Cassazione Penale, Sentenza n. 10651/2024 del 14/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione della sentenza di condanna (4 mesi di arresto e 1.000 euro di ammenda) per guida in stato di ebbrezza (art. 186 Codice della Strada) in relazione a un sinistro del 03/03/2019 con tasso alcolemico accertato pari a 2,25 g/l. I motivi principali del ricorso erano: 1) nullità degli accertamenti alcolimetrici per mancanza del previo consenso e dell'avviso ex art. 114 disp. att. c.p.p.; 2) carenza di prova del nesso causale tra lo stato di ebbrezza e l'incidente, che sarebbe stato invece determinato dalle cattive condizioni della strada; 3) errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 4) illegittimità della confisca del veicolo e mancata restituzione alla presunta proprietaria estranea ai fatti (Cristiani Patrizia).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la giurisprudenza consolidata e la motivazione della sentenza impugnata giustificano l'utilizzabilità degli esami ematici anche in assenza di sottoscrizione scritta del verbale e che l'avviso e il consenso possono risultare da resa orale e da deposizione testimoniale; ha dichiarato manifestamente infondati i rilievi sul nesso causale e sulla richiesta di riconoscimento della particolare tenuità del fatto, ritenendo la condotta sufficientemente pericolosa e non compatibile con il beneficio dell'art. 131-bis; ha inoltre respinto la censura sulla confisca del veicolo, osservando che la nozione di appartenenza ai fini della confisca è sostanziale e non si esaurisce nella mera intestazione formale, e che non era stata fornita prova convincente della proprietà effettiva in capo a terza persona. Di conseguenza il verdetto di condanna e le misure accessorie sono state confermate e il ricorso rigettato.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada) - art. 186
art. 186, comma 2, lett. c), commi 2-sexies e 2-bis; menzione anche del comma 2-septies
Disciplina l'illecito penale per guida in stato di ebbrezza; la normativa è interpretata dalla Corte come fonte che legittima gli accertamenti sanitari per il tasso alcolemico senza richiedere un consenso preliminare formale oltre a quello necessario per le attività sanitarie strumentali
Codice Penale - art. 131-bis
La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede valutazione concreta della gravità della condotta e del disvalore effettivo; la Corte ha escluso l'applicabilità in presenza di condotta ritenuta oggettivamente pericolosa (sinistro che avrebbe potuto arrecare conseguenze ben più gravi in presenza di altri veicoli)
Disp. att. c.p.p. - art. 114
art. 114 disp. att. cod. proc. pen.
L'avviso al soggetto sottoposto ad accertamento (es. facoltà di nominare difensore) non richiede necessariamente forma scritta; la prova dell'avvenuto avviso può risultare anche da deposizione degli operanti o da altre risultanze
Codice di procedura penale - art. 357
Richiamato per osservare che la forma scritta non è prescritta dal codice per certi avvisi e che l'oralità può essere compatibile con la disciplina probatoria
Codice di procedura penale - art. 606
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)
Norma che definisce i motivi di ricorso per cassazione con riferimento formale alla censura sulla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto il motivo infondato e reiterativo senza affrontare la motivazione specifica fornita dal giudice di merito
Costituzione della Repubblica Italiana - art. 13
Richiamato per sottolineare la riserva di legge in materia di limitazioni della libertà personale e l'attinenza del legislatore nel disciplinare accertamenti come il prelievo ematico
Massime di principio
- In tema di guida in stato di ebbrezza, la mancanza di sottoscrizione del verbale o di un consenso scritto al prelievo ematico non comporta automaticamente l'inutilizzabilità degli esami: è decisiva la conformità alla disciplina specifica (art. 186 Cds) e la ricostruzione probatoria circa il consenso e l'avviso, che può risultare anche da dichiarazioni orali e deposizioni testimoniali
- L'avviso al conducente circa la facoltà di farsi assistere da un difensore (art. 114 disp. att. c.p.p.) non richiede forma scritta per essere valido; la relativa prova può essere data dagli agenti o da testimoni e resta sindacabile solo quanto all'attendibilità
- Per ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) non basta invocare elementi formali o la brevità della pena: occorre dimostrare che la condotta e il danno concreto siano di esiguo disvalore e che non sussista pericolosità oggettiva rilevante
- La confisca prevista dall'art. 186 c.d.s. può fondarsi su un concetto di "appartenenza" sostanziale: la prova della mera intestazione formale non è necessariamente sufficiente per escludere il rapporto reale di dominio o disponibilità del veicolo da parte dell'agente; chi chiede la restituzione deve provare in modo convincente la proprietà o la detenzione non occasionale da parte di terzi estranei
- I motivi di ricorso in cassazione devono confrontarsi specificamente con la motivazione di merito: censure generiche o reiterazioni di argomentazioni già valutate dal giudice di appello, senza confutare i dati probatori concretamente richiamati, sono frequentemente dichiarate inammissibili
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