Cassazione Penale, Sentenza n. 00389/2026 del 07/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La società ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo (finalizzato alla confisca diretta o per equivalente) che aveva colpito il suo conto corrente. I principali rilievi sono: (1) mancata motivazione del riesame rispetto ai motivi inviati via PEC, in particolare la mancanza del "periculum" e la circostanza che la società era sottoposta a procedura concorsuale con conseguente vincolo delle somme nella disponibilità del curatore; (2) mancata adeguata individuazione e quantificazione del profitto del reato alla luce del meccanismo fraudolento contestato e della circostanza che il vantaggio sarebbe stato in realtà percepito da soggetti diversi dalla società; (3) sollevata, in subordine, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 317 del Codice della crisi di impresa e di insolvenza (d.lgs. n. 14/2019) per presunto contrasto con l'art. 3 Cost., per la prevalenza automatica delle misure cautelari penali sulla gestione concorsuale e sui diritti dei creditori privati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondati e assorbenti i primi due motivi. Ha rilevato che il Tribunale del riesame non ha esaminato le ragioni di doglianza trasmesse via PEC e non ha motivato sulla sussistenza e sulla natura del "periculum" né sulla corretta individuazione e determinazione del profitto confiscabile. Per tali carenze l'ordinanza è stata annullata e la causa è stata rinviata al Tribunale del riesame di Santa Maria Capua Vetere per un nuovo giudizio (ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.). La Corte non ha deciso la questione di legittimità costituzionale dell'art. 317, che era stata comunque prospettata.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000 (artt. 2, 5, 8)
Le norme sono richiamate in relazione ai reati fiscali e alla misura del sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto; la Corte rileva la necessità di una concreta individuazione del profitto confiscabile in rapporto al meccanismo fraudolento contestato
Norma sul riciclaggio richiamata nel quadro del procedimento, con implicita necessità di precisare quale parte del denaro costituisce profitto illecito
Norma sulla autoriciclaggio/impiego di denaro di provenienza illecita; richiede verifica puntuale della disponibilità e della titolarità dei fondi sequestrati
art. 317 Codice della crisi di impresa e di insolvenza (d.lgs. n. 14/2019)
Prospettata questione di legittimità costituzionale: la norma è stata contestata perché, secondo il ricorrente, prevedere la prevalenza automatica delle misure cautelari penali rispetto alla gestione concorsuale può ledere i diritti dei creditori e il principio di proporzionalità; la Corte non si è pronunciata nel merito ma ha riconosciuto che la questione andava esaminata dal giudice del riesame
art. 24, comma 4, d.l. n. 137 del 2020 (conv. con legge n. 176/2020)
Norma richiamata in relazione all'abilitazione di specifici indirizzi PEC per il deposito telematico: la Corte ha ritenuto valido l'invio via PEC al canale abilitato e ha censurato il Tribunale del riesame per non aver considerato gli atti trasmessi
Norma procedurale che disciplina la competenza per il giudizio in caso di annullamento; la Corte l'ha invocata per disporre il rinvio al Tribunale del riesame per nuovo giudizio
art. 3 Cost.
Richiamato nella prospettazione della questione di legittimità costituzionale dell'art. 317 CCI come parametro di giudizio in ordine al principio di uguaglianza e non discriminazione rispetto ai creditori privati
Massime di principio
- Se viene disposta la cautela reale o personale finalizzata alla confisca del profitto, il provvedimento deve motivare in modo concreto la sussistenza del "periculum" e non limitarsi a formule di pericolo "in re ipsa"
- Quando il soggetto destinatario del sequestro è sottoposto a procedura concorsuale o di liquidazione, il giudice deve valutare la reale disponibilità delle somme (ruolo del curatore) prima di adottare misure che incidono sulla massa attiva e sui creditori
- La quantificazione del profitto del reato deve essere puntuale e collegata al meccanismo criminoso contestato: va chiarito se si procede a confisca diretta del profitto o a confisca per equivalente e perché l'intervento cautelare colpisce la società invece che i percettori materiali del denaro
- Le parti devono utilizzare i canali telematici abilitati (PEC/indirizzi di deposito) e conservare prova dell'avvenuto invio: l'omessa considerazione di atti tempestivamente trasmessi via PEC può determinare l'annullamento del provvedimento impugnato
- Se il giudice del riesame non esamina motivatamente i punti sollevati nel riesame, la cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio; la mancata trattazione di questioni decisive è vizio ostativo alla decisione
- Le questioni di compatibilità costituzionale relative alla prevalenza delle misure penali sulla gestione concorsuale andranno valutate alla luce del principio di proporzionalità e degli interessi concorrenti dei creditori: va sollevata tempestivamente e motivatamente per essere esaminata
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