Cassazione Penale, Sentenza n. 36925/2024 del 03/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione, in cassazione, dell'ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Napoli aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta da Antonio Gioia avverso il decreto di sequestro preventivo del 18/03/2024. Il ricorrente deduceva violazione di legge (art. 322 c.p.p.), sostenendo di essere legittimato a chiedere il riesame in quanto amministratore del condominio titolare del permesso di costruire e, inoltre, custode giudiziario dei beni sequestrati, avendo quindi un interesse concreto e attuale alla restituzione delle opere (passerelle/frangiflutti e scalinata) o, in ogni caso, ad ottenere una pronuncia sul fumus commissi delicti; censurava la motivazione del Tribunale che aveva ritenuto assente la qualità e l'interesse dell'istante in mancanza della titolarità proprietaria delle cose sequestrate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto errata la decisione del Tribunale del riesame che aveva negato legittimazione e interesse al ricorrente. La Corte ha richiamato la distinzione tra legittimazione astratta (art. 322 c.p.p.) e verifica di ammissibilità fondata sull'esistenza di un interesse concreto e attuale (artt. 568 e 591 c.p.p.). Ha ritenuto che il ricorrente aveva assolto all'onere di dimostrare la relazione con i beni sequestrati (in particolare la qualità di amministratore e la nomina a custode giudiziario) e quindi il concreto interesse alla restituzione, per cui l'ordinanza è stata annullata e il procedimento rinviato al Tribunale del riesame di Napoli per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Individua le categorie astrattamente legittimate a proporre il riesame reale (imputato, persona alla quale le cose sono state sequestrate, chi avrebbe diritto alla loro restituzione). La Corte precisa che tale legittimazione è astratta e non sostituisce la necessità di provare un interesse concreto all'impugnazione.
art. 568 cod. proc. pen. (comma 4)
Norma generale sulle impugnazioni che richiede la sussistenza di un interesse concreto all'impugnazione; utile per il vaglio di ammissibilità delle istanze di riesame delle misure reali.
art. 591 cod. proc. pen. (comma 1, lett. a)
Richiama il principio secondo cui le impugnazioni richiedono un interesse concreto, applicabile anche alle impugnazioni cautelari reali.
Definisce la funzione e la temporaneità del sequestro preventivo; la Corte lo cita per spiegare il carattere provvisorio dell'indisponibilità e le ragioni pubblicistiche che la giustificano.
Richiamato in relazione alla provvisorietà del vincolo cautelare: finché dura il sequestro, le deliberazioni degli organi gestori possono essere nulle rispetto alle materie sottoposte a vincolo.
art. 324 cod. proc. pen. (co. 5)
Norma richiamata per la competenza e per il rinvio del giudizio alla autorità competente dopo l'annullamento della decisione impugnata.
«Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi».
La Corte utilizza questa norma per affermare che l'amministratore, nei limiti dei propri poteri, ha la rappresentanza e può agire in giudizio autonomamente; tale potere giustifica la legittimazione dell'amministratore a proporre l'istanza di riesame quando la tutela riguarda parti comuni o beni sulla cui gestione esercita competenze.
Richiamato implicitamente come limite delle attribuzioni dell'amministratore; individua le funzioni e i compiti dell'amministratore che definiscono il perimetro della sua rappresentanza.
Citato nel quadro dei reati ipotizzati (abuso e occupazione di spazio demaniale marittimo) per evidenziare che le opere sequestrate potevano ricadere sotto la normativa del demanio marittimo, con implicazioni sulla riconducibilità della proprietà delle opere.
Norma afferente alle impugnazioni delle misure cautelari reali (richiamata come parte del quadro normativo delle impugnazioni), utile per il complessivo inquadramento procedurale.
Massime di principio
- La legittimazione astratta prevista dall'art. 322 c.p.p. non è sufficiente: per l'ammissibilità del riesame reale l'attore deve dimostrare un interesse concreto e attuale, in genere identificabile con l'interesse alla restituzione del bene.
- L'amministratore di condominio può essere legittimato a proporre l'istanza di riesame quando dimostra una relazione qualificata con i beni sequestrati (es. qualità di amministratore e/o nomina a custode giudiziario) e quando le cose sequestrate sono suscettibili di essere parti comuni del condominio.
- È onere dell'impugnante indicare fatti e motivi che dimostrino la connessione con il bene e la ragione per la richiesta di restituzione; in mancanza la richiesta deve essere dichiarata inammissibile.
- Il sequestro preventivo di parti comuni condominiali incide sulle attribuzioni gestorie dell'amministratore e dell'assemblea; l'affidamento a custode giudiziario può concentrare la gestione nelle mani del custode, ma i limiti e le compatibilità sono questioni di fatto da valutare nel merito.
- In situazioni analoghe è essenziale produrre documenti che comprovino la qualità di amministratore, l'eventuale nomina a custode, e in generale elementi che attestino il diritto o la detenzione qualificata sul bene per sostenere la legittimazione e l'interesse all'impugnazione.
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