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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06351/2023 del 02/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dal diniego, confermato dalla Corte d'appello, dei benefici assistenziali previsti per i superstiti di soggetti riconosciuti vittime del dovere. I ricorrenti, figli del militare deceduto, sostenevano che la disciplina dettata per i familiari superstiti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, richiamata dalla normativa sulle vittime del dovere, dovesse estendersi anche ai figli maggiorenni non fiscalmente a carico al momento del decesso, nonostante la presenza della moglie superstite già avente diritto. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione, deducevano violazione e falsa applicazione dell'art. 2 L. 407/1998, degli artt. 5 e 6 L. 206/2004, dell'art. 2, commi 105 e 106, L. 244/2007 e dell'art. 6 L. 466/1980, censurando l'esclusione dei figli non a carico dai benefici in favore dei superstiti.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo infondato l'unico motivo. Ha affermato che, per i superstiti delle vittime del dovere, il rinvio contenuto nell'art. 2, comma 105, L. 244/2007 all'art. 5, commi 3 e 4, L. 206/2004 opera come rinvio oggettivo limitato all'estensione delle prestazioni, ma non modifica la categoria dei familiari aventi diritto, che resta quella delineata dall'art. 6 L. 466/1980. Ne consegue che il beneficio non spetta ai figli non fiscalmente a carico della vittima all'epoca del decesso quando sia vivente il coniuge avente diritto. Le spese del giudizio sono state integralmente compensate per l'intervento chiarificatore successivo al ricorso, ed è stato altresì dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il vizio dedotto in ricorso, come violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 2 L. 407/1998

    Richiamato dai ricorrenti a sostegno dell'estensione dei benefici ai superstiti.

  • art. 5 L. 206/2004

    La norma è richiamata dall'art. 2, comma 105, L. 244/2007 per estendere ai familiari delle vittime del dovere alcune prestazioni riconosciute ai familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

  • art. 6 L. 206/2004

    Richiamato dai ricorrenti tra le norme che disciplinano i benefici ai familiari superstiti.

  • art. 2, commi 105 e 106, L. 244/2007

    Ha introdotto l'estensione delle prestazioni previste per le vittime del terrorismo ai familiari delle vittime del dovere, senza però modificare la categoria dei superstiti aventi diritto.

  • art. 6 L. 466/1980

    Delinea i familiari superstiti aventi diritto ai benefici; resta la disciplina di riferimento per individuare i superstiti delle vittime del dovere. Esclude i figli non a carico fiscale quando il coniuge avente diritto sia vivente.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Fondamento del contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Quando una norma di rinvio estende ai familiari di una categoria di vittime prestazioni previste per un'altra categoria, il rinvio va interpretato in senso oggettivo se il legislatore richiama solo le prestazioni e non anche la nozione dei beneficiari.
  • L'estensione delle provvidenze economiche non implica, di per sé, l'ampliamento della platea dei superstiti aventi diritto, se la normativa primaria che definisce i beneficiari resta immutata.
  • In presenza di una disciplina che individua in modo tassativo i familiari superstiti beneficiari, non è consentito includere soggetti ulteriori mediante interpretazione analogica o estensiva oltre i confini espressi dalla legge.
  • Il riconoscimento del beneficio ai familiari superstiti può essere diversamente modulato per categorie, e la diversità delle fattispecie può giustificare una selezione non identica dei destinatari.
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