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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13073/2024 del 29/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: i reati erano prescritti, al più tardi, entro luglio 2022. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione dei reati per prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello di Sassari che aveva confermato la condanna per il reato previsto dall'art. 2 comma 1 L. 638/83. Il ricorrente deduceva due motivi: 1) mancata rilevazione da parte della Corte di appello dell'intervenuta prescrizione del reato (sostenendo che la prescrizione si era manifestata il 16/04/2022 o, al più, il 16/08/2022); 2) vizio di violazione di legge ai sensi dell'art. 1 comma 1-bis del D.lgs. 211/04, in quanto dopo la dichiarazione di fallimento della società del ricorrente era intervenuta una diffida ad adempiere dell'INPS e il ricorrente non risultava più rappresentante legale (essendo subentrato il curatore fallimentare, cui competevano gli adempimenti fiscali, previdenziali e tributari), con conseguente contestazione di contributi riferibili a periodo successivo al fallimento.

Norme richiamate

  • art. 2 comma 1 L. 638/83

    Norma penale applicata per la quale il ricorrente era stato condannato; la Cassazione non ha riesaminato il merito della fattispecie perché ha ritenuto estinti i reati per prescrizione

  • art. 1 comma 1-bis D.lgs. 211/04

    Richiamata dal ricorrente per sostenere che, dopo la dichiarazione di fallimento, il curatore fallimentare era il soggetto responsabile degli adempimenti previdenziali e non il precedente rappresentante legale; la questione è stata dedotta come motivo alternativo rispetto alla prescrizione

Massime di principio

  • Se al tempo della decisione impugnata il reato è già prescritto, la Corte di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione dei reati per prescrizione.
  • La corretta determinazione dei termini di prescrizione (date di inizio, eventuali interruzioni o sospensioni) è cruciale: difesa e giudice devono verificarla attentamente, perché un calcolo errato può portare all'annullamento della condanna per estinzione del reato.
  • Quando interviene il fallimento della società, va valutato se e quando il rappresentante legale abbia cessato di essere destinatario degli obblighi previdenziali e fiscali: spesso tali obblighi passano al curatore fallimentare, pertanto la responsabilità personale del precedente amministratore può essere esclusa per i periodi successivi al fallimento.
  • La presenza di una diffida ad adempiere da parte dell'INPS non è automaticamente sufficiente a mantenere la responsabilità del precedente legale rappresentante se nel frattempo è intervenuto il fallimento e la titolarità degli obblighi è trasferita al curatore.
  • In appello e in cassazione, l'azione del pubblico ministero (es. richiesta di annullamento per prescrizione) può orientare la decisione quando emergono elementi che confermano l'estinzione dei reati; la difesa deve comunque proporre e documentare calcoli e riferimenti temporali precisi per ottenere l'accoglimento del motivo.

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