Cassazione Penale, Sentenza n. 49939/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma di condanna per concorso in truffa: contestano la competenza territoriale (sostenendo che sarebbe competente il tribunale di Vicenza), la tardività della querela della parte offesa, la mancata sussistenza del reato e l'inesistenza del loro concorso nella realizzazione della truffa. Deduzioni per lo più fondate su una diversa rilettura dei fatti e della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto tempestiva la querela perché la persona offesa è venuta a conoscenza del tentativo di incasso il 15 gennaio 2017; ha confermato la competenza territoriale del tribunale di Trento alla luce dei criteri suppletivi ex art. 9 c.p.p. e del principio della perpetuatio jurisdictionis (verifica ex ante sulla base degli atti disponibili alla udienza preliminare o entro il termine di cui all'art. 491 c.p.p. comma 1); ha richiamato il principio secondo cui la truffa è reato istantaneo e di danno, che si consuma con la deminutio patrimonii (e, per titoli di credito, con l'acquisizione della valuta tramite riscossione o utilizzazione). Quanto alla responsabilità, la Corte ha ritenuto i motivi inammissibili perché si limitavano a una rivalutazione dei fatti e della prova, mentre la decisione di merito era adeguatamente motivata. Conclude rigettando i ricorsi e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese della parte civile, liquidate in euro 3.686,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020
Consentito il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto secondo la normativa emergenziale indicata; richiamata come regola procedurale per il rito di trattazione.
art. 9 c.p.p.
Richiamato come criterio per la determinazione della competenza territoriale "suppletiva"; la Corte ha ritenuto corretta la determinazione della competenza per territorio alla luce dei criteri previsti dalla norma.
art. 491 c.p.p., comma 1
Il termine ivi previsto delimita gli atti e le emergenze fattuali che il giudice dell'impugnazione può considerare per la verifica della competenza territoriale; successivi sviluppi dibattimentali non possono modificare la verifica ex ante operata sulla base degli atti disponibili.
Sezioni Unite, sentenza n. 18/2000 (giurisprudenza)
Principio richiamato secondo cui la truffa è reato istantaneo e di danno: si consuma quando si realizza la diminuzione patrimoniale del soggetto passivo; nel caso di titoli di credito, il momento consumativo è l'acquisizione della valuta da parte dell'autore con la riscossione o utilizzazione.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (Cass. n. 33435/2006; n. 49754/2012; n. 4876/2017)
Confermano il principio della perpetuatio jurisdictionis e il limite temporale/preclusione rispetto alla contestazione della competenza territoriale: la verifica deve essere ancorata alle emergenze fattuali disponibili alla scadenza dei termini previsti e non può fondarsi su eventi istruttori successivi.
Massime di principio
- Competenza territoriale: l'eccezione deve essere proposta entro i termini previsti; il giudice verifica la competenza ex ante sulla base degli atti disponibili alla udienza preliminare o entro il termine di cui all'art. 491 c.p.p.; fatti o prove emersi successivamente non invalidano la perpetuatio jurisdictionis.
- Tardività della querela: la decorrenza va valutata dal momento in cui la persona offesa ha effettiva conoscenza dell'offesa o del tentativo di realizzarla; la querela è tempestiva se presentata dopo tale momento e nei termini di legge.
- Consumo della truffa: è reato istantaneo e di danno; si consuma con la deminutio patrimonii del soggetto passivo; per titoli di credito il momento rilevante è l'acquisizione della valuta tramite incasso o utilizzo.
- Impugnazioni in Cassazione: i motivi che si limitano a una rivalutazione del merito probatorio o a proposte ricostruzioni alternative dei fatti sono generalmente inammissibili; la Corte di legittimità interviene sui profili di diritto e sui vizi di motivazione particolarmente manifesti.
- Concorso nel reato: per affermare il concorso è necessaria una motivazione che dimostri il contributo degli imputati a un piano comune o ad artifici idonei a ingannare; la mera estrapolazione di responsabilità senza elementi probatori specifici è insufficiente.
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