Cassazione Penale, Sentenza n. 24068/2024 del 18/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo sui terreni e sulle opere realizzate in località Fiumarella, comune di Crosia, contestando la realizzazione di fabbricati su permessi illeciti (capo d'incolpazione riferito agli artt. 110 c.p., 30 comma 1 e 44 lett. c) DPR 380/2001). Il ricorrente deduce violazione dell'art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b), c) ed e) in riferimento agli artt. 125 comma 3, 321 e 324 c.p.p., sostenendo che il Tribunale non avrebbe valutato e motivato in modo adeguato rispetto alle argomentazioni e ai rilievi tecnici della difesa (consulenza ing. Labonia e arch. Lione) in punto di fumus e periculum.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse all'impugnazione perché i beni sottoposti a sequestro sono di proprietà della società D&C Costruzioni s.a.s., non dell'indagato; pertanto l'eliminazione del decreto di sequestro avrebbe avuto effetto restitutorio esclusivamente per la società proprietaria e non per il ricorrente in proprio. La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite sul requisito dell'interesse concreto ad impugnare e sull'idoneità del gravame a produrre un effetto immediato favorevole nella sfera giuridica dell'impugnante. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma richiamata nel capo d'incolpazione per il concorso di persone nella commissione del reato; utilizzata a fini descrittivi dell'accusa, non oggetto di specifica interpretazione decisoria in ordine all'ammissibilità del ricorso
art. 30, comma 1, e art. 44, lett. c) d.P.R. n. 380/2001
Norme del testo unico edilizia richiamate nel capo d'incolpazione per la presunta realizzazione di opere edilizie con permessi illeciti; la decisione sulla inammissibilità non ha approfondito il merito delle contestazioni sostanziali relative a tali norme perché è mancato l'interesse processuale del ricorrente
Richiamato per indicare la composizione del Tribunale di Cosenza che ha pronunciato l'ordinanza impugnata
art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.
Norma richiamata nel motivo di ricorso come presunta violazione relativa alla motivazione e al mancato esame delle prove e degli atti; la Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile per ragioni di interesse, senza entrare nel merito delle censure sostanziali
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Interpretato dalla Corte come principio che richiede l'esistenza di un interesse concreto e attuale all'impugnazione: l'impugnazione deve essere idonea a rimuovere un pregiudizio effettivo e a produrre un risultato vantaggioso immediato per l'impugnante
Applicata per la condanna per spese e per la valutazione della sanzione pecuniaria spettante in caso di ricorso inammissibile, salvo che non sia ravvisabile assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Richiamato solo in relazione alla requisitoria del Pubblico Ministero redatta ai sensi della disposizione, senza incidenza sulla decisione di ammissibilità
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (richiami vari: S.U. n. 12234/1985 e altre)
Richiamata per consolidare il principio utilitaristico sull'interesse ad impugnare: l'impugnazione non è ammessa se mira solo alla correttezza teorica della decisione e non è idonea a produrre un vantaggio pratico immediato per l'impugnante
Massime di principio
- Per impugnare un provvedimento cautelare reale (sequestro) l'indagato deve dimostrare un interesse concreto e attuale, ossia una relazione giuridica con la cosa che renda possibile ottenere, con l'annullamento, un vantaggio pratico immediato (ad es. la restituzione del bene).
- Se il bene sottoposto a sequestro appartiene a una società, il rappresentante sociale deve impugnare in qualità della società e non in proprio; il ricorso presentato dal rappresentante in proprio è inammissibile per mancanza di interesse.
- La verifica dell'ammissibilità per difetto di interesse è preliminare e può far dichiarare il ricorso inammissibile senza entrare nel merito delle questioni tecniche sollevate (fumus e periculum).
- Non è sufficiente per l'ammissibilità sostenere la mera incorrectness formale o teorica di un provvedimento: l'impugnazione deve mirare a rimuovere un pregiudizio effettivo e produrre un effetto favorevole concreto.
- Il ricorrente inammissibile può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo che sia provata l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.
- In situazioni simili è opportuno che la difesa verifichi preliminarmente la titolarità dei diritti sull'oggetto del sequestro e, se necessario, proponga l'impugnazione nella qualità corretta (es. in nome e per conto della società proprietaria), integrando la documentazione che provi l'interesse effettivo ad impugnare.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24050/2024 del 18/06/2024
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24051/2024 del 18/06/2024
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24053/2024 del 18/06/2024
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24054/2024 del 18/06/2024
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24055/2024 del 18/06/2024
- Sentenza penale · 18 giu 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 24056/2024 del 18/06/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →