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Sentenza

Sentenza del 11/07/2022 n. 228 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria

Visto di conformità infedele del responsabile d'imposta CAF - Natura sanzionatoria - Conseguenze.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Recupero di euro 2.669,62 a carico del responsabile del CAF ai sensi dell'art. 39 del D.lgs. 9 luglio 1997 n. 241 (visto di conformità/asseverazione infedele). Il ricorrente impugnava la cartella di pagamento per: omissione di sottoscrizione, difetto di motivazione, carenza di legittimazione passiva (si sostiene che la somma fosse debito del contribuente e non del CAF), incompetenza territoriale dell'Ufficio di Perugia in materia di riscossione e errata applicazione dell'art. 39 nella versione previgente senza tener conto della lex mitior introdotta dall'art. 7‑bis del D.L. n. 4/2019.

La decisione

L'appello è stato ritenuto parzialmente fondato. La Corte ha qualificato l'obbligo previsto dall'art. 39 (testo antecedente alla novella 2019) come una vera e propria sanzione amministrativa tributaria collegata a una condotta colpevole (visto/asseverazione infedele) e, quindi, soggetta al principio di applicabilità della legge successiva più favorevole (favor rei). Ne consegue che l'Amministrazione avrebbe dovuto applicare le disposizioni più favorevoli introdotte dall'art. 7‑bis del D.L. n. 4/2019. Sul punto della competenza dell'Ufficio di riscossione, la Corte ha ritenuto legittima la scelta normativa di riservare all'ufficio accertatore la riscossione di quella componente sanzionatoria, per ragioni di razionalità amministrativa; pertanto l'eccezione di incompetenza è stata rigettata. Le censure relative alla sottoscrizione della cartella, alla motivazione e alla notifica in formato digitale sono state giudicate infondate. La Corte ha accolto l'appello nei limiti esposti in motivazione e ha compensato le spese.

Norme richiamate

  • art. 39 D.lgs. 9 luglio 1997 n. 241

    testo antecedente alla novella di cui all'art. 7‑bis D.L. n. 4/2019

    La Corte ha interpretato l'obbligo di pagamento a carico del responsabile del CAF come componente sanzionatoria collegata a una condotta colpevole (visto/asseverazione infedele), non come mera obbligazione tributaria solidale del responsabile d'imposta

  • art. 7‑bis D.L. 4/2019 (convertito)

    Novella che ha introdotto regole più favorevoli in tema di responsabilità del CAF; la Corte ha ritenuto applicabile la lex mitior a favore del responsabile poiché la pretesa originaria aveva natura sanzionatoria

  • art. 36‑ter D.P.R. 600/1973

    Norma sulla procedura di controllo che ha dato avvio all'accertamento e alla successiva iscrizione a ruolo (recupero a seguito di controllo sul 730)

  • art. 3 co. 3 D.lgs. 18 dicembre 1997 n. 472

    Principio del favor rei/lex mitior: applicabile alle sanzioni amministrative tributarie; la Corte lo ha applicato richiedendo l'uso della disposizione successiva più favorevole per il responsabile del CAF

  • art. 5 co. 1 D.lgs. 18 dicembre 1997 n. 472

    Principio secondo cui l'applicazione di sanzioni richiede una condotta colposa o dolosa; utilizzato dalla Corte per collegare l'obbligo di pagamento alla colpevolezza

  • art. 57 D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131

    Esempio normativo richiamato sulla figura del responsabile d'imposta (notaio) per spiegare cosa significhi responsabilità solidale, evidenziando che il CAF non risulta configurabile allo stesso modo nel testo originario dell'art. 39

  • art. 1294 c.c.

    Richiamato come regola generale sulla presunzione di solidarietà tra debitori, ma la Corte nota che in materie tributarie il legislatore esplicita la solidarietà quando la intende

  • Cass., Sez. 6, ord. n. 6417 del 16 gennaio 2019

    Precedente giurisprudenziale sulla presunzione di riferibilità dell'atto amministrativo all'organo da cui proviene, richiamato in tema di validità della cartella anche senza firma o firma digitale

  • D.L. 28 ottobre 2020 n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020 n. 176 (art. 27 co. 2)

    Norma processuale richiamata per la trattazione del giudizio allo stato degli atti in udienza

Massime di principio

  • Se l'obbligo a carico di un soggetto diverso dal contribuente (es. responsabile CAF) è strettamente collegato a una condotta colpevole (p. es. visto/asseverazione infedele), la misura richiesta può essere qualificata come sanzione amministrativa: in tal caso si applica il principio della lex mitior e vanno considerate le disposizioni successive più favorevoli.
  • Non bisogna confondere responsabilità tributaria solidale (soggetto che è tale per il ruolo nella fattispecie tributaria) con responsabilità imposta in conseguenza di un comportamento illecito; la presenza di un elemento colpevole orienta verso la qualificazione sanzionatoria.
  • La modifica legislativa che sposti la competenza per riscossione non incide sulla natura sostanziale della misura (sanzionatoria vs tributaria): l'assegnazione dell'ufficio competente è questione di organizzazione amministrativa e non determina di per sé la natura della pretesa.
  • Avverso una cartella di pagamento il contribuente/terzo deve fornire elementi specifici e concreti per impugnare la provenienza o la validità dell'atto: la mera generica contestazione non è sufficiente, specialmente in assenza di prova di irregolarità della notifica (anche in formato digitale).
  • In casi analoghi il difensore dovrebbe verificare: (a) il testo della norma applicabile al momento del fatto e le eventuali modifiche successive più favorevoli; (b) se l'obbligo richiesto è collegato a una condotta colpevole (per applicare favor rei); (c) la correttezza formale della cartella (notifica, firma, contenuto informativo) e produrre prove concrete in giudizio per ogni vizio postulato.
  • Se la pretesa è qualificata come sanzione, il soggetto cui è notificata la cartella (es. responsabile CAF) ha legittimazione passiva e l'iscrizione a ruolo è opponibile; quindi l'impugnazione dovrà mirare a ridurre la sanzione con le norme più favorevoli o a dimostrare l'assenza dell'elemento colpevole.

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