Cassazione Penale, Sentenza n. 24084/2025 del 30/06/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva riformato la condanna per furto aggravato (borsone di una turista in hall d'albergo), escludendo l'aggravante della destrezza e rimodulando il trattamento sanzionatorio. Il ricorso sviluppava due motivi principali: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche (si contestava che andassero valutati il disagio socio-familiare e le esigenze dei figli nonché la natura improvvisata dell'azione); 2) violazione dell'art. 597, comma 3, c.p.p. e vizio di motivazione circa l'aumento della pena pecuniaria da 200 a 620 euro nonostante l'esclusione dell'aggravante e la documentata situazione economica dell'imputata.
La decisione
Il ricorso è stato parzialmente accolto. Il primo motivo (diniego delle attenuanti generiche) è stato ritenuto manifestamente infondato: la Corte di cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione dell'appello che aveva indicato gli elementi decisivi per negare le attenuanti. Il secondo motivo è stato invece accolto: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della pena pecuniaria, ritenendo carente la motivazione sull'aumento della multa e richiamando l'obbligo di considerare le condizioni economiche del reo ai sensi dell'art. 133-bis c.p.; ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo esame e nuova determinazione della multa. La condanna sostanziale e la responsabilità penale non sono state annullate e il reato non è prescritto (reato commesso il 17/09/2017).
Norme richiamate
art. 597, comma 3, cod. proc. pen.
art. 597, comma 3, cod. proc. pen.
Disciplina il divieto di 'reformatio in peius' in appello; la Corte segnala giurisprudenza contrastante ma richiama che l'aumento della pena pecuniaria richiede motivazione e va valutato anche con il ragguaglio ex art. 135 c.p. per verificare l'eventuale peggioramento complessivo.
art. 133-bis cod. pen.
Stabilisce che, nella commisurazione della pena pecuniaria, il giudice deve tener conto delle condizioni economiche e patrimoniali del reo; la Corte ha ritenuto necessaria una specifica motivazione se il difensore ha documentato l'incapacità patrimoniale.
art. 135 cod. pen.
Consente il ragguaglio della pena pecuniaria a quella detentiva ai fini della valutazione complessiva della sanzione; è lo strumento utilizzato per verificare se l'aumento della multa determini o meno una reformatio in peius.
art. 159, commi secondo, terzo e quarto, cod. pen.; legge 23 giugno 2017 n.103; legge 27 novembre 2021 n.134
art. 159, commi 2-4 cod. pen.; legge 23/06/2017 n.103; legge 27/11/2021 n.134
Riferimento alla disciplina della sospensione del corso della prescrizione e alla portata temporale delle modifiche legislative: le Sezioni Unite hanno confermato l'applicabilità della disciplina introdotta nel 2017 ai reati commessi tra il 3/8/2017 e il 31/12/2019; qui il reato del 17/09/2017 non è prescritto.
Massime di principio
- Il giudice d'appello, quando nega le circostanze attenuanti generiche, non è obbligato a esaminare e riportare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli: può motivare richiamando gli elementi ritenuti decisivi.
- Se in appello viene esclusa un'aggravante, il giudice deve riconsiderare coerentemente sia la pena detentiva che quella pecuniaria e deve motivare in modo specifico le scelte compiute.
- L'aumento della pena pecuniaria in appello richiede una motivazione adeguata, soprattutto se la difesa ha documentato uno stato di difficoltà economica: il principio di equità e l'art. 133-bis impongono la valutazione delle condizioni economiche del condannato.
- Per verificare la possibile violazione del divieto di reformatio in peius con riferimento alla sola multa, va effettuato il ragguaglio ex art. 135 c.p. per valutare l'entità complessiva della pena; esiste giurisprudenza contrastante, quindi è fondamentale motivare la scelta.
- Se la Corte di cassazione ravvisa carenza motivazionale solo nella determinazione della sanzione pecuniaria, annullerà limitatamente a quel punto e rinvierà per nuovo esame senza sindacare la responsabilità penale sostanziale.
- In presenti e analoghe fattispecie, le parti devono documentare in modo chiaro la propria situazione economica in sede di appello e chiedere espressamente al giudice di tenerla in conto ai fini della commisurazione della multa.
- Verificare sempre la decorrenza e la sospensione della prescrizione alla luce delle pronunce delle Sezioni Unite e delle modifiche normative applicabili al periodo di commissione del reato.
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