Cassazione Penale, Sentenza n. 24088/2025 del 30/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore materiale o di fatto ex art. 625-bis c.p.p.: si censurano presunte sviste percettive e trascrizioni errate delle intercettazioni (Prog. 3594, 3595, 3627, 639), la valutazione delle conversazioni come ammissioni di responsabilità invece che reato 'de relato', omissioni ed errori nella valutazione del contenuto probatorio e della sua rilevanza, la mancata considerazione di percorsi stradali e del riferimento al garage, nonché l'errata valutazione circa l'assenza di precedenti e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le doglianze contestino valutazioni di merito e interpretazioni degli atti della Cassazione, non riconducibili all'errore di fatto o materiale rimesso al rimedio straordinario. Il ricorrente non ha dimostrato la decisività delle omissioni o delle presunte sviste. Il ricorso è stato considerato come una ulteriore impugnazione ordinaria impropria. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e alla somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
ricorso straordinario per errore materiale o di fatto
L'errore materiale riguarda discrepanze tra volontà espressa e sua trascrizione; l'errore di fatto è limitato a sviste o equivoci percettivi negli atti interni di Cassazione. Non rientrano nel rimedio le errate valutazioni o giudizi di merito.
condanna alle spese e all'ammenda in caso di inammissibilità
Prevede la condanna alle spese del procedimento e l'applicazione di ammenda quando il ricorso è manifestamente infondato o inammissibile, salvo giustificazione della buona fede.
criteri oggettivi e soggettivi per il riconoscimento delle attenuanti generiche
La Corte territoriale ha valutato la mancanza di meritevolezza delle attenuanti alla luce dei criteri di cui all'art. 133; la Cassazione ha ritenuto congrua tale motivazione, negando l'errore di fatto.
onere di dimostrare che una doglianza omessa fosse decisiva
In caso di omesso esame di un motivo, il ricorrente deve provare che la censura era decisiva e che l'omissione è frutto di errore percettivo. Se non dimostrato, l'omissione non determina l'errore di fatto invocabile nel ricorso straordinario.
aggravante per finalità mafiose / partecipazione a organizzazione di tipo mafioso
Nella fase originaria di merito i reati contestati sono stati aggravati dall'art. 416-bis, rilevante nel quadro complessivo della valutazione della gravità del fatto e della personalità criminale degli imputati.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori materiali (grafici) o per sviste percettive chiaramente identificabili negli atti della Corte di Cassazione; non è lo strumento per riesaminare questioni di merito o valutazioni probatorie.
- Il ricorrente deve specificare e dimostrare che l'errore o l'omissione era decisiva, cioè che, se rettificata, avrebbe determinato una diversa e incontrovertibile decisione; l'onere probatorio grava sul ricorrente.
- Discrepanze di trascrizione o contestazioni tecniche sulle intercettazioni vanno affrontate con perizie e deduzioni precise nei gradi di merito; l'uso del ricorso straordinario per ottenere una rivalutazione complessiva delle prove è generalmente inammissibile.
- La semplice divergenza interpretativa tra difesa e giudice di legittimità (valutazioni contrastanti sul significato di frasi o riferimenti) non integra di per sé un errore di fatto impugnabile con il rimedio straordinario.
- Ricorsi definiti come una reiterazione dell'impugnazione ordinaria, privi di specificità e di prova della decisività degli errori denunciati, sono di norma dichiarati inammissibili e possono comportare condanne alle spese e ammende.
Testo integrale
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