Cassazione Penale, Sentenza n. 24704/2026 del 02/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (condannato)
La controversia
Il condannato, detenuto in espiazione di pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate commessi in ambito domestico, impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva rigettato sia l'affidamento in prova al servizio sociale sia, in subordine, la semilibertà. La difesa deduceva, con due motivi ex art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., che il giudice di sorveglianza aveva erroneamente ritenuto indispensabili, anche per la semilibertà, la completa revisione critica del reato e un domicilio idoneo: secondo il ricorrente, avendo egli rinunciato all'affidamento in prova per mancanza di domicilio, tali requisiti non sarebbero stati necessari per la misura gradata della semilibertà. Inoltre, lamentava il vizio di motivazione per manifesta illogicità, perché il Tribunale avrebbe valorizzato solo la parte della relazione intramuraria che evidenziava la parziale ammissione di responsabilità, trascurando gli elementi positivi del trattamento (pareri favorevoli, liberazione anticipata, permessi premio, corso di sostegno alla genitorialità, lavoro, disponibilità al volontariato), e senza considerare che egli aveva ammesso almeno due episodi di lesioni ai danni della moglie.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di sorveglianza di Genova per un nuovo giudizio. Ha ritenuto che la motivazione del provvedimento fosse gravemente lacunosa: il Tribunale aveva formulato un giudizio troppo sintetico sulla mancata revisione critica, senza indicare le fonti di conoscenza, senza descrivere compiutamente l'evoluzione del percorso trattamentale e senza confrontarsi con gli elementi positivi allegati dal detenuto e con il fatto che questi aveva già fruito di plurimi permessi premio, indice di un percorso di graduale reinserimento. Inoltre, la Corte ha osservato che la mancanza di un domicilio idoneo non era un argomento strettamente pertinente alla semilibertà richiesta.
Norme richiamate
richiamato come uno dei reati oggetto della condanna eseguita in espiazione
richiamato come uno dei reati oggetto della condanna eseguita in espiazione
richiamato come norma aggravatrice dei reati contestati e oggetto della condanna
richiamato come norma aggravatrice dei reati contestati e oggetto della condanna
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.
indicato come base dei motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione
richiamato per la sintesi dei motivi di ricorso riportati nei limiti necessari
richiamato in chiusura per l'omissione dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento
Massime di principio
- Per la concessione della semilibertà il giudice di sorveglianza deve compiere una duplice verifica: da un lato i risultati del trattamento individualizzato, dall'altro l'esistenza di condizioni concrete per un graduale reinserimento sociale del condannato.
- La valutazione sulla progressione trattamentale non può limitarsi alla regolarità comportamentale formale, ma deve misurare la concreta revisione critica del vissuto criminoso e il mutamento dello stile di vita rispetto al passato illecito.
- Il giudizio prognostico sulla risocializzazione deve essere complessivo e deve confrontarsi con tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli emersi dall'osservazione intramuraria; una motivazione apodittica o selettiva è censurabile in cassazione.
- La fruizione di plurimi permessi premio può costituire indice già significativo di un percorso di graduale reinserimento e non può essere ignorata nella motivazione sul beneficio penitenziario richiesto.
- La mancanza di un domicilio idoneo non è di per sé un presupposto decisivo ai fini della semilibertà, se la misura richiesta non implica l'esigenza di un programma domiciliare analogo ad altre misure alternative.
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