Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 76/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'accertamento: - dell'illegittimità - ex art. 31 del d.lgs. n. 104/2010 -del comportamento omissivo, ovvero del silenzio rifiuto formatosi, per l'inutile decorso del termine di trenta giorni previsto dall'art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sulla diffida presentata in data 14/04/2025 al Comune di Reggio Calabria a mezzo pec e conseguente ordine di provvedere;

Giustizia amministrativa202500593

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza di repressione di abusi edilizi e di verifica della sanabilità di un immobile oggetto di condono pendente

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio formatosi sulla diffida del 14 aprile 2025, con la quale aveva chiesto al Comune di esercitare i poteri di vigilanza edilizia su manufatti realizzati sine titulo sulle particelle catastali 296, 2037 e 2039, nonché di verificare i presupposti per la definizione negativa di una precedente istanza di condono relativa all’immobile sito sulla particella 1102, asseritamente modificato e ampliato dagli abusi. Il Comune ha eccepito la carenza di interesse, sostenendo la strumentalità della denuncia rispetto a una controversia civile sulla proprietà dei terreni e la consapevolezza degli abusi sin dal 2018. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato un’ordinanza di demolizione dei manufatti sulle particelle 296, 2037 e 2039 e ha svolto accertamenti sulla pratica di condono relativa alla particella 1102. La ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere, con condanna del Comune alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di inammissibilità per carenza di interesse, riconoscendo che la proprietaria viciniora e residente nelle adiacenze degli abusi conserva un interesse persistente al regolare assetto urbanistico-edilizio del territorio e può sollecitare l’esercizio dei poteri di vigilanza edilizia, che l’amministrazione deve esercitare quale attività doverosa e vincolata, indipendentemente dal tempo trascorso. Ha tuttavia dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L’ordinanza comunale n. 42 del 16 dicembre 2025 ha infatti ingiunto la demolizione dei manufatti abusivi sulle particelle 296, 2037 e 2039 e ha approfondito l’istruttoria sul condono relativo alla particella 1102. Non ricorrevano però i presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il procedimento di condono relativo alla particella 1102 non era stato ancora definito e la pretesa della ricorrente non risultava quindi pienamente soddisfatta. La dichiarazione della ricorrente è stata pertanto qualificata come sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state integralmente compensate, con contributo unificato irripetibile a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l’azione per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio dell’amministrazione e per ottenere l’ordine di provvedere.

  • art. 117 c.p.a.

    Rileva per il rito applicabile all’azione contro il silenzio dell’amministrazione.

  • art. 2 l. 241/1990

    È richiamato quale fondamento dell’obbligo dell’amministrazione di concludere il procedimento entro il termine previsto.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    I poteri comunali di vigilanza edilizia costituiscono attività doverosa e vincolata, esercitabile anche a seguito della sollecitazione del proprietario viciniora, a prescindere dal tempo trascorso.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere richiede che la pretesa della parte risulti pienamente soddisfatta nel corso del giudizio; la mera adozione di un provvedimento parzialmente satisfattivo non è sufficiente.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce il fondamento processuale della dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

Massime di principio

  • Il proprietario viciniora, anche quando sia controversa la titolarità dell’area di sedime degli abusi, conserva un interesse concreto e attuale a sollecitare i poteri comunali di vigilanza edilizia in ragione dell’interesse al regolare assetto urbanistico-edilizio del territorio.
  • I poteri di vigilanza edilizia previsti dall’art. 27 d.P.R. 380/2001 hanno natura doverosa e vincolata e devono essere esercitati dall’amministrazione a prescindere dal tempo trascorso dalla realizzazione dell’abuso.
  • L’adozione, durante il giudizio sul silenzio, di un’ordinanza di demolizione relativa ad alcuni manufatti e lo svolgimento di accertamenti su un procedimento di condono non comportano cessazione della materia del contendere se il procedimento amministrativo oggetto della sollecitazione non è stato integralmente definito.
  • Quando l’attività amministrativa sopravvenuta non soddisfa pienamente la pretesa azionata, ma determina comunque il venir meno dell’interesse alla decisione sul silenzio, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non definito con cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.