 18891/2022), e che quindi la sentenza d'appello non avrebbe adeguatamente valutato la possibilità di riconoscere la particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha ritenuto manifestamente infondato. Ha confermato che la Corte d'appello ha motivatamente escluso il proscioglimento per particolare tenuità per la gravità e natura della condotta (esecuzione di interventi chirurgici estetici in ambulatorio non autorizzato e violazione dei sigilli dopo il sequestro), per l'elevata intensità del dolo, per la continuità con l'altra contravvenzione e per la personalità negativa dell'imputato (pregresse condanne e prognosi negativa sul mancato reiterarsi). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma, in via equitativa, di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma prevede la esclusione di punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte territoriale l'ha valutata ma l'ha ritenuta non applicabile per la gravità della condotta, l'intensità del dolo e altri indicatori negativi; la sentenza di cassazione conferma che l'applicazione richiede valutazione complessiva e può essere esclusa quando sussistono elementi ostativi come quelli emersi.

  • art. 193 R.D. n. 1265/1934

    Norma violata dall'imputato per aver esercitato la professione in ambulatorio non autorizzato; la Corte ha ritenuto la violazione particolarmente rilevante ai fini della esclusione della particolare tenuità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto che il ricorrente sostenga le spese del procedimento ai sensi di tale disposizione.

  • Sentenza Sezioni Unite Ubaldi (n. 18891 del 27/01/2022)

    Giurisprudenza che afferma che la pluralità di reati unificati dalla continuazione non esclude automaticamente la configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità; occorre valutazione complessiva sulla base di una serie di indicatori. La Corte d'appello ha effettivamente considerato il principio, ritenendo però che gli indicatori concreti escludessero la tenuità.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione alla determinazione della somma dovuta alla Cassa delle Ammende e al principio che l'assenza di colpa nella determinazione della inammissibilità può escludere aggravio eccessivo; qui la Corte ha comunque disposto un versamento equitativo di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • La continuazione tra reati non è di per sé ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis: il giudice deve compiere una valutazione complessiva della fattispecie concreta basata su multipli indicatori.
  • Fattori che pesano negativamente sulla riconoscibilità della particolare tenuità includono la gravità dell'offesa, la tipologia del bene giuridico violato (p. es. sicurezza sanitaria), l'intensità del dolo, la violazione di misure cautelari o sigilli, e condotte dirette a cancellare prove.
  • Pregresse condanne o una prognosi negativa sulla futura astensione dal reato e la continuità con altre violazioni aumentano la probabilità che il giudice escluda la particolare tenuità.
  • La motivazione del giudice deve documentare in modo specifico gli elementi che hanno portato ad escludere l'art. 131-bis, collegando fattispecie concreta e indicatori previsti dalla giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite).
  • In situazioni dove il fatto è effettivamente modesto, senza elementi aggravanti, senza recidiva e senza offese rilevanti ai beni giuridici, l'art. 131-bis resta comunque applicabile anche se i reati sono in continuazione.

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