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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50015/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto della Corte d'Appello (6/9/2022) che, in sede di giudizio di rinvio disposto dalla Cassazione, ha ridotto il periodo di pericolosità sociale accertata per Inzitari al periodo 1994-2005 e ha confermato le statuizioni patrimoniali (confische e altre misure) nei confronti di Inzitari e della coniuge Princi. I motivi principali sono: (1) vizio di competenza e nullità per inosservanza della designazione del giudice indicata dalla Cassazione (invocando la disciplina introdotta dalla legge 161/2017 e il principio del foro commissorio); (2) censure di mancata/errata applicazione di norme sostanziali e carenza di motivazione sulle risultanze peritali e contabili (rilevanza/illiceità dei proventi derivanti dalla Devin S.p.A. e loro riverbero sulle società riconducibili alla famiglia, riconducibilità della ditta individuale e delle società alla disponibilità di Inzitari/Princi, carenze nella perizia contabile: omissione degli anni 1982-1999, esclusione di ammortamenti, valutazione dei flussi solo dal 2000, determinazione della spesa familiare, stima dei costi di costruzione degli immobili, ecc.). Princi deduce specificamente la illegittima applicazione delle presunzioni di disponibilità patrimoniale e la prova della titolarità effettiva dei beni a favore della stessa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati o inammissibili. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che la novella legislativa (legge 161/2017, art. 7-bis, comma 2-sexies) costituisce ius superveniens che legittima l'assegnazione del procedimento alla Prima Sezione Penale designata dal Presidente della Corte d'Appello, sicché non è stata violata la disposizione della sentenza di annullamento della Cassazione; la competenza è stata considerata rispettosa della nuova disciplina e non arbitraria. Sui rilievi sostanziali e sulle contestazioni tecniche relative alle valutazioni peritali e contabili la Corte ha ritenuto che molte censure attengono al merito e alla congruità della motivazione (non sindacabili in Cassazione in materia di misure di prevenzione, salvo omissione totale o mera apparenza della motivazione), e quindi inammissibili o infondate. La Corte ha confermato l'inderogabile rilevanza dell'accordo collusivo politico-mafioso con la cosca Crea, ha ritenuto i proventi della Devin e le conseguenti ricadute sulle società (Nifral, Indefin) come riconducibili all'origine illecita e ha condiviso la ricostruzione della disponibilità patrimoniale e della sproporzione tra redditi e acquisizioni. In sintesi, il decreto impugnato è stato confermato e le misure patrimoniali mantenute.

Norme richiamate

  • Legge 18/10/2017 n.161 (art. 7-bis, comma 2-sexies dell'ordinamento giudiziario)

    art. 7-bis, comma 2-sexies

    La novella ha istituito/individuato sezioni o collegi specializzati per i procedimenti di prevenzione; la modifica sopravvenuta (ius superveniens) può far prevalere la nuova disciplina sulla competenza fissata dal giudice di rinvio.

  • Codice di procedura penale (art. 623, comma 1, lett. a) e lett. c))

    art. 623 comma 1 lett. c)

    Disciplina la trasmissione del giudizio in caso di annullamento con rinvio; la Corte ha ritenuto compatibile la trasmissione alla sezione specializzata risultante dalla nuova tabellazione.

  • Codice di procedura penale (art. 33 c.p.p.)

    Riguarda la capacità del giudice e la formazione dei collegi; la Corte ricorda che le modalità di designazione interne non sono sindacabili salvo che non integrino arbitrio o stravolgimento dei canoni essenziali dell'ordinamento (nullità ex art.33, comma 1 cod. proc. pen.).

  • Codice di procedura penale (art. 627 e art. 623 c.p.p.)

    art. 627 primo comma; art. 623

    Principio di irretrattabilità del foro commissorio limitato dall'intervento di norme sopravvenute che modificano la competenza; la giurisprudenza consente di tenere conto del ius superveniens.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 6 CEDU)

    Riferimento al diritto ad essere giudicati da un giudice 'constituito per legge' e ai requisiti di indipendenza e imparzialità; la Corte osserva che eventuali irregolarità nella nomina incidono solo se di gravità tale da generare dubbio reale sull'indipendenza.

  • Legge 31 maggio 1965 n. 575 (art. 2-bis e art. 2-ter) / d.lgs. 159/2011 (art. 19 e art. 26)

    art. 2-bis e art. 2-ter L. 575/1965 (ora trasposti in art. 19 e art. 26 d.lgs.159/2011)

    Presunzioni relative di appartenenza/disponibilità dei beni in capo al proposto; la Corte ha ritenuto applicabili le presunzioni e/o la prova della fittizia intestazione alla luce degli elementi fattuali (commistione economica, assenza di capacità economica del terzo).

  • Codice penale (art. 416-bis)

    Rilevanza del concorso esterno e della derivazione illecita dei beni dalla attività mafiosa; la confisca può colpire società e proventi connessi all'accordo collusivo.

  • Corte di Cassazione - giurisprudenza (Sez. U, Spinelli e altre pronunce citate)

    Sez. U, n. 4880 del 26/06/2014 (Spinelli) e altre decisioni citate

    Principi sulla trasmissione della pericolosità alla 'res' e sulla possibilità di confisca anche dell'insieme aziendale unitario quando non sia possibile distinguere apporto illecito da apporto lecito.

Massime di principio

  • Se dopo una pronuncia di annullamento sopravviene una modifica normativa che altera i criteri di competenza (ius superveniens), la nuova disciplina può legittimare diversa assegnazione del giudice di rinvio; l'incarico dato dal Presidente della Corte è valido salvo che emerga un'arbitraria scelta 'ad hoc'.
  • In materia di misure di prevenzione il sindacato di legittimità in Cassazione è ristretto: le questioni di merito e le divergenze tecniche sulle valutazioni peritali sono in genere inammissibili; la motivazione è sindacabile solo se del tutto assente o meramente apparente.
  • Per le misure patrimoniali di prevenzione, la giurisprudenza ammette di considerare come illeciti proventi anche utilità consolidate o derivanti da operazioni societarie quando sussista un nesso logico e fattuale con attività criminose accertate, anche se alcuni frutti sono stati realizzati in momenti successivi alla pericolosità.
  • La presunzione di disponibilità dei beni riconducibili a coniugi o conviventi può essere efficacemente applicata quando vi sia commistione economica, incapacità economica documentata del formalmente titolare o elementi che dimostrino fittizia intestazione; chi vuole opporsi deve fornire prova documentale forte delle fonti lecite.
  • Le contestazioni tecniche sui metodi per la ricostruzione della sproporzione (es. esclusione di ammortamenti, scelta del periodo di rilevazione, stima della spesa familiare) rilevano principalmente sul merito e devono essere affrontate con prove peritali convincenti già in sede di merito; in Cassazione tali censure sono difficilmente incisive.
  • Per resistere a provvedimenti di prevenzione/confisca è cruciale documentare con elementi probatori precisi e completi le fonti lecite delle risorse e degli acquisti (scritture contabili, bonifici, contratti, documentazione fiscale); dichiarazioni orali o prove indeterminate difficilmente bastano.

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