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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12342/2024 del 26/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Bologna, proposta dopo che il Gip di Parma aveva rigettato l'istanza ex art. 299 c.p.p. di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari (reato relativo agli artt. 110, 81 cpv c.p. e 73 d.P.R. 9/10/1990 n.309). In Cassazione il ricorrente deduceva un motivo (art. 606 lett. e) c.p.p.) per manifesta illogicità della motivazione, contestando che il Tribunale non avesse letto/valutato un punto centrale dell'atto di appello ex art. 310 c.p.p. e la relativa documentazione.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché con atto del 25/01/2024 il difensore ha dichiarato la rinuncia al ricorso in quanto nel frattempo la misura cautelare era stata effettivamente sostituita con gli arresti domiciliari. La Corte applica il principio consolidato secondo cui la sopravvenuta mancanza di interesse, diversa dalle cause di inammissibilità previste dagli artt. 591, comma 1, e 606, comma 3, c.p.p., comporta l'inammissibilità del ricorso e non dà luogo alla condanna alle spese né all'irrogazione di sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 310 c.p.p.

    Disciplina dell'appello per vizio di misura nel pubblico interesse; qui è l'articolo sulla base del quale era stato proposto l'appello alla Corte territoriale.

  • art. 299 c.p.p.

    Norma che regola l'istanza di sostituzione della misura della custodia cautelare; il Gip di Parma aveva rigettato l'istanza originaria.

  • art. 311 c.p.p.

    Norma che disciplina il ricorso per cassazione avverso le ordinanze: la censura in Cassazione è stata proposta ai sensi di questo articolo.

  • art. 606 lett. e) c.p.p.

    Motivo di cassazione invocato (viz. motivazione manifestamente illogica o contraddittoria): il ricorrente lamentava la mancata considerazione di un punto centrale.

  • artt. 110, 81, cod. pen.

    Riferimento ai reati contestati (concorso e concorso nella recidiva/pena) rispetto ai quali era richiesta la modifica della misura cautelare.

  • art. 73 d.P.R. 9/10/1990 n.309

    Norma del testo unico sugli stupefacenti relativa al fatto per cui era stata applicata la misura cautelare.

  • art. 591 comma 1 c.p.p.

    Richiamato come causa di inammissibilità distinta; la Corte osserva che la sopravvenuta carenza di interesse è diversa dalle ipotesi previste da questo articolo.

  • art. 606 comma 3 c.p.p.

    Richiamato per distinguere le ipotesi di inammissibilità previste dalla legge da quelle dovute a sopravvenuta mancanza di interesse.

  • Giurisprudenza (Sez. U. n. 20/09/10/1996 Vitale; Sez. U. n.7 del 25/06/1997 Chiappetta; Sez. 6 n.22747 del 06/03/2003 Caterino; Sez. 2 n.30669 del 17/05/2006 De Mitri)

    Principio consolidato: la sopravvenuta inammissibilità per carenza di interesse non comporta la condanna alle spese né l'applicazione di sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione del ricorso per Cassazione, viene meno l'interesse alla decisione (es. perché la misura richiesta è stata comunque accordata), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia espressa dal difensore/procuratore speciale è idonea a determinare la sopravvenuta carenza di interesse e l'inammissibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta inammissibilità per perdita dell'interesse è distinta dalle ipotesi di inammissibilità previste dagli artt. 591 e 606 c.p.p.; quando vale la prima, di regola non si applicano condanne alle spese né sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende.
  • La Corte di legittimità in questi casi decide sull'ammissibilità procedurale senza entrare nel merito delle censure originarie: la valutazione sul punto rimane quindi priva di pronuncia definitiva sul vizio dedotto.
  • In situazioni analoghe è importante valutare tempestivamente la strategia difensiva (mantenere il ricorso per ottenere pronuncia di principio oppure rinunciarvi se l'obiettivo pratico è già raggiunto), tenendo conto delle conseguenze processuali e di spesa.

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