Cassazione Penale, Sentenza n. 10732/2022 del 25/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria del 29/10/2019, che, dopo la pronuncia della Cassazione di annullamento parziale del 28/06/2017, aveva escluso l'aggravante del comma terzo dell'art. 74 T.U. stupefacenti e aveva rideterminato le pene: Conti Mica Francesco 14 anni e 8 mesi, Bontempo Luisa 5 anni e 4 mesi, Calà Campana Andrea 7 anni e 8 mesi, Calà Campana Carmelo 6 anni e 8 mesi. I motivi di ricorso: per Conti Mica contestazione della qualificazione come capo/promotore dell'associazione ex art. 74 (mancanza/contraddittorietà della motivazione e insufficienza delle intercettazioni a provarne il ruolo); per Bontempo dedotta violazione per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nella massima estensione ex art. 62-bis c.p.; per Calà Campana Andrea e Carmelo dedotta carenza di motivazione sugli aumenti per continuazione ex art. 81 c.p. e mancato rispetto dei criteri di cui all'art. 133 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto i ricorsi generici e, in parte, preclusi dalla precedente pronuncia di annullamento della Cassazione, confermando che la Corte d'appello aveva fornito adeguata motivazione sulla qualificazione di Conti Mica quale capo/promotore basandosi su numerose intercettazioni e che le questioni interpretative delle intercettazioni sono valutazioni di merito non sindacabili in sede di legittimità salvo travisamento della prova. Quanto a Bontempo, la Corte ha ritenuto corretta la motivazione sul trattamento sanzionatorio e legittima la non concessione delle attenuanti nella massima estensione. Per i Calà Campana la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione sugli aumenti per continuazione e proporzionata la pena complessiva. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di una somma di €3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 74 T.U. stupefacenti
Rilevanza dell'aggravante connessa al numero dei partecipi; distinzione tra promotore, fondatore e capo: il promotore è chi avvia il sodalizio, il capo dirige con rapporto di superiorità. La Corte ha ritenuto provato il ruolo di 'capo/promotore' di Conti Mica sulla base delle intercettazioni.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche e sulla possibilità di riconoscerle nella loro massima estensione; la Corte conferma che il giudice ha discrezionalità motivata nel non concederle nel massimo, purché la decisione sia congruamente motivata rispetto alla gravità dei fatti.
Disciplina dell'aumento di pena per il reato continuato; la pronuncia richiama l'obbligo di motivazione ma afferma che la determinazione complessiva della pena può risultare adeguatamente motivata nel testo della sentenza nel suo insieme.
Criteri di determinazione della pena (attenuazione, aumento, valutazione della personalità e delle circostanze); la Corte ha ritenuto che i criteri siano stati considerati implicitamente nella motivazione complessiva della Corte d'appello.
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Limiti alla motivazione del ricorso in Cassazione imposti per la congrua esposizione dei motivi: i ricorrenti hanno presentato motivi nei limiti strettamente necessari, ma comunque ritenuti generici e inammissibili.
Prevede l'onere delle spese del procedimento e la possibilità di condanna al versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata dalla Corte a carico di ciascun ricorrente.
Massime di principio
- In Cassazione i rilievi di fatto (es. interpretazione di intercettazioni) sono difficilmente sindacabili: senza allegare e dimostrare un travisamento della prova la valutazione del giudice di merito prevale.
- I motivi di ricorso devono essere concreti e specifici; ragioni generiche o non confrontate con la motivazione di merito portano all'inammissibilità.
- La discrezionalità del giudice nella valutazione delle attenuanti richiede una motivazione congrua ma non necessariamente una dettagliata esposizione di ogni elemento favorevole: è sufficiente che, nel quadro complessivo, risulti la congruità del trattamento sanzionatorio.
- Sull'aumento per continuazione, il giudice deve motivare la decisione, ma la sufficienza della motivazione può emergere dall'argomentazione complessiva della sentenza e non solo dalla parte numerica della quantificazione della pena.
- Decisioni interlocutorie o precedenti della Cassazione possono precludere la rinnovazione di questioni già esaminate e respinte; il ricorrente non può riaprire totalmente questioni precluse dalla pronuncia di annullamento parziale.
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