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Sentenza

Sentenza del 02/10/2019 n. 24541 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

ACMAR ha contestato la richiesta del Comune di pagamento del COSAP per l'occupazione di suolo pubblico, mediante una recinzione di sicurezza e una gru, effettuata dal 2001 al 2003 nell'esecuzione di un contratto di appalto stipulato con il Comune. La ricorrente sosteneva che il COSAP, essendo subentrato alla TOSAP, non potesse essere richiesto nei casi in cui la TOSAP non sarebbe stata dovuta e che il regolamento comunale dovesse quindi essere disapplicato. Ha inoltre contestato la dichiarazione di difetto di legittimazione passiva di Equitalia e la conseguente condanna alle spese in suo favore.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha chiarito che TOSAP e COSAP hanno natura diversa: la prima è un tributo, mentre il COSAP è un corrispettivo connesso alla concessione, reale o presunta, dell'uso esclusivo o speciale di un bene pubblico. Il Comune può quindi disciplinare autonomamente il COSAP mediante regolamento e non è tenuto a riprodurre tutte le esenzioni previste per la TOSAP. Nel caso concreto, l'occupazione del suolo pubblico sussisteva e il regolamento di Milano poneva il costo dell'occupazione a carico dell'impresa, salvo specifiche esenzioni da richiedere e autorizzare, anche per particolari esigenze tecniche dell'appalto. Poiché tale procedura non era stata attivata, la pretesa del Comune è stata ritenuta legittima. È stata inoltre confermata la condanna alle spese in favore di Equitalia, poiché la società era stata chiamata in giudizio e la questione della sua legittimazione passiva poteva essere esaminata d'ufficio. ACMAR è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, quantificate in euro 2.800,00 in favore del Comune e in euro 3.700,00 in favore di Equitalia, oltre accessori, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 63

    "in sostituzione" della TOSAP

    La norma consente ai Comuni di istituire il COSAP in sostituzione della TOSAP, ma non impone che il COSAP abbia la stessa natura, disciplina o identiche esenzioni della TOSAP. Il presupposto resta l'occupazione di suolo pubblico e la disciplina concreta è affidata al regolamento comunale, nei limiti di legge.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 53

    Riconosce la possibilità di adottare una disciplina regolamentare comunale del canone, comprese eventuali agevolazioni o ipotesi di esenzione.

  • Regolamento COSAP del Comune di Milano

    Il regolamento può prevedere esenzioni o agevolazioni specifiche, anche per occupazioni connesse a contratti di appalto, ma tali benefici non operano automaticamente: devono ricorrere le condizioni previste e, ove richiesto, devono essere concretamente richiesti e autorizzati.

  • Art. 91 c.p.c.

    La parte soccombente può essere condannata al rimborso delle spese processuali in favore delle parti chiamate e costituite in giudizio, anche quando la domanda nei loro confronti riguarda profili processuali.

  • Art. 342 c.p.c.

    La Corte ha esaminato la contestazione relativa all'appello e alla posizione processuale di Equitalia, ritenendo comunque legittima la verifica della sua legittimazione passiva.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La disposizione disciplina il ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto; nel caso concreto, i motivi proposti non sono stati ritenuti fondati.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, sussiste l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Massime di principio

  • Il COSAP non deve necessariamente replicare le esenzioni previste dalla TOSAP: essendo un corrispettivo per l'uso del suolo pubblico, può essere disciplinato autonomamente dal regolamento comunale.
  • Quando un'impresa occupa suolo pubblico per eseguire un appalto, l'obbligo di pagamento del COSAP dipende principalmente dal regolamento comunale applicabile e dalle condizioni dell'autorizzazione, non dal solo fatto che l'appalto sia pubblico o stipulato con lo stesso Comune.
  • Le esenzioni o agevolazioni previste dal regolamento non operano automaticamente se sono subordinate a una richiesta, a una verifica tecnica o a un'autorizzazione specifica. È quindi essenziale attivare tempestivamente la procedura prevista.
  • Un regolamento comunale può essere disapplicato dal giudice solo se eccede i limiti stabiliti dalla legge; la mera differenza rispetto alla disciplina della TOSAP non è sufficiente.
  • La legittimazione processuale passiva può essere verificata d'ufficio anche nei gradi successivi del giudizio. La parte che chiama un soggetto in causa e risulta soccombente può essere condannata a rimborsargli le spese processuali.
  • Per valutare casi analoghi occorre esaminare il regolamento COSAP vigente nel periodo dell'occupazione, il contenuto dell'autorizzazione, le clausole del contratto d'appalto e l'eventuale prova della richiesta o dell'autorizzazione dell'esenzione.

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