Cassazione Penale, Sentenza n. 12130/2025 del 27/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del tribunale del riesame di Siracusa che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo (5.9.2024) su terreni in relazione a reati edilizi e paesaggistici e alla contestazione ex art. 518-duodecies c.p. Il ricorrente propone tre motivi: 1) violazione di legge per assenza di interventi edili sulle aree e compatibilità della loro utilizzazione a parcheggio con la destinazione agricola; 2) vizio di motivazione per mancata spiegazione delle ragioni che impedivano l'uso a parcheggio, e contestazione della sussistenza dell'art. 518-duodecies c.p. in assenza di uso improprio; 3) vizio di motivazione sul periculum in mora, ritenuto inesistente anche in presenza di una previa autorizzazione.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che Boscarino non avesse l'interesse ad impugnare ai sensi dell'art. 568 c.p.p., dato che i terreni sottoposti a sequestro risultano intestati a Genovese Giulia e Genovese Teresa e Boscarino è solo gestore titolare dell'azienda agricola, non proprietario; quindi l'accoglimento del ricorso non avrebbe potuto modificare gli effetti del provvedimento a suo vantaggio. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui l'occupazione con veicoli di aree vincolate può integrare il reato paesaggistico ex art. 181 d.lgs. 42/2004 anche in assenza di lavori edificatori, e ha riaffermato la nozione di modifica paesaggistica anche per usi stabili e duraturi. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Requisito dell'interesse all'impugnazione: l'appellante deve avere un interesse concreto e attuale al risultato dell'impugnazione; l'imputato non proprietario dei beni non ha interesse se l'accoglimento non può rimuovere il pregiudizio dedotto.
Ilposizionamento e l'occupazione stabile di aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazioni può integrare il reato di cui all'art. 181 anche senza l'esecuzione di opere edilizie; la lesione avviene anche per l'uso permanente e non autorizzato.
"i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico, tutelati dalla legge, a termini dell'articolo 142, o in base alla legge, a termini degli articoli 136, 143, comma 1, lettera d), e 157, non possono distruggerli, né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici oggetto di protezione"
La norma vieta modificazioni non autorizzate anche consistenti in un uso non occasionale e stabile del terreno per scopi diversi da quelli consentiti; le 'modificazioni' possono risultare dall'uso e non solo da interventi materiali.
Norma contestata nel procedimento di merito; la Corte non entra nel merito della ricostruzione della fattispecie rispetto a questa norma perché ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di interesse.
Norma richiamata per l'onere delle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di inammissibilità.
Massime di principio
- Per proporre impugnazione avverso un provvedimento cautelare su beni è necessario avere un interesse attuale e concreto: se non si è proprietari o titolari di un diritto che può essere reintegrato dall'accoglimento dell'impugnazione, il ricorso può esser dichiarato inammissibile per difetto di interesse (art. 568 c.p.p.).
- L'occupazione stabile o l'uso non occasionale di aree soggette a vincolo paesaggistico (anche per parcheggio o rimessaggio veicoli) può integrare il reato di cui all'art. 181 d.lgs. 42/2004 senza necessità di interventi edilizi; la tutela paesaggistica copre anche le modificazioni derivanti dall'uso.
- Nel valutare il periculum in mora per il sequestro preventivo occorre valutare non solo eventuali autorizzazioni formali ma anche la natura permanente della condotta lesiva del bene protetto; l'esistenza di una presunta autorizzazione non esclude automaticamente il pericolo di pregiudizio.
- Quando si impugna un provvedimento cautelare su beni non di proprietà, è preferibile che anche il proprietario o un soggetto con titolo giuridico diretto compaia nell'impugnazione o che venga dimostrato un interesse concreto alla restituzione o alla rimozione degli effetti del provvedimento.
- Le questioni di merito sulla sussistenza del reato paesaggistico vanno comunque affrontate nei gradi in cui sia accertato il requisito di legittimazione/ interesse; l'assenza di interesse processuale può precludere anche l'esame delle argomentazioni sostanziali.
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