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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5117/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Matteo Stoppa era stato condannato per il reato di cui all'art. 495 c.p. (falsa attestazione di generalità) perché, sottoposto a controllo, aveva dichiarato falsamente anno di nascita 1976 invece del 1982. In appello la difesa aveva proposto un concordato sulla pena (sostituzione della pena detentiva di mesi 8 con pena pecuniaria, sulla base delle modifiche introdotte dal d.lgs. n.150/2022). Il Procuratore generale, con conclusioni scritte, aveva dichiarato di concludere "per la sostituzione della pena detentiva, in accoglimento della istanza difensiva depositata il 4/5/2023". La Corte d'appello, ritenendo non provata la capacità economica per la pena pecuniaria e non condividendo l'effetto rieducativo della sola pena pecuniaria, confermò la condanna e respinse la richiesta di sostituzione senza ricondvocare le parti. In Cassazione si contestava soprattutto la violazione dell'art. 599-bis c.p.p. (mancata garanzia del contraddittorio e mancata convocazione delle parti a seguito del rigetto del concordato) e, in subordine, la mancata valutazione della sostituzione della pena alla luce della riforma Cartabia e della tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo processuale relativo alla violazione dell'art. 599-bis c.p.p.: ha interpretato le conclusioni del Procuratore generale come adesione alla proposta concordata e ha ritenuto che, dovendo la concordanza essere considerata conclusa, la Corte d'appello avrebbe dovuto, se non intendeva accogliere la richiesta, disporre la celebrazione dell'udienza con la partecipazione delle parti ai sensi dell'art. 599-bis comma 3. La mancata comunicazione e la mancata riassunzione dell'udienza hanno determinato la nullità della sentenza impugnata. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata; gli ulteriori motivi sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 495 cod. pen.

    Delitto di falsa attestazione di generalità: la condotta di dichiarare un diverso anno di nascita è stata ritenuta integrativa del reato con dolo generico.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    "in caso di mancato accoglimento della richiesta concordata fra le parti, il giudice deve disporre che l'udienza si svolga con la loro partecipazione, indicando se l'appello sarà deciso a seguito di udienza pubblica o in camera di consiglio..."

    Il concordato in appello è un negozio processuale: se le parti hanno concordato una pena e il giudice non la accoglie, deve richiamare le parti e procedere con la forma prevista; la violazione di tale procedimento determina nullità della decisione.

  • art. 53 legge n. 689/1981

    Norma richiamata in tema di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria, così come modificata dalla riforma (d.lgs.150/2022).

  • art. 56-quater legge n. 689/1981

    Richiamata in relazione al calcolo della corrispondente pena pecuniaria (importo giornaliero) nella procedura di sostituzione.

  • d.lgs. n. 150/2022 ("Riforma Cartabia")

    Ha modificato le regole per la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria (consentendo la sostituzione entro il limite di un anno) e, se più favorevole, è applicabile al processo in corso.

  • art. 1 comma 4 d.P.R. n. 600/1973

    Prevede l'esenzione dall'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi per specifiche soglie di reddito; giustifica l'assenza di documentazione fiscale nel caso di redditi molto bassi.

  • art. 131-bis cod. proc. pen.

    Disciplina il proscioglimento per particolare tenuità del fatto; la difesa aveva chiesto che la Corte d'appello valutasse tale ipotesi, anche d'ufficio.

Massime di principio

  • Quando difesa e pubblico ministero manifestano, anche per iscritto, un'intesa sulla misura della pena in appello, tale intesa assume natura negoziale processuale: il giudice deve rispettare le garanzie procedurali previste dall'art. 599-bis c.p.p.
  • Se il giudice di appello non intende accogliere una richiesta concordata, è obbligato a disporre la celebrazione dell'udienza con la partecipazione delle parti (o a darne la comunicazione prevista); la mancata osservanza costituisce vizio procedurale rilevante e può determinare la nullità della decisione.
  • La riforma Cartabia (d.lgs. n.150/2022) ha ampliato la possibilità di sostituire pena detentiva con pena pecuniaria: se la norma è più favorevole al reo è applicabile al processo in corso.
  • L'assenza di documentazione fiscale non impedisce di valutare la sostituzione della pena quando il soggetto è esonerato dall'obbligo di dichiarazione (de minimis di reddito); il giudice può e deve valutare la capacità economica con adeguati accertamenti, ma la mancanza di prova formale non esclude a priori la sostituzione.
  • La questione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis) deve essere valutata dal giudice anche d'ufficio se ricorrono i presupposti; tuttavia, se sussiste una nullità procedurale rilevante, le altre questioni possono risultare assorbite.
  • Per la difesa: documentare per iscritto l'accordo con il PM e sollevare tempestivamente la violazione procedurale (evidenziando la mancata convocazione ai sensi dell'art. 599-bis) è la via efficace per ottenere l'annullamento per nullità.
  • Per il giudice: rispettare la forma e il contraddittorio previsti per gli accordi in appello; in caso di rifiuto dell'accordo, motivare chiaramente e dare alle parti la possibilità di partecipare all'udienza di decisione.

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