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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44456/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro di somme a fini di confisca: i ricorrenti censurano il fumus commissi delicti (sostenendo l'assenza di indizi sufficienti, la genuinità della caparra di 2.500.000 euro e la mancata istruttoria sulla societa emittente le fatture ritenute inesistenti) e il periculum in mora (contestando l'assenza di concrete ragioni di rischio di dispersione delle somme).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i ricorsi proposti da Anna Maria Vergottini, Gian Luca Valena e Alessandro Maria Valena in proprio fossero presentati da soggetti non legittimati perché non parte del procedimento di riesame; il ricorso proposto da Alessandro Maria Valena quale rappresentante di IXI s.a.s. è stato ritenuto privo di interesse perché il decreto di sequestro nei confronti di IXI era rimasto ineseguito. Sul merito, la Corte osserva che, comunque, l'ordinanza impugnata era adeguatamente motivata: sussistevano elementi indiziari concreti in ordine alla fraudolenta utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e motivazione sufficiente in ordine al periculum in mora (plurime movimentazioni e trasferimenti delle somme, collegamenti societari e trasferimenti riconducibili agli indagati). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione al procedimento di riesame del sequestro; la Corte la menziona nel quadro procedurale relativo all'impugnazione dell'ordinanza di riesame

  • art. 606 c.p.p.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione; richiamato per inquadrare le censure (violazione di legge) mosse dai ricorrenti

  • art. 273 c.p.p.

    Richiamato come parametro comparativo: il fumus commissi delicti richiesto per il sequestro preventivo non necessita dei gravi indizi di colpevolezza di cui all'art. 273, ma comunque richiede concreti e persuasivi elementi indiziari

  • art. 2 d.lgs. n. 74/2000

    Norma sostanziale richiamata relativa ai reati tributari contestati (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti); la Corte ritiene che siano emersi indizi attinenti alla commissione di tale fattispecie

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Norma richiamata in relazione al regime della confisca per equivalente nei reati tributari; oggetto delle valutazioni circa il carattere del profitto del reato

  • art. 67 TUIR

    Richiamato dagli appellanti in ordine alla determinazione fiscale della tassazione di somme ricevute (sulla natura imponibile della caparra e sulla base imponibile da considerare)

  • art. 68 TUIR

    Richiamato dagli appellanti in connessione con la determinazione fiscale delle plusvalenze e con la delimitazione dell'imponibile

Massime di principio

  • Legittimazione a impugnare in cassazione: solo le parti che hanno partecipato al procedimento di riesame o che abbiano un interesse concreto e attuale possono proporre ricorso; il terzo che non è parte del riesame è privo di legittimazione.
  • Interesse giuridico e decreto ineseguito: la richiesta di riesame contro un decreto di sequestro rimasto ineseguito è inammissibile per difetto di interesse, poiché non sussiste effetto patrimoniale da rimuovere.
  • Standard del fumus commissi delicti: per il sequestro preventivo non è richiesto lo stesso grado di gravità probatoria dell'art. 273 c.p.p., ma servono elementi concreti, persuasivi e indiziari che colleghino la condotta al reato; valutazioni diverse sugli stessi elementi sono in larga parte valutazioni di merito non sindacabili in cassazione salvo vizio di motivazione.
  • Limiti del sindacato in Cassazione: la Corte di legittimità controlla violazioni di legge e vizi radicali della motivazione (assenza dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza), non rideterminazioni di fatto ordinarie.
  • Periculum in mora: è soddisfatto quando il provvedimento espone ragioni concrete per cui il bene potrebbe essere dissipato o sottratto durante il processo (movimentazioni bancarie anomale, trasferimenti ripetuti, esiguità di disponibilità rispetto al profitto del reato).
  • Valore dei collegamenti societari e movimenti finanziari: rapporti anomali tra società (collegamenti tra soci), assenza di documentazione giustificativa delle prestazioni, versamenti inspiegati e successivi rapidi trasferimenti possono costituire indizi rilevanti di operazioni inesistenti e di rientro di capitali dall'estero.
  • Rischio sanzioni processuali: ricorsi manifestamente inammissibili o privi di interesse possono comportare condanne alle spese e, se sussistono profili di colpa nella presentazione, anche ammende alla Cassa delle ammende.

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