Cassazione Civile, Sentenza n. 13627/2024 del 16/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento TARSU per l'anno 2012: il Comune ha tassato 105 mq anziché 68 mq. L'associazione ha chiesto l'esenzione per i locali adibiti al culto (e per locali tecnici) prevista dal regolamento comunale, eccependo inoltre l'errata applicazione di una tariffa relativa a caserme e carceri. In primo e secondo grado i giudici hanno ritenuto esente solo il locale principale di culto e non i locali indicati come secondari ritenendo che avessero destinazione promiscua (valutazione fondata sulla categoria catastale/pratica edilizia). La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con più motivi (violazione di norme Tarsu, censure sulla motivazione e sulla valutazione delle prove, omesso esame di documenti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che: l'esenzione non sia stata esclusa per ragioni di discriminazione tra confessioni, ma per l'accertata natura promiscua dei locali secondari; la valutazione della destinazione d'uso e della planimetria è valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità salvo vizio motivazionale grave o uso di prove inesistenti; diversi motivi sono stati dichiarati inammissibili per difetto di autosufficienza (mancata trascrizione/riassunto dei documenti richiamati) o perché si limitavano a ridiscutere il giudizio di fatto del merito. È stata altresì disposta l'applicazione delle norme sul contributo unificato (ulteriore importo dovuto dalla ricorrente). Non si è provveduto alle spese di lite per mancata difesa del Comune.
Norme richiamate
D.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 62, comma 2
"2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione."
L'esenzione dipende dalla natura o dall'uso stabile (e dalla prova documentale/riscontro oggettivo). La Corte ha ritenuto che la questione della destinazione d'uso dei locali secondari fosse questione di fatto apprezzabile dai giudici di merito sulla base degli elementi probatori.
D.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 68, commi 1 e 2
"1. ... 2. L'articolazione delle categorie ... tenendo conto, in via di massima, dei seguenti gruppi di attività ... locali ed aree adibiti ... a religiose ..."
Il regolamento comunale deve classificare le categorie di locali ai fini tariffari; la disciplina nazionale rinvia ai regolamenti comunali per le fattispecie agevolative e classificazioni.
D.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 67
Prevede che i Comuni possano introdurre agevolazioni e, in via eccezionale, esenzioni nel regolamento; la Corte richiama che le esenzioni per i luoghi di culto sono regolate dal regolamento comunale, e la loro applicazione richiede valutazione fattuale.
Regolamento comunale per l'applicazione della T.A.R.S.U. - art. 9, comma 2, lett. h
"Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti ... 2. Presentano tali caratteristiche, a titolo esemplificativo: (...) h) edifici o loro parti adibiti al culto nonché i locali strettamente connessi all'attività del culto stesso."
Il regolamento prevede l'esenzione per gli edifici o parti adibite al culto e per i locali strettamente connessi; la Corte ha ritenuto che la qualificazione dei locali come 'strettamente connessi' richieda prova della destinazione esclusiva/stretta connessione e sia questione di merito.
Codice di procedura civile - art. 360, primo comma
Limiti del ricorso per cassazione (vizi di motivazione, violazioni di legge). La Corte ha applicato questi limiti per escludere doglianze che riguardano la valutazione di fatto riservata ai giudici di merito.
Codice di procedura civile - art. 132 (motivazione sentenza)
Richiesta di motivazione comprensibile e sufficientemente esplicita; la Corte ha ritenuto che la motivazione della CTR fosse intellegibile e non affetta da nullità.
Codice di procedura civile - artt. 115 e 116
Art.115: la censura per uso di prove non dedotte dalle parti è rilevante solo se il giudice ha fondato la decisione su prove non introdotte; Art.116: il giudice di merito valuta le prove con prudente apprezzamento e tale valutazione è in gran parte insindacabile in Cassazione. La Corte ha rigettato le doglianze che si limitavano a criticare il prudente apprezzamento.
Codice di procedura civile - art. 366 (requisiti del ricorso per cassazione).
Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: i documenti decisivi richiamati devono essere riepilogati o allegati; la Corte ha dichiarato inammissibili motivi che non riassumevano o non trascrivevano il contenuto degli atti invocati.
Regola sul riparto dell'onere della prova; utilizzata quale riferimento generale nell'analisi della prova documentale e della sua valutazione da parte del giudice.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo - artt. 6, 9, 11, 14
Invocati dalla ricorrente per censure di discriminazione, ma la Corte ha ritenuto che il motivo non cogliesse la ratio della decisione (questione di fatto e prova, non discriminazione normativa).
D.P.R. n. 115 del 2002 - art. 13, comma 1-quater
Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto che sussistono i presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo a carico della ricorrente.
Massime di principio
- L'esenzione TARSU per i luoghi di culto prevista dal regolamento comunale richiede prova della destinazione esclusiva o della stretta connessione all'attività di culto: la qualificazione dei locali (principali vs secondari) è valutazione di fatto dei giudici di merito.
- In sede di Cassazione non è consentito ridiscutere liberamente la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito; le censure devono riguardare vizi di diritto, gravi carenze motivazionali o l'uso di prove inesistenti/non introdotte.
- Il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: documenti decisivi citati nel motivo vanno riassunti o allegati; altrimenti il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza (art. 366 c.p.c.).
- Se si contesta la mancata esenzione per locali tecnici (es. locale caldaia) occorre tenere presente che locali idonei a produrre rifiuti non sono esenti.
- Per ottenere l'esenzione occorre predisporre e depositare in giudizio documentazione chiara e specifica (denuncia di variazione, planimetria, concessione, certificato di agibilità) e farne emergere la connessione stabile all'attività di culto.
- Le norme nazionali sulle esclusioni dal tributo rinviano i profili di dettaglio al regolamento comunale: controllare sempre la formulazione del regolamento (es. 'strettamente connessi', requisiti di prevalenza) per costruire la domanda di esenzione.
- Se si ritiene che il giudice di merito abbia fondato la decisione su prove non emerse nel contraddittorio o su elementi inesistenti, occorre dedurlo puntualmente in cassazione (art. 115 c.p.c.); altrimenti la semplice critica al merito è inammissibile.
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