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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41209/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale che aveva rigettato la sua richiesta di riesame avverso il sequestro preventivo di un fabbricato di circa 18 mq e di un muro di contenimento lungo 20 m, realizzati in area vincolata. I motivi del ricorso per cassazione erano tre: 1) nullità dell'udienza camerale e dell'ordinanza per irregolare notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza al difensore invece che al domicilio eletto; 2) errato apprezzamento degli elementi probatori, atteso che documenti e fotografie aeree dimostravano che le opere erano preesistenti (anni '40 e primi del '900) e che gli interventi sarebbero stati limitati a manutenzione/traslazione comunicata con SCIA; 3) motivazione apparente e apodittica del Tribunale circa la sussistenza di ragioni per il sequestro (assenza di lavori in corso, mancanza di spiegazioni su come la disponibilità delle opere potesse ulteriormente danneggiare l'ambiente).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che la notifica dell'avviso al difensore di fiducia non costituisse di per sé nullità assoluta, salvo che sia dimostrata l'assoluta inidoneità della notifica a determinare la conoscenza dell'atto: il ricorrente non ha dedotto tale inidoneità né ha eccepito la nullità nel corso dell'udienza cui il difensore ha partecipato, con conseguente decadenza. Sul secondo e terzo motivo la Corte ha richiamato il divieto, in materia di misure cautelari reali, di sindacare in Cassazione la valutazione del merito e dell'adeguatezza della motivazione, potendo intervenire solo per violazione di legge o per motivazione del tutto mancante o priva dei minimi requisiti; ha invece ritenuto la motivazione del Tribunale non apparente, avendo questi rilevato indizi di attualità dei lavori (presenza di ruspa e cartelli di cantiere), la mancanza di autorizzazione paesaggistica nonché il regime vincolistico dell'area, giustificando così il sequestro impeditivo. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Disciplina i motivi di ricorso per cassazione in materia penale; il ricorso è stato inquadrato e valutato alla luce delle fattispecie di cui alla norma.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Consente la notifica all'avvocato di fiducia; la Corte ha richiamato che tale notifica non è automaticamente nulla se eseguita al difensore anziché al domicilio eletto, salvo che risulti assolutamente inidonea a determinare la conoscenza dell'atto.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Norma sulle nullità per omessa notificazione; la Corte ha distinto tra nullità relativa (a regime intermedio) e nullità assoluta quando la notificazione sia inidonea a dare conoscenza dell'atto.

  • art. 182 cod. proc. pen.

    Fissa i termini decadenziali per dedurre nullità di regime intermedio; la mancata eccezione tempestiva comporta preclusione della doglianza.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Stabilisce i contenuti della motivazione; la Corte ha richiamato che la censura della motivazione in Cassazione è possibile solo se essa è del tutto mancante o priva dei requisiti minimi.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Riguarda il riesame delle misure cautelari; le censure sul merito dell'apprezzamento delle risultanze rientrano nei limiti non sindacabili in Cassazione per le misure cautelari reali.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato in Cassazione sulle misure cautelari reali, impedendo la rinnovazione del controllo sulla motivazione se non per vizi di legge o per totale assenza di motivazione.

  • d.P.R. n. 380 del 2001

    art. 3, comma 1, lett. d) ; artt. 44 e 95

    La Corte ha richiamato che in aree sottoposte a vincolo ambientale gli interventi di recupero non possono accedere al regime di semplificazione e possono richiedere il permesso di costruire; la mancanza di autorizzazione paesaggistica è rilevante ai fini della legittimità delle opere.

  • d.lgs. n. 42 del 2004

    Norme sul vincolo paesaggistico; la mancanza di autorizzazione paesaggistica è stata considerata elemento a sostegno del sequestro.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese e il pagamento a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto il pagamento di euro 3.000,00.

Massime di principio

  • La notifica di atti al difensore di fiducia è valida salvo che sia dimostrabile l'assoluta inidoneità di quella modalità a garantire la conoscenza dell'atto: l'eccezione va sollevata tempestivamente, altrimenti si perde il diritto di farla valere.
  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali è molto limitato il sindacato sulla valutazione delle risultanze e sulla adeguatezza logica della motivazione: si può intervenire solo per violazione di legge o per motivazione del tutto mancante o priva dei requisiti minimi.
  • La presenza di indizi concreti di prosecuzione o attualità dei lavori (es. mezzi d'opera, cartelli di cantiere, opere non ultimate) giustifica il sequestro impeditivo per evitare il completamento di opere abusive.
  • Opere realizzate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico richiedono autorizzazioni specifiche: anche interventi di recupero o ristrutturazione possono necessitare del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica; la mera presentazione di SCIA non sempre sanifica l'intervento.
  • Le doglianze basate sulla diversa interpretazione di documenti probatori (es. fotografie aeree o mappe catastali) rischiano di non essere accolte in sede di legittimità se il giudice di merito ha fornito una motivazione non manifestamente assente.

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