Sentenza n. 1013/2026 - Salerno, Sezione 3
per l’accertamento e la dichiarazione dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Questura di Salerno in ordine all'istanza presentata dal ricorrente, avente ad oggetto la procedura di rinnovo del permesso di soggiorno; -nonché per: i) la declaratoria dell’obbligo della Questura di Salerno di provvedere sulla predetta istanze e la conseguente emissione del corrispondente ordine, entro un termine non superiore a sessanta giorni; ii) la nomina di un Commissario ad acta, per l'ipotesi di ulteriore inerzia dell'Amministrazione oltre il termine stabilito.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dalla Questura di Salerno sull'istanza di conversione o rinnovo del titolo di soggiorno
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Questura di Salerno sull'istanza presentata ai sensi degli artt. 5 e seguenti del d.lgs. n. 286/1998 e del relativo regolamento di attuazione, nonché la declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere entro sessanta giorni e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Nelle more del giudizio, l'Amministrazione ha comunicato di avere adottato il provvedimento conclusivo, rilasciando al ricorrente l'autorizzazione al soggiorno fino alla data indicata nel provvedimento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'adozione di un provvedimento espresso, indipendentemente dal suo contenuto favorevole o sfavorevole, soddisfa l'interesse azionato nel giudizio contro il silenzio, che consiste nell'ottenere una formale manifestazione di volontà dell'Amministrazione. Il sopravvenuto rilascio dell'autorizzazione al soggiorno ha quindi fatto venir meno l'interesse alla decisione sull'inerzia e alle ulteriori misure richieste. Le spese di lite sono state compensate, mentre il contributo unificato è stato posto definitivamente a carico dell'Amministrazione in applicazione della soccombenza virtuale.
Norme richiamate
Disciplina il giudizio avverso il silenzio dell'Amministrazione.
Rileva quale eccezione alla regola secondo cui l'interesse nel giudizio sul silenzio consiste nell'ottenimento di una manifestazione espressa dell'Amministrazione.
Consente la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa risulta soddisfatta.
Impone la conclusione del procedimento mediante un provvedimento espresso entro il termine previsto.
art. 97 Cost.
È richiamato quale fondamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere tempestivamente il procedimento e di manifestare formalmente la propria volontà.
artt. 5 e seguenti d.lgs. 286/1998
Costituiscono la base normativa dell'istanza relativa al titolo di soggiorno.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'interesse tutelato consiste, di regola, nell'ottenimento di una formale manifestazione espressa dell'Amministrazione, indipendentemente dal contenuto favorevole o sfavorevole del provvedimento.
- L'adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso che conclude il procedimento soddisfa l'interesse azionato contro il silenzio e comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, salvo il caso in cui permanga una diversa utilità tutelabile ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a.
- Quando l'Amministrazione adotta tardivamente il provvedimento richiesto, le spese possono essere compensate, ma il contributo unificato può essere posto a suo carico in applicazione del principio della soccombenza virtuale.
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