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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38349/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'opposizione ex art. 667, comma 4, c.p.p. contro il sequestro preventivo e la confisca di un immobile formalmente intestato alla ricorrente. Si contestava l'assenza di prova dell'intestazione fittizia, la mancata individuazione della fattispecie di reato che avrebbe consentito l'illecita acquisizione del bene (si osservava che il reato per cui il padre Michele Senese è stato condannato si sarebbe consumato dopo l'acquisto dell'immobile e che lo stesso era stato assolto dal reato associativo), nonché la documentata capacità della ricorrente di sostenere l'acquisto con proventi leciti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e formulazione aspecifica delle doglianze. Ha confermato la motivazione del giudice dell'esecuzione che aveva ritenuto sussistente l'intestazione fittizia dell'immobile in favore della figlia, sulla base di: la condanna definitiva del padre per reato di cui all'art. 73 D.P.R. 309/1990 (reato cd. presupposto), la prossimità temporale tra l'acquisto dell'immobile (20/07/2005) e la commissione del reato (dic. 2005 - gen. 2006), e l'evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dal padre e il valore dell'immobile senza credibile giustificazione. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Predisposto il rimedio dell'opposizione al procedimento di sequestro preventivo e confisca; il giudice dell'esecuzione valuta la legittimità del provvedimento cautelare e le deduzioni dell'opponente.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base procedurale per il sequestro preventivo in ambito penale, nella fattispecie congiunta al richiamo della legge n. 356/1992.

  • art. 12-sexies legge n. 356 del 1992

    Norma richiamata in materia di misure patrimoniali di prevenzione e confisca connesse a procedimenti penali; utilizzata per legittimare il provvedimento ablativo dell'immobile.

  • art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Reato di traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti; la condanna definitiva per tale reato è stata ritenuta idonea a costituire reato presupposto per misure patrimoniali.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma che disciplina il sequestro e la confisca per i reati presupposto; la sentenza considera i reati di cui all'art. 73 DPR come riconducibili ai reati presupposto tramite art. 85-bis DPR.

  • art. 85-bis D.P.R. 309/1990

    Collegamento normativo che consente di considerare taluni reati di stupefacenti come rilevanti ai fini delle misure patrimoniali previste dall'ordinamento penale.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 920 del 17/12/2003 (Montella, Rv. 226490)

    Principio secondo cui la confisca non è esclusa perché il bene sia stato acquisito prima o dopo il reato; rileva la sproporzione tra redditi dichiarati e valore dei beni e l'assenza di giustificazioni credibili sulla provenienza dei medesimi.

Massime di principio

  • La mera intestazione formale a un parente non esclude la possibilità di sequestro e confisca se emergono elementi che indicano interposizione fittizia, soprattutto in presenza di stretta parentela e sproporzione patrimoniale.
  • La prossimità temporale tra l'acquisto del bene e la commissione di reati produttivi di proventi illeciti può rafforzare la presunzione di illecito finanziamento dell'acquisto.
  • La sproporzione tra redditi dichiarati e valore del bene costituisce un elemento cruciale: senza una documentata e credibile giustificazione della provenienza lecita dei fondi, il giudice può ritenere sussistente la fittizia intestazione.
  • L'assoluzione dal reato associativo non esclude automaticamente la rilevanza di altre condanne (es. traffico di stupefacenti) che possano integrare reati presupposto per misure patrimoniali.
  • In cassazione il ricorso deve confrontarsi criticamente e specificamente con la motivazione di merito: censure generiche o aspecifiche sono dichiarate inammissibili.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe, occorre fornire prove documentali forti dell'origine lecita dei fondi e dimostrare l'effettiva autonomia economica dell'intestatario formale del bene.

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