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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23297/2023 del 31/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (aggiudicatario)

La controversia

Nel corso di una procedura esecutiva immobiliare erano stati emessi decreti di trasferimento in favore dell'acquirente. Gli originari opponenti contestavano che, nei decreti, fosse stata inclusa anche una particella catastale che, secondo la loro prospettazione, non sarebbe mai stata pignorata né oggetto di vendita forzata, essendo il pignoramento riferito solo a un diverso identificativo catastale. Il Tribunale rigettava l'opposizione ritenendo ben individuati gli immobili già in sede di pignoramento e di ordinanza di vendita; la Corte d'appello dichiarava l'opposizione manifestamente infondata e inammissibile, osservando che il vizio avrebbe dovuto essere fatto valere tempestivamente con opposizione agli atti esecutivi. In cassazione la ricorrente deduceva, con due motivi, violazione di legge e vizi motivazionali, sostenendo: (1) che non si contestava la validità o efficacia dei decreti di trasferimento, ma solo l'effettivo trasferimento di beni non compresi negli atti esecutivi presupposti; (2) che i decreti avrebbero trasferito beni diversi o di valore maggiore rispetto a quelli oggetto di pignoramento e ordinanza di vendita, richiamando gli artt. 555 e 586 c.p.c. e l'art. 950 c.c.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze, sia sotto il profilo della violazione di legge sia sotto quello del vizio processuale, fossero precluse perché attinenti ad atti della fase esecutiva che andavano tempestivamente fatte valere con i rimedi oppositivi propri del processo esecutivo. Ha inoltre rilevato il difetto di specificità del ricorso, perché la ricorrente si limitava a riproporre le difese di merito senza confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata, e l'inosservanza dell'art. 366, n. 6, c.p.c., per mancata specificazione della sede di produzione dei decreti di trasferimento richiamati. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata per la mancata difesa dell'intimata; è stato altresì dato atto dell'obbligo, se dovuto, di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Le contestazioni relative a vizi di atti endoprocedimentali del processo esecutivo devono essere fatte valere tempestivamente con gli specifici rimedi oppositivi previsti dall'ordinamento; non possono essere riproposte in una fase successiva quando la preclusione si sia consolidata.
  • Eventuali difformità tra il bene effettivamente pignorato o posto in vendita e quello descritto nel decreto di trasferimento devono essere denunciate all'interno del processo esecutivo con l'opposizione appropriata, non con una censura tardiva e generica in sede di impugnazione.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a reiterare le argomentazioni difensive già svolte nel merito senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Ai fini dell'ammissibilità del ricorso per cassazione, la deduzione di documenti o atti processuali richiede la precisa indicazione della loro sede di produzione e reperibilità nel fascicolo, oltre al loro eventuale deposito in sede di legittimità.
  • La denuncia di violazioni di legge o di vizi processuali non esonera il ricorrente dall'onere di articolare motivi specifici, pertinenti e autosufficienti, pena l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataOpposizioni esecutiveImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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