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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24079/2025 del 30/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per omesso versamento della cauzione (art. 76, comma 4, d.lgs. n.159/2011). Il ricorrente ha contestato la responsabilità sulla base della rateizzazione disposta (sostenendo che ciò dimostrerebbe gravi difficoltà economiche), ha invocato lo stato di necessità quale scriminante per l'indigenza, ha chiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen. e delle circostanze attenuanti generiche, e ha censurato la determinazione della pena (6 mesi di arresto). In primo e secondo grado la condanna era già stata pronunciata perché le rate (80 euro/mese per dieci mesi) non erano state pagate e si riteneva che la modesta entità delle rate non provasse l'impossibilità di adempimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la rateizzazione non dimostri di per sé l'impossibilità di pagamento, che mancavano elementi fattuali a sostegno dello stato di necessità e che la causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile automaticamente per il modesto importo della cauzione quando il fatto è connesso a misure di prevenzione e attesta una persistenza di condotta non conforme agli obblighi imposti. Ha inoltre ritenuto congruo il diniego delle circostanze attenuanti generiche e ha giudicato non eccessiva la pena, fissata al minimo edittale. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159 del 2011, art. 76 comma 4

    Norma applicata per la fattispecie di omesso versamento della cauzione in relazione a misure di prevenzione; la Corte ha ritenuto che la violazione, anche se riferita a modesta somma, rivesta rilevanza in relazione al contesto della misura di prevenzione e alla finalità pubblica della norma

  • codice penale, art. 131-bis (non punibilità per particolare tenuità del fatto)

    La Corte ha interpretato che l'istituto non si valuta solo in base all'entità economica del mancato pagamento; nei reati collegati a misure di prevenzione il giudice può escludere la tenuità tenendo conto della pericolosità sociale e della portata precettiva della norma, pertanto la modesta somma non obbliga all'applicazione della non punibilità

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per l'irrogazione della sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di ricorso dichiarato inammissibile per colpa; la Corte ha ritenuto congruo l'importo di euro 3.000

Massime di principio

  • La semplice rateizzazione di un pagamento non prova automaticamente l'impossibilità di adempimento: il giudice richiede prove concrete dell'indigenza o dell'impossibilità economica.
  • Lo stato di necessità come scriminante richiede elementi fattuali solidi che dimostrino che l'adempimento avrebbe effettivamente compromesso la sopravvivenza del soggetto o del nucleo familiare.
  • L'applicabilità dell'art. 131-bis (particolare tenuità) non dipende esclusivamente dall'esiguità dell'importo: in reati connessi a misure di prevenzione o finalità di ordine pubblico il giudice può escludere la tenuità anche per somme modeste, considerando la funzione deterrente della norma e la persistenza della condotta non conforme.
  • Per ottenere l'applicazione di circostanze attenuanti generiche o una riduzione della pena occorre fornire elementi probatori concreti e una motivazione che giustifichi la valutazione attenuante; il diniego è legittimo se la condotta denota volontà di non osservare obblighi imposti.
  • Per difendersi efficacemente in casi simili è utile documentare redditi, spese essenziali, tentativi di pagamento, eventuali comunicazioni con l'autorità che hanno richiesto la rateizzazione, e produrre prove mediche o sociali che attestino l'effettiva impossibilità di adempiere.

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