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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24836/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La Corte di appello aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per il reato di sostituzione di persona, ma aveva mantenuto il diniego della pena sostitutiva della pena detentiva breve. La ricorrente ha impugnato la sola parte della decisione relativa al trattamento sanzionatorio, deducendo violazione dell'art. 20-bis c.p. e manifesta illogicità della motivazione: secondo la difesa, il diniego era stato fondato in modo sostanzialmente esclusivo sui precedenti penali, senza una concreta valutazione dei criteri di cui all'art. 133 c.p. e senza considerare che la pena inflitta era comunque contenuta. In appello era stato richiamato il principio per cui la decisione sulla pena sostitutiva deve essere coerente con il giudizio svolto per determinare la pena principale e non può basarsi sui soli precedenti in assenza di specifiche ragioni ostative.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso limitatamente al diniego delle pene sostitutive. Ha affermato che il giudice può anche valorizzare i precedenti penali dell'imputato, ma solo se dalla loro valutazione emerga una prognosi negativa specifica e concretamente motivata sulla funzione rieducativa della pena sostitutiva, sul contenimento del rischio di recidiva e sull'osservanza delle prescrizioni. Nel caso concreto, la motivazione della Corte di appello è stata considerata meramente apparente, perché si è limitata ad affermare l'inidoneità rieducativa di un'eventuale pena sostitutiva in ragione dei precedenti, senza spiegare perché tali precedenti rendessero negativa la prognosi. La sentenza impugnata è stata quindi annullata limitatamente al diniego delle pene sostitutive, con rinvio per nuovo giudizio sul punto alla Corte di appello di Perugia.

Norme richiamate

  • art. 494 c.p.

    Norma incriminatrice per il reato contestato e ritenuto in sentenza di merito.

  • art. 20-bis c.p.

    Richiamato dalla difesa come norma relativa alla possibilità di applicare pene sostitutive della pena detentiva breve.

  • art. 133 c.p.

    Criterio che il giudice deve considerare sia nella determinazione della pena principale sia nella valutazione della pena sostitutiva.

  • art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Norma, come riformata dal d.lgs. n. 150 del 2022, che disciplina l'applicazione delle pene sostitutive e il richiamo ai criteri di cui all'art. 133 c.p.

  • art. 59 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Richiamato dalla difesa per sostenere che le condizioni ostative all'applicazione della pena sostitutiva riguardano circostanze relative al reato e non i precedenti penali.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Disposizione processuale richiamata per individuare il giudice di appello competente a pronunciarsi sulle pene sostitutive.

Massime di principio

  • In materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice può anche fondare il diniego sui precedenti penali dell'imputato, ma deve svolgere una valutazione specifica, puntuale e concreta che spieghi perché quei precedenti rendano negativa la prognosi sulla funzione rieducativa della misura, sul contenimento del rischio di recidiva e sull'osservanza delle prescrizioni.
  • Il diniego della pena sostitutiva è viziato da motivazione apparente quando il giudice si limita a richiamare in modo apodittico i precedenti penali senza esplicitare il nesso logico tra tali precedenti e l'inidoneità della misura nel caso concreto.
  • La valutazione della pena sostitutiva deve essere coerente con la determinazione della pena principale, ma la mera mitezza della pena inflitta non impone automaticamente la sostituzione, dovendo il giudice comunque verificare in concreto la sussistenza dei presupposti di legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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