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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44611/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 22/12/2021 che ha dichiarato inammissibile la detenzione domiciliare ex art.47-ter comma 1-bis Ord. pen. e ha rigettato le istanze di affidamento in prova al servizio sociale e di semilibertà. Il ricorrente denunciava inosservanza ed errata applicazione degli artt.47, 47-ter, 50 Ord. pen. e vizio di motivazione, sostenendo che il provvedimento si limitava a formule di stile e all'elencazione di procedimenti pendenti senza indicare perché questi ostassero alle misure alternative, e senza valutare positivamente l'attività lavorativa a tempo determinato svolta dal condannato; oltre a ciò si deduceva violazione dell'art.125 cod. proc. pen. in relazione alla motivazione

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza logica e conforme alla giurisprudenza, osservando: 1) la detenzione domiciliare era inammissibile in quanto il residuo di pena era superiore a due anni (anni 2, mesi 1, giorni 27); 2) le misure alternative (affidamento in prova) sono state negate per mancanza di prognosi favorevole, considerata la condotta successiva del ricorrente e la presenza di plurimi procedimenti penali iscritti dopo i reati in esecuzione; 3) la semilibertà è stata esclusa per la pericolosità emersa e la necessità della detenzione ordinaria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    Norma di riferimento sulle misure alternative alla detenzione; nella sentenza è richiamata in relazione ai criteri di valutazione dell'affidamento in prova e della prognosi di reinserimento

  • art. 47-ter comma 1-bis Ordinamento penitenziario

    Prevede limiti di ammissibilità per la detenzione domiciliare; la Corte ha ritenuto applicabile la previsione che esclude la detenzione domiciliare se il residuo di pena è superiore a due anni

  • art. 50 Ordinamento penitenziario

    Riguarda la semilibertà e le condizioni per la sua concessione; nel caso è stata valutata la pericolosità del ricorrente come ostativa

  • art. 125 codice di procedura penale

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla motivazione; dalla motivazione della Corte risulta invece che gli obblighi motivazionali procedurali sono stati ritenuti assolti

  • art. 73 Testo Unico stupefacenti

    Norma penale applicata ai reati in esecuzione (reati commessi nel 2017-2018) e utilizzata come elemento per l'analisi della personalità e della gravità dei fatti originari

  • artt. 337, 341-bis, 582 codice penale e art. 4 legge n.110/1975

    Articoli richiamati come titoli di procedimenti penali pendenti a carico del ricorrente; la loro sussistenza e iscrizione successiva ai reati in esecuzione sono state utilizzate come elementi negativi ai fini della prognosi di rieducazione

Massime di principio

  • La detenzione domiciliare ex art.47-ter comma 1-bis è inammissibile quando il residuo di pena in esecuzione supera i due anni
  • Per le misure alternative (affidamento in prova, semilibertà) il giudice deve compiere un giudizio prognostico basato sull'esame della personalità e sulla condotta successiva: procedimenti pendenti o nuovi reati successivi possono costituire motivo ostativo
  • La motivazione del giudice di sorveglianza può essere sintetica ma deve dimostrare di aver considerato gli elementi di legge; l'elencazione dei fatti è insufficiente solo se priva di un nesso motivazionale con il rigetto
  • L'attività lavorativa, specie se a tempo determinato, non determina automaticamente una prognosi favorevole: occorre che l'elemento positivo sia valutato nel contesto complessivo della personalità e dei precedenti
  • Il giudice ha ampia discrezionalità nella valutazione delle misure alternative, ma questa discrezionalità è soggetta a controllo di legittimità solo sulla correttezza e completezza della motivazione

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