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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12648/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il proprietario di un fabbricato agiva per ottenere il risarcimento del danno che assumeva derivargli dal restringimento dell’accesso al proprio immobile e dall’impedimento al transito di mezzi meccanici idonei a consentire la gestione del fondo dominante. In primo grado la domanda veniva rigettata; la corte d’appello confermava il rigetto. In cassazione il ricorrente proponeva un unico motivo articolato in più profili: sosteneva che la corte territoriale avesse omesso di esaminare la documentazione cartografica che, a suo dire, dimostrava che già dal 1992 l’accesso era carrabile; lamentava inoltre l’omessa considerazione della destinazione agricola dell’immobile fino al 2000 e della sua accessibilità con mezzi meccanici; contestava l’avvenuta valorizzazione della testimonianza di un soggetto ritenuto interessato e il mancato rilievo dei documenti prodotti dall’ente locale; infine censurava il diniego di una consulenza tecnica d’ufficio volta ad accertare il danno da limitazione dell’accesso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che la censura, sotto la veste dell’omesso esame di fatti decisivi, mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio e una diversa lettura delle prove, attività riservata al giudice di merito. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui, in presenza di doppia conforme, non è proponibile il vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. per i fatti già esaminati in entrambi i gradi di merito. Ha quindi condannato il ricorrente alle spese del giudizio di legittimità e ha dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato per precisare che il "fatto" rilevante ai fini del vizio di omesso esame è un fatto storico principale o secondario, controverso e decisivo.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di legittimità per omesso esame riguarda un fatto storico decisivo, non questioni, singoli elementi di prova o mere risultanze istruttorie.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato in relazione alla quantificazione dell’ulteriore contributo unificato dovuto in caso di rigetto o inammissibilità dell’impugnazione.

Massime di principio

  • Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda solo un fatto storico, principale o secondario, decisivo e controverso; non consente di censurare la valutazione delle prove o la selezione degli elementi istruttori compiuta dal giudice di merito.
  • In presenza di "doppia conforme", il ricorrente non può dedurre in cassazione l’omesso esame di fatti decisivi già scrutinati nei due gradi di merito.
  • Il ricorso per cassazione non può trasformarsi in una richiesta di rivalutazione del compendio probatorio o in una istanza di nuova pronuncia sul fatto.
  • La scelta delle fonti di prova ritenute più attendibili e la valutazione della loro rilevanza appartengono al giudice di merito, il quale non è tenuto a confutare ogni singola deduzione difensiva se la motivazione esprime in modo sufficiente l’iter logico seguito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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