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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12710/2024 del 27/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava: 1) l'inutilizzabilità degli atti di indagine e della sentenza dichiarativa di fallimento per violazione dell'art. 407, comma 3, c.p.p., per eccessiva durata delle indagini preliminari; 2) la mancata notifica all'imputato dell'ordinanza che avrebbe corretto l'imputazione (da "amministratore di diritto" a "amministratore di fatto"), con presunta violazione dell'art. 516 c.p.p.; 3) travisamento della prova e insufficiente prova della qualità di amministratore di fatto, ossia contestazione della qualificazione sostanziale attribuita al De Rossi; 4) mancata dimostrazione del superamento della soglia di punibilità per il reato tributario (art. 5 d.lgs. n. 74/2000) e, correlatamente, eccezione di prescrizione del reato ascritto al capo 3).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto: 1) inammissibile il primo motivo perché generico; il ricorrente non ha indicato gli atti specifici asseritamente inutilizzabili; 2) inammissibile e privo di interesse il secondo motivo, attinente a un errore materiale già corretto e relativo a un capo per il quale l'imputato era stato assolto in appello; 3) fondato il terzo motivo: la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione della corte d'appello sulla qualifica di amministratore di fatto e ha annullato la sentenza con rinvio a diversa sezione della Corte d'Appello di Venezia per riesame, affinché vengano indicate e valutate concrete ed efficaci risultanze sintomatiche della gestione continuativa e significativa; 4) fondato il quarto motivo nella parte in cui riguarda la prescrizione del reato tributario (capo 3): la Cassazione ha rilevato che il reato era estinto per prescrizione anteriore alla sentenza di appello e ha annullato senza rinvio la sentenza rispetto a quel capo, eliminando la pena corrispondente (3 mesi di reclusione). In sintesi: accoglimento parziale del ricorso con annullamento senza rinvio per il capo 3) per prescrizione e annullamento con rinvio per il capo relativo alla bancarotta patrimoniale (per vizio motivazionale sulla qualifica di amministratore di fatto).

Norme richiamate

  • art. 407 c.p.p.

    Richiamato in relazione all'inutilizzabilità degli atti per eccessiva durata delle indagini: la Corte ha osservato che l'eccezione non è valutabile in cassazione se formulata in termini generici e non indica gli atti specifici affetti dal vizio

  • art. 516 c.p.p.

    Richiesto per la mancata notifica della correzione dell'imputazione: la Corte ha ritenuto che si trattasse di errore materiale già corretto e che la deduzione non avesse interesse, essendo collegata a un capo per il quale l'imputato era stato assolto

  • art. 2639 c.c.

    Norma civile che definisce la figura dell'amministratore di fatto: la Corte richiama la giurisprudenza che estende agli amministratori di fatto i doveri (e le responsabilità) degli amministratori di diritto quando vi sia esercizio continuativo e significativo dei poteri gestori

  • artt. 216 e 223 legge fallimentare

    Norme della legge fallimentare richiamate per individuare i destinatari delle norme sulla bancarotta: la qualificazione si basa sulle funzioni concretamente esercitate, non sulle mere qualifiche formali

  • art. 5 d.lgs. n. 74/2000

    Richiamato in relazione alla soglia di punibilità del reato tributario contestato: la Corte ha valutato la questione con riferimento alla prescrizione del reato, che è stata rilevata come estinta

  • artt. 157, 160, 161 c.p.

    Richiamati ai fini del calcolo del termine di prescrizione: la Corte ha verificato che, considerati gli atti interruttivi e l'assenza di cause di sospensione dichiarate, la prescrizione del reato tributario era perentoria alla data indicata

  • art. 129 c.p.p.

    Principio dell'immediata declaratoria delle cause di non punibilità: la Corte ha rilevato che il giudice di merito doveva dichiarare la prescrizione e che la Corte di Cassazione può rilevarla e dichiararla quando risulti evidente

  • art. 606 c.p.p.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ricorda che è ammissibile dedurre l'estinzione per prescrizione anche con un unico motivo ai sensi di tale articolo

Massime di principio

  • In cassazione le censure sull'inutilizzabilità di atti di indagine per durata eccessiva delle indagini devono individuare specificamente gli atti e spiegare l'incidenza di tali atti sul giudizio: motivi generici sono inammissibili.
  • La correzione di un errore materiale nell'imputazione non sempre legittima un vizio procedurale se la correzione è evidente e non ha pregiudicato la difesa; l'interesse a far valere l'errore decade se il capo cui si riferisce è stato già assolto.
  • La qualificazione di "amministratore di fatto" si basa su elementi concreti di esercizio continuativo e significativo dei poteri gestori; il giudice deve indicare e valutare elementi sintomatici non episodici prima di ritenere configurata tale posizione.
  • La prescrizione è causa estintiva rilevabile anche d'ufficio e, se risulta evidente dagli atti, la Corte di Cassazione può dichiararla e annullare la sentenza senza rinvio rispetto al capo estinto.
  • Quando si contestano reati tributari per superamento di soglie di punibilità, la prova dell'elemento quantitativo deve essere adeguatamente motivata dal giudice di merito, e la relativa prescrizione va calcolata con cura considerando atti interruttivi e sospensioni.

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