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Sentenza

Sentenza del 12/06/2015 n. 12271 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la cartella di pagamento IVA relativa al 1998, sostenendo che gli avvisi di rettifica fossero stati validamente definiti mediante condono ai sensi dell'art. 15 della legge n. 289/2002 e che gli effetti della definizione si estendessero anche alle sanzioni e ai responsabili solidali. La società deduceva inoltre la violazione del legittimo affidamento, l'errata applicazione della causa ostativa derivante da un procedimento penale a carico del socio-amministratore e un vizio di motivazione della sentenza d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, poiché dopo l'istituzione dell'Agenzia delle Entrate la legittimazione processuale spettava esclusivamente a quest'ultima. Nel merito ha rigettato il ricorso della società: la pendenza di un procedimento penale per reati tributari, formalmente conosciuta prima del perfezionamento del condono, costituiva causa ostativa ai sensi dell'art. 15 della legge n. 289/2002. Tale causa ostativa poteva operare anche quando il procedimento penale riguardava il socio o l'organo della società e non la società stessa, se il reato produceva effetti economici o fiscali a vantaggio dell'ente. È stata respinta anche la doglianza sul legittimo affidamento, poiché l'eventuale invito dell'Amministrazione a definire la posizione non poteva derogare ai requisiti stabiliti dalla legge. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché riguardava l'interpretazione e applicazione della norma, non un reale vizio di motivazione. Nessuna statuizione sulle spese, per la mancata costituzione degli intimati.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 15, comma 1

    Il contribuente non può procedere a definizione agevolata nel caso in cui abbia avuto formale conoscenza dell'esercizio dell'azione penale per i reati previsti dal D.Lgs. n. 74 del 2000, entro la data di perfezionamento della definizione.

    La formale conoscenza dell'esercizio dell'azione penale per un reato tributario costituisce causa ostativa al perfezionamento del condono. La preclusione opera anche quando il procedimento penale riguarda il socio o l'organo di una società, se il reato è fiscalmente riferibile o vantaggioso per l'ente.

  • Decreto-legge n. 143 del 2003, art. 1, comma 2-septies, convertito dalla legge n. 212 del 2003

    L'esclusione della punibilità opera nei confronti di tutti coloro che hanno commesso o concorso a commettere i reati ivi indicati anche quando le procedure di sanatoria riguardano contribuenti diversi dalle persone fisiche e da questi sono perfezionate.

    La norma conferma che gli effetti della sanatoria possono riferirsi a soggetti diversi dalla persona fisica coinvolta nel reato, senza escludere l'incidenza della causa ostativa sulla società contribuente.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 10

    Il principio del legittimo affidamento non consente di convalidare un condono privo dei requisiti legali. Un invito dell'Amministrazione a valutare la definizione non costituisce rinuncia ai requisiti previsti dalla legge né attribuisce all'Amministrazione un potere di deroga.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Non vi è omessa pronuncia quando il rigetto implicito di una domanda o eccezione deriva necessariamente dalla soluzione adottata dal giudice sulla questione principale.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Il vizio di motivazione riguarda l'accertamento e la valutazione di fatti decisivi, non l'interpretazione o l'applicazione delle norme giuridiche, che devono essere censurate come violazione di legge.

  • Decreto legislativo n. 74 del 2000

    I reati tributari previsti dal decreto legislativo rilevano come presupposto della causa ostativa al condono quando sia stata formalmente esercitata l'azione penale e il contribuente ne abbia avuto conoscenza entro il perfezionamento della definizione.

Massime di principio

  • Per verificare la validità di un condono o di una definizione agevolata occorre controllare tutti i requisiti e le cause ostative esistenti alla data del perfezionamento, senza fare affidamento su comunicazioni generiche dell'Amministrazione.
  • In ambito societario, un procedimento penale a carico del socio, amministratore o rappresentante può incidere sulla posizione fiscale della società quando il reato tributario produce effetti economici o fiscali a vantaggio dell'ente.
  • La conoscenza formale dell'esercizio dell'azione penale, non necessariamente la conclusione del processo penale, può essere sufficiente a impedire il perfezionamento del condono.
  • Il patteggiamento intervenuto dopo l'avvio del procedimento non elimina necessariamente la causa ostativa: è decisiva la sussistenza e la conoscenza formale del procedimento entro il termine previsto dalla legge.
  • Il principio del legittimo affidamento non può sanare una definizione agevolata che manca di un requisito legale inderogabile.
  • Nei giudizi tributari instaurati dopo l'operatività dell'Agenzia delle Entrate, la legittimazione processuale spetta normalmente all'Agenzia e non al Ministero dell'Economia e delle Finanze.
  • In Cassazione occorre distinguere tra errore nell'applicazione della legge, censurabile come violazione di legge, e insufficienza o contraddittorietà dell'accertamento di fatti, censurabile come vizio di motivazione.

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