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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10907/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I quattro ricorrenti impugnano la sentenza di appello che li aveva dichiarati colpevoli, rispettivamente, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di reati scopo ex art. 12 d.lgs. n. 286/1998 (commi 3, 3-bis, 3-ter). Le censure principali riguardavano: insufficienza e contraddittorietà della motivazione sulla sussistenza dell'associazione e dell'elemento psicologico (affectio societatis); errata valutazione e interpretazione delle intercettazioni; inutilizzabilità o inesauriente acquisizione di brogliacci e trascrizioni; errata qualificazione giuridica di atti preparatori e tentativo; illegittima applicazione delle aggravanti (numero di migranti, fine di profitto) e vizio di quantificazione delle pene nel reato continuato e delle sanzioni pecuniarie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato tutti i ricorsi infondati e li ha rigettati. Conseguentemente sono state confermate le condanne e le pene già determinate dalla Corte di assise d'appello di Lecce (come risultanti dalla decisione del 6 aprile 2023): per Giuseppe Alessio Mignarri pena ridotta in appello a 4 anni 10 mesi di reclusione e euro 138.500,00 di multa; per Davide Lacalaprice anni 5 di reclusione ed euro 139.000,00 di multa; per Natale Morleo anni 5 mesi 8 di reclusione ed euro 523.000,00 di multa; per Maria Sarah Zecca anni 6 mesi 4 di reclusione. La Cassazione ha ritenuto fondate le valutazioni di merito in ordine alla partecipazione all'associazione e ai reati scopo, ha respinto le doglianze procedurali relative ai brogliacci e alle trascrizioni per mancata dimostrazione del concreto pregiudizio, ha confermato l'applicabilità delle aggravanti (numero di migranti e fine di profitto nella forma anche indiretta) e ha ritenuto corretta la motivazione sulla determinazione complessiva delle pene.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la sussistenza dell'associazione a delinquere possa desumersi anche dalla ripetuta partecipazione a reati scopo e dalla struttura organizzativa e di ruolo emersa, con l'affectio societatis provata in via indiziaria dalla condotta e dall'apporto continuativo.

  • art. 12 d.lgs. n. 286/1998 (commi 3, 3-bis, 3-ter)

    Le condotte costituenti atti diretti a procurare l'ingresso degli stranieri integrano reati perseguibili anche a consumazione anticipata; non è richiesto l'effettivo ingresso nello Stato per la configurabilità delle fattispecie contestate e possono operare le aggravanti previste dal comma 3.

  • art. 59, comma 2 cod. pen.

    La Corte ha ammesso che la conoscenza o la prevedibilità del numero elevato di passeggeri può essere desunta da circostanze oggettive come le caratteristiche e la capacità delle imbarcazioni; l'ignoranza può essere valutata come colpa quando il dato fosse facilmente desumibile.

  • art. 12 comma 3-ter lett. b) T.U. imm.

    Il concetto di fine di profitto può comprendere il profitto indiretto e si applica quando l'agente abbia agito intenzionalmente per procurare quel vantaggio economico, potendosi applicare anche ai concorrenti che perseguivano tale finalità.

  • art. 268 cod. proc. pen. e art. 271 cod. proc. pen.

    La mancata consegna dei cosiddetti brogliacci non determina automaticamente l'inutilizzabilità delle intercettazioni; i verbali e le registrazioni costituiscono la prova e l'omesso rilascio dei brogliacci richiede che la difesa provi concreto pregiudizio per fondare una nullità.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Eventuali nullità rilevabili per violazioni del diritto di difesa (ad es. inerenti alla disponibilità delle registrazioni) devono essere dedotte con specificità e dimostrato il concreto pregiudizio; la Corte ha richiamato la disciplina sulle nullità generali.

  • artt. 81, 133, 133-bis cod. pen.

    Nella determinazione della pena per il reato continuato la Corte richiede motivazione distinta e congrua per l'aumento relativo ai singoli reati satellite, evitando un cumulo surrettizio; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione e la quantificazione nella fattispecie.

Massime di principio

  • In casi di associazione dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina l'affectio societatis può essere desunta da elementi indiziari concreti e ripetuti (ruoli stabili, versatilità operativa, frequenza delle condotte), non solo da dichiarazioni esplicite di adesione.
  • Le intercettazioni registrate (bobine/file audio) costituiscono la prova primaria; i brogliacci redatti dalla polizia giudiziaria sono strumenti di sintesi e la loro mancata consegna non comporta automaticamente inutilizzabilità se il difensore non dimostra un concreto pregiudizio.
  • L'aggravante per il numero di migranti può essere fondata su elementi oggettivi come la capacità e le dotazioni della nave; non è necessario che l'imputato conoscesse il numero esatto se il dato era facilmente desumibile.
  • L'aggravante del fine di profitto può comprendere anche il profitto indiretto e si applica quando l'agente ha agito per procurare quel vantaggio, mentre ai concorrenti non va attribuita automaticamente se non agivano con quella specifica finalità.
  • In Cassazione le valutazioni probatorie di merito (esame delle intercettazioni, plausibilità delle ricostruzioni fattuali) sono sindacate con rigore: si richiede l'indicazione di vizi motivazionali gravi e non è consentita una semplice rivalutazione del merito.
  • Per dedurre nullità processuali collegate a documenti d'indagine la difesa deve indicare specificamente il pregiudizio subito e le ragioni concrete; eccezioni generiche o richieste non motivate sono inammissibili.
  • Nella determinazione della pena per reato continuato il giudice deve motivare separatamente l'aumento per ogni reato satellite e spiegare la proporzione rispetto alla pena base; la quantificazione automatica delle sanzioni pecuniarie prevista dalla norma speciale va rispettata se prevista dalla legge.

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