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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31315/2021 del 03/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Comune di Palermo impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva accolto l'appello incidentale di Montedison (oggi Edison) escludendo la responsabilità civile dell'ente per i danni derivanti dalla lottizzazione abusiva attribuita all'amministratore Panzavolta. Il Comune sosteneva che, per la teoria dell'immedesimazione organica e ai sensi degli artt. 2043 e 2049 c.c., la società doveva essere condannata al risarcimento; inoltre deduceva l'efficacia in sede civile della statuizione penale e chiedeva che si tenessero in considerazione le risultanze del processo penale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso ritenendo che la Corte d'Appello avesse fondato la decisione unicamente sull'applicabilità del D.Lgs. n. 231/2001 alla posizione di Montedison. La Cassazione ha osservato che il D.Lgs. 231/2001 è entrato in vigore dopo la sentenza penale e dopo la domanda risarcitoria del Comune, sicché non poteva essere applicato ratione temporis ai fatti in esame. Perciò la parte della sentenza che aveva escluso la responsabilità della società sulla base del 231 è stata cassata. I secondi e terzi motivi del Comune sono stati dichiarati inammissibili perché non attinenti alla ratio decidendi appellata. La causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Palermo in diversa composizione per un nuovo esame, con condanna alle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 231/2001

    La Corte territoriale aveva ritenuto che la responsabilità dell'ente dovesse essere accertata nel processo penale ex 231/2001; la Cassazione ha però rilevato che il decreto non poteva trovare applicazione retroattiva ai fatti precedenti alla sua entrata in vigore, e quindi non poteva essere la ratio decidendi per escludere la responsabilità civile dell'ente

  • art. 2043 c.c.

    Norma generale sull'obbligo di risarcire il danno ingiusto; richiamata nella controversia come base della domanda risarcitoria del Comune nei confronti della società

  • art. 2049 c.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla responsabilità dell'ente per fatti del proprio organo; il giudice ha posto l'accento sulla necessità di un autonomo accertamento della responsabilità dell'ente

  • art. 652 c.p.p.

    La Corte ha richiamato questo articolo per osservare che le ipotesi in cui la sentenza penale abbia efficacia nel giudizio civile sono eccezionali; non si può estendere analogicamente tale efficacia oltre i casi espressamente previsti

  • artt. 651, 653, 654 c.p.p.

    Richiamati dalla Corte per indicare i limiti delle decisioni penali aventi efficacia nel processo civile; tali disposizioni non autorizzano un'applicazione analogica oltre i casi normativamente previsti

Massime di principio

  • La responsabilità dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001 è autonoma rispetto a quella della persona fisica e va accertata nel processo penale; non può essere automaticamente dedotta in sede civile se l'ente non è stato parte nel penale
  • Il D.Lgs. 231/2001 non opera retroattivamente: non è applicabile a fatti già avvenuti prima della sua entrata in vigore
  • Le sentenze penali hanno efficacia probatoria nel processo civile solo nei limiti espressamente previsti dalla legge (es. art. 652 c.p.p. e connessi); il giudice civile può comunque valutare autonomamente le stesse risultanze probatorie penali
  • Se l'ente non è stato coinvolto nel processo penale, il giudice civile deve compiere un autonomo accertamento della responsabilità dell'ente (anche sotto il profilo della cosiddetta colpa 'normativa' o di organizzazione)
  • La prescrizione o l'estinzione del reato in sede penale non impedisce automaticamente l'azione civile, ma la valutazione della responsabilità civile richiede un giudizio di fatto e diritto che il civile deve svolgere compatibilmente con i limiti di efficacia delle decisioni penali
  • In controversie complesse con profili penali e civili è prudente chiamare in causa l'ente nel processo penale o, in alternativa, allegare e far emergere in sede civile tutte le prove necessarie per l'accertamento della responsabilità dell'ente

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