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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26979/2026 del 17/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per il reato di omissione nella procedura esecutiva, deducendo in particolare l'insussistenza dell'elemento soggettivo del reato. Il ricorso, tuttavia, risultava costruito in modo da sollecitare una nuova valutazione delle fonti probatorie e una diversa lettura dei fatti già esaminati dai giudici di merito. La Corte di cassazione rileva che la decisione impugnata aveva fondato l'affermazione di responsabilità su tre dati fattuali ritenuti decisivi: la rituale notifica dell'avviso ex art. 492, comma 4, c.p.c.; l'omessa trasmissione, nel termine di legge, della dichiarazione prescritta; e l'esito negativo del pignoramento mobiliare, con rinvenimento di beni non sufficienti e con l'avviso, lasciato dall'ufficiale giudiziario, circa la necessità di indicare ulteriori beni o crediti pignorabili e le conseguenze penali dell'omissione o dell'infedeltà della dichiarazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le censure sulla mancanza del dolo generico fossero in realtà dirette a ottenere una rivalutazione del materiale probatorio, operazione preclusa in sede di legittimità, e che fossero comunque riproduttive di doglianze già esaminate e disattese con argomenti giuridicamente corretti dalla Corte territoriale. La condanna per il reato contestato è stata quindi mantenuta; sono state inoltre applicate le conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p. per l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 388, comma 8, c.p.

    La disposizione è richiamata come norma incriminatrice del fatto contestato; la Corte ne ribadisce la punibilità a titolo di dolo generico in presenza dell'omessa dichiarazione dovuta nella procedura esecutiva.

  • art. 492, comma 4, c.p.c.

    L'avviso previsto da tale norma è valorizzato quale presupposto fattuale della responsabilità, perché consente al debitore esecutato di indicare ulteriori beni o crediti utilmente pignorabili.

  • art. 388, comma 6, c.p.

    È menzionato nel verbale di pignoramento come richiamo all'avvertimento delle conseguenze penali connesse all'omessa o infedele dichiarazione.

  • art. 616 c.p.p.

    È richiamato per le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una rivalutazione del compendio probatorio o una diversa lettura dei fatti, quando la sentenza impugnata abbia già motivato in modo coerente e giuridicamente corretto sull'affermazione di responsabilità.
  • La censura sull'elemento soggettivo del reato è inammissibile se, sotto tale veste, mira in realtà a contestare l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.
  • Nel reato di omessa dichiarazione nell'ambito dell'esecuzione forzata, la rituale notifica dell'avviso previsto dalla legge, l'omissione della dichiarazione nel termine e l'avvertimento sulle conseguenze penali costituiscono elementi fattuali idonei a sorreggere il giudizio di responsabilità per dolo generico.
  • Quando il giudice di merito abbia esaminato e disatteso le medesime doglianze con argomentazione congrua, il ricorso che riproponga gli stessi profili senza confrontarsi realmente con la motivazione è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniElemento soggettivo
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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