Cassazione Penale, Sentenza n. 25592/2023 del 14/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello del 08/03/2022 sostenendo: 1) inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali eseguite presso l'abitazione di Riccio per violazione dell'art. 268, comma 3, c.p.p. (presunta registrazione fuori dagli impianti della Procura e utilizzo di una microspia noleggiata dopo l'attivazione); 2) vizio del giudizio di responsabilità per insufficienza o inaffidabilità delle prove: criticata la credibilità dei collaboratori di giustizia (Accurso, Caiazza e altri), la possibile confusione di identificazione del "gemello" evocato nelle intercettazioni (Dario vs. Claudio), dubbi su orari e luoghi dei controlli di polizia e sul valore individualizzante delle intercettazioni (es. soprannomi "o' gemello", "Ciccio"); 3) mancata concessione delle attenuanti generiche e contestazione dell'aggravante della premeditazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso di AMIRANTE infondato e ha confermato la condanna all'ergastolo per lui; il ricorso di RUSSO è stato ritenuto fondato solo con riferimento all'omicidio di Andrea Castello: per quel capo la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio sul ruolo effettivo di Russo (se partecipante in scena o mandante/organizzatore), mentre per il resto (omicidio Ruggiero e altre censure) il ricorso di Russo è stato rigettato e le statuizioni di colpevolezza e aggravanti sono state confermate. In particolare la Corte ha ritenuto utilizzabili le intercettazioni, respingendo le censure relative alla location della registrazione e al noleggio della periferica, ha ritenuto ammissibili e valutabili le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia alla stregua del contesto e dei riscontri, ha confermato la sussistenza della premeditazione per Ruggiero e ha respinto il motivo sulle attenuanti generiche per carenza di specificità critica verso la motivazione di merito.
Norme richiamate
art. 268, comma 3, cod. proc. pen.
La Corte interpreta che l'attività di registrazione deve essere effettuata su memoria informatica centralizzata riconducibile alla Procura; l'ascolto in remoto presso la polizia giudiziaria è ammesso. Il fatto che una periferica sia in noleggio non inficia di per sé la utilizzabilità delle captazioni se i file sono trasferiti nella memoria centrale prevista dal decreto.
Richiamata nella discussione sulla valutazione delle intercettazioni: la Corte ricorda che le intercettazioni possono avere valore probatorio autonomo e non sempre richiedono riscontri esterni, purché il giudice motivi il proprio apprezzamento complessivo.
Invocato dai ricorrenti in relazione al giudizio di responsabilità; la Corte valuta che i principi sulla formazione della prova sono rispettati alla luce della valutazione complessiva delle fonti (collaboratori, intercettazioni, riscontri di polizia).
Norma sulle attenuanti generiche: la Corte conferma che il diniego delle attenuanti deve essere motivato sulla base dei parametri indicati dall'art.133; nel caso la motivazione di merito è ritenuta congrua alla luce della gravità e del ruolo criminale degli imputati.
Richiamata quale contesto fattuale (regime di detenzione che limita i colloqui) utile a valutare criticamente alcune deduzioni difensive circa la provenienza di ordini dal carcere; la Corte tiene conto della limitazione dei contatti nella valutazione delle fonti.
Richiamata nel dibattito sulla chiamata 'de relato': la Corte conferma che la chiamata de relato è utilizzabile anche se la fonte primaria non è verificata, purché il giudice valuti criticamente l'attendibilità e i riscontri esterni.
Massime di principio
- Intercettazioni ambientali: l'obbligo sostanziale è che la registrazione sia immessa in una memoria centralizzata della Procura; l'ascolto in sede di polizia o in remoto non invalida le captazioni se il flusso è gestito come previsto dal decreto dell'autorità giudiziaria.
- Periferiche e noleggio: il titolo di disponibilità degli strumenti (proprietà o noleggio) è neutro ai fini dell'utilizzabilità delle intercettazioni se le operazioni tecniche rispettano il decreto e il trasferimento in server autorizzato è garantito.
- Dichiarazioni di collaboratori (chiamata de relato): sono utilizzabili ma richiedono valutazione critica della credibilità; la convergenza tra diverse testimonianze e riscontri (intercettazioni, attività di polizia, documenti) rafforza la loro efficacia probatoria.
- Intercettazioni come prova: possono essere prova autonoma e non sempre necessitano di riscontri, ma il loro valore individualizzante (soprannomi, nomignoli) va valutato caso per caso e può richiedere ulteriori elementi per l'identificazione certa.
- Prova logica e riscontri: la Corte può utilizzare deduzioni logiche e valutazioni contestuali come riscontro, ma non per supplire completamente a un deficit di prova riguardo al ruolo specifico (es. mandante vs esecutore): se il ruolo non emerge chiaramente la Cassazione può annullare e rinviare.
- Contestazioni su orari/luoghi e discrepanze formali: non sempre sono decisive se non incidono sul nucleo probatorio; per sovvertire una decisione occorre mostrare che l'errore compromette il convincimento sul fatto centrale.
- Attenuanti e motivazione: il diniego o la concessione delle attenuanti deve emergere da una motivazione che consideri i parametri di legge; le critiche generiche alla motivazione sono frequentemente respinte se non specificano come gli argomenti di merito siano infondati.
- In presenza di elementi contrastanti su partecipazione e ruolo, la Corte suprema può disporre l'annullamento con rinvio per consentire al giudice del merito di riconsiderare, alla luce di tutti gli elementi, la qualificazione della partecipazione al reato.
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