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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25741/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento catastale con cui l'Ufficio, a seguito di procedura DOCFA presentata dopo una ristrutturazione edilizia con ampliamento e cambio d'uso di un immobile sito in Venezia, ha confermato il classamento in categoria D/8 ma ha rettificato in aumento la rendita proposta dalla società, portandola da euro 455.742,00 a euro 886.050,00. La contribuente aveva impugnato l'atto lamentando carenza di motivazione e erronea determinazione della rendita. La CTR aveva accolto l'appello, ritenendo illegittima la rettifica perché l'Ufficio avrebbe considerato tutta la superficie con un unico valore al metro quadro senza distinguere le porzioni destinate ad uso pubblico, pari a circa un terzo, e perché avrebbe usato come comparabile un immobile non omologabile per la sua destinazione istituzionale. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) violazione delle norme sul classamento catastale, sostenendo che, nel metodo estimativo diretto a costo di costruzione, rilevano le caratteristiche oggettive del bene e non il mutamento della destinazione d'uso; 2) violazione delle medesime norme e dell'art. 11 del D.L. n. 70/1988, sostenendo che la CTR ha erroneamente escluso la comparabilità del Palazzo Dolfin, benché la categoria D/8 non riguardi solo attività commerciali in senso stretto e l'uso istituzionale contingente non escluda l'omogeneità ai fini estimativi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati entrambi i motivi del ricorso. Ha affermato che, in tema di classamento catastale, la destinazione va desunta dalle caratteristiche oggettive e funzionali del bene e non dalla destinazione d'uso concreta o contingente; pertanto il mutamento di destinazione, se non accompagnato da modifiche strutturali, non determina di per sé una modifica del classamento. Ha inoltre ritenuto corretta la motivazione dell'avviso di accertamento emesso a seguito di DOCFA, perché l'Ufficio aveva indicato metodologia estimativa, dati essenziali e immobili comparabili, consentendo al contribuente di comprendere e contestare la pretesa. Quanto al comparabile, ha reputato legittimo l'uso del Palazzo Dolfin come termine di paragone, poiché la sua destinazione istituzionale non ne escludeva la comparabilità sotto il profilo oggettivo e storico. Ne è conseguito l'accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e il rinvio alla CTR del Veneto, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel classamento catastale la destinazione rilevante è quella desumibile dalle caratteristiche oggettive, costruttive e tipologiche del bene, non la destinazione d'uso concreta o contingente impressa in fatto all'immobile.
  • Il mutamento della destinazione d'uso, se non accompagnato da modifiche strutturali dell'immobile, non comporta di per sé una modifica del classamento catastale.
  • L'avviso di accertamento emesso a seguito di procedura DOCFA è sufficientemente motivato quando indica gli elementi oggettivi essenziali, la classe attribuita e la metodologia estimativa seguita, purché il contribuente sia posto in grado di comprendere e contestare la pretesa tributaria.
  • Nella stima comparativa catastale possono essere utilizzati come termini di paragone immobili che, pur destinati in concreto ad attività non commerciali, presentino caratteristiche oggettive e storico-architettoniche omogenee rispetto al bene da classare.
  • La valutazione del giudice di merito che attribuisca rilievo decisivo alla destinazione d'uso concreta dell'immobile, trascurandone la realtà oggettiva e le potenzialità effettive di utilizzazione, si pone in contrasto con i criteri legali del classamento catastale.

Come è indicizzato

MaterieCatasto
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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